“Uno scontro accidentale sulla strada per andare a scuola può portare a un bacio?”, volume di Shintaro Kago

Un grazie, fra i tanti che dovrei dire, oggi, non più di ieri o di domani, al mio prezioso figlio Michelangelo, che mi ha reso più orrendo e molto più vero lo scorso Natale, facendomi leggere l’opera di Shintaro Kago, celebre artista dei fumetti del Sol Levante, che, secondo le promesse dell’editore, “ci offre personaggi e racconti folli, nei quali il grottesco e il nonsense flirtano con lo splatter e la critica sociale…”

Uno scontro accidentale sulla strada per andare a scuola può portare a un bacio?
Uno scontro accidentale sulla strada per andare a scuola può portare a un bacio?

Di tutto l’albo le due scene più mi hanno inquietato sono a pagina 114.

Si tratta di una storia irreale, che narra di alcuni professori di un’università di medicina per abbienti nipponici che si predispongono ad un esperimento sociale molto suggestivo.

Offrono compensi alti, fino all’equivalente, in yen, di 140 euro orari, a fornitori di prestazioni che sono al limite dell’umana concezione: devono rendersi disponibili a farsi rompere gli arti, senza motivo, se non quello (pseudo)-scientifico, di verifica psicologica.

Il bello è che il primo volontario lo trovano subito. Anzi, presto si forma una lunga fila di martiri volontari e debitamente prezzolati. Essi vengono rotti, uno dopo l’altro, senza alcuna anestesia.

La ricerca si fa sempre più avanzata: ora si propongono amputazioni a 700 euro all’ora. Quasi subito, si presenta una timida ragazzina, forse da poco maggiorenne, si spera… ma che dico?!?

È tutto così assurdo…!

La sua famiglia patisce da qualche mese disagi economici al limite dell’impossibilità e lei è disposta a tutto per denaro, per cercare di salvare il salvabile.

Anche a farsi amputare le dita del piede, una, due, quattro, sette, dieci, poi, quasi senza interruzione, un braccio, l’altro braccio, una gamba, l’altra. Tutto, come sempre, senza anestesia.

La tipa ad un certo punto sviene per il dolore.

Due battute, raccolte a campione: “Forse si suiciderà per la disperazione?” “Non ha né gambe né braccia, come fa a suicidarsi, con la lingua?”

Improvvisamente irrompe in scena il suo fidanzato che risolve la situazione, liberando la donna torturata a suon di cazzotti e di colpi di karate.

Alla poverina vengono inseriti arti artificiali con cui riesce a raggiungere un elevatissimo grado di adattabilità alla vita quotidiana e che la rendono quasi invincibile.

Tutto finisce bene. 

Ma purtroppo questi sono solo le fantasticherie dovute alla morfina che è stata somministrata alla disgraziata ragazza.

Shintaro Kago (Lucca Comics & Games 2015)
Shintaro Kago (Lucca Comics & Games 2015)

Per fortuna, il compassionevole Shintaro Kago ci risparmia la patetica scena del risveglio. Questa è la storia che più mi ha tormentato.

Altre sono invece più ironiche e leggere. Tutte terribili però.

Mi chiedo, e questo è il pensiero che mi ha fatto scrivere finora questa mia nota, se l’arte, in questa società degenerata, abbia unicamente la funzione di morfina, di analgesico, di acido barbiturico.

Serve soltanto a renderci un po’ meno intollerabile questa nostra grama esistenza?

Come la religione, anch’essa si può definire una specie di oppio dei popoli?

Oppure, come la stessa religione, può essere l’arma con cui possiamo difenderci dalla vita stessa, così come è stata ridotta da quei criminali che ci governano a livello planetario? 

Shintaro Kago ci ha risposto. Ha tentato di farlo!

 

Written by Stefano Pioli

 

Bibliografia

Uno scontro accidentale sulla strada per andare a scuola può portare a un bacio, Shintaro Kago, Hikari Edizioni

 

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