Carta di Navigare di Gerolamo Azurri #27: la costa del Molise nel portolano della metà del 1500

“Il golfo da scirocco è più grande, tu gli puoi voltegiare e non dubitare al capo de scirocco, volendo andare dentro alla stanzia, a trovare l’isolotto. Avanti che lo trovi, li è un capo largo duoi osti, fuori del secagno, ad un osto e mezzo gli sono passa 4, e non puoi falire.”Gerolamo Azurri, Carta di Navigare

Carta di Navigare - Gerolamo Azurri
Carta di Navigare – Gerolamo Azurri

Carta di Navigare è un portolano firmato da Gerolamo Azurri pervenuto a noi come manoscritto da una copia seicentesca dell’originale cinquecentesco di proprietà dell’abate genovese Carlo Giuseppe Vespasiano Berio (1712-1794).

Del suo autore, Gerolamo Azurri, non si sa quasi nulla, la cui unica notizia certa è il luogo di nascita: Vimercate, un comune dell’attuale provincia di Monza e Brianza. Le ipotesi più accreditate, stando alle esperienze personali che egli cita nel portolano, lo accreditano come pilota al servizio di Andrea Doria, sotto il comando del Capitano Antonio Doria:

La Favignana (…) e Trapani fuori in miglia quattro in mare, gli è una secca (…) e lì toccò la nave grossa dei Doria, capitano Antonio Doria […] Capo Bono (…) et li ammazzarono uno delli nostri piloti, e li sortimmo con le galere…” – Gerolamo Azurri, Carta di Navigare

La descrizione del Mar Mediterraneo del ‘500 fatta dall’Azurri è ricca di dettagli, e ancora oggi è fonte di curiosità e di riflessioni per il lettore. Numerose le domande che sorgono scorrendo le pagine del suo portolano: i luoghi descritti sono ancora identificabili? Le linee di costa si son modificate?

Dopo aver visto la nascita dei portolani e come si sono evoluti, ed aver analizzato i tratti di costa della Sardegna, e la traversata sino alla Sicilia, l’arcipelago delle Isole Egadi, le coste della Sicilia, le Isole Pelagie, le Isole Eolie, e l’Isola di Malta, le coste della Calabria e della Campaniala costa del Lazio e le Isole Pontine, la costa della Toscana e le isole dell’Arcipelago Toscano, la costa della Liguria, e l’Isola di Corsica, gli arcipelaghi delle Columbretes e delle Isole Baleari, rispettiva traversata sino alla Sardegna e dopo aver presentato “Il Compasso da Navigare” con l’esplorazione della Basilicata, della Puglia e delle isole Tremiti, in questo articolo prenderemo in particolare esame per i lettori di Oubliette la costa del Molise, per confrontare i dati della Carta di Navigare con la mia esperienza di navigazione su queste rotte, attraverso l’analisi comparata con le moderne carte nautiche e coi moderni portolani.

 

“Termi non è porto, ma è terra grossa.”

Il Molise si affaccia sul Mare Adriatico a nordovest della penisola del Gargano su un tratto di costa lungo 18 miglia che si estende dalla foce del fiume Fortore, tra Puglia e Molise, alla foce del fiume Trigno, il quale separa il Molise dall’Abruzzo.

In questo breve tratto di costa bassa e sabbiosa, la città di Termoli sorge su una punta sabbiosa molto larga.
La città non è citata nel portolano duecentesco “Il Compasso da Navigare nonostante la presenza del Castello Svevo, che merita di essere menzionato.

Termoli - Campomarino - Petacciato Marina
Termoli – Campomarino – Petacciato Marina

Il primo impianto di questa fortezza viene fatto risalire al secolo XI, quando i Conti di Loritello si stabilirono in un castrum comitale che si suppone componga il nucleo originario del castello.

Il termine Svevo è da riverirsi probabilmente ai restauri ordinati da Federico di Svevia a seguito del “Mandatum pro Reparatione Castrorum Imperialium” del 1231, ai quali seguì la distruzione delle mura ad opera dei veneziani durante le incursioni del 1239 e la successiva ricostruzione, come testimoniato da una lapide ritrovata all’interno di una delle torrette angolari e come confermano gli “Statuta Reparationis”. Questi ultimi restauri sono ascrivibili ad un arco temporale compreso tra il 1240 ed il 1247.

Durante il secolo XVI, epoca dell’Azurri, la storia di Termoli e della sua cittadella fortificata fu segnata dalle continue invasioni barbaresche. Tommaso Costo (Napoli, 1545 – Napoli, 1613), segretario della Gran Corte dell’Ammiragliato del Regno di Napoli, storico e agiografo, nel suo scritto “Delle cose avvenute nel Regno nel 1566”, narrava:

“Era già il Mese di Agosto di quest’anno 66, quando l’Armata Turchesca guidata da Pialì Bassà scorse fino al Golfo di Venezia; e come fu al dritto di Pescara, luogo famoso, e forte dell’Abruzzo, fece alto. Di poi dato di nuovo de’ remi in acqua, assaltò quella riviera, ove per trascuraggine del Governatore di quella Provincia si era fatto poco provvedimento, e pose a sacco, e a fuoco alcune Terre, cioè Francavilla, Ortona, Ripa di Chieti, S. Vito, il Vasto, la Serra Capriola, Guglionesi, e Termoli, menando via e di robba, e di gente quanta ne poté mettere su Galee, guastando, e rovinando tutto il resto […]. Pialì Bassà, tentò poi di assaltare, ma invano, il Monastero di S. Maria a Mare nelle isole Tremiti.”

Le truppe ottomane, guidate da Piyale Paşa, invasero e saccheggiarono i borghi delle coste abruzzesi, molisane e pugliesi. La popolazione di Termoli precedentemente avvisata evacuò la città per trovare rifugio nell’entroterra.

Gli ottomani trovarono la città deserta e nulla da saccheggiare in quanto i cittadini riuscirono a portare con loro gli oggetti più preziosi; presi dall’ira i turchi decisero di incendiare il borgo distruggendo tutti gli edifici e buona parte della cattedrale.

Questo evento viene ricordato dalla popolazione di Termoli ogni 15 agosto in un evento detto “l’incendio del Castello”.

Oggi Termoli è dotata di un porto commerciale, l’unico della costa molisana. Ospita una flotta peschereccia, consente i collegamenti marittimi con le Isole Tremiti e vi è presente anche un porticciolo turistico.

Riguardo agli ancoraggi, i bassi fondali sabbiosi e le numerose barre di sabbia rendono insidioso cercare un ancoraggio nel precario ridosso del promontorio di Termoli.


Per chi volesse cimentarsi nella ricostruzione del paesaggio costiero dell’area esaminata, o per esigenze di navigazione, si consigliano: la Carta Nautica n.922, da Vieste a Porto San Giorgio e Isola Lesina, edita dall’ Istituto Idrografico della Marina, la Carta 1111 dei Simboli, abbreviazioni, termini in uso nelle carte nautiche, edita dall’ Istituto Idrografico della Marina, l’Elenco di Fari e Segnali da Nebbia, edito dall’Istituto Idrografico della Marina, il portolano scritto da Mauro Mancini Navigare Lungo Costa N.6, da Santa Maria di Leuca al delta del Po, edito da Class Editori nella collana Tagliamare, il Portolano P7, da Capo Santa Maria di Leuca a Senigallia, edito dall’Istituto Idrografico della Marina.

 

Written by Claudio Fadda

 

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Bibliografia

Gerolamo Azurri, Carta di Navigare, Civico Istituto Colombiano, Genova, 1985

 

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