Il tè Pu Erh, protagonista dell’antica Via del Tè e dei Cavalli che univa lo Yunnan all’India

“Gaindù è una provincia verso ponente, e non ha se none un re. E sono idoli, e sono al Gran Cane; e v’ha città e castella assai. E v’ha un lago ove si truova molte perle […] Egli è un albero piccolo che fa le foglie grandi quasi come corbezze, alcuna cosa più lunghe e più istrette: lo fiore fa bianco, piccolo come il garofano.” – Marco Polo, Il Milione

Via del Tè e dei Cavalli
Via del Tè e dei Cavalli

Il luogo descritto da messer Polo è identificabile nella valle di Chien-ch’ang, nell’ansa del fiume Yang-tze, oggi parte dello Ssu-ch’uan (sichuan), ma al tempo dei mongoli compresa nello Yunnan; vale a dire nel territorio compreso tra l’alto corso del fiume Irrawadi (Birmania) e lo Yunnan cinese. La pianta descritta, con buona probabilità, è invece la Camellia sinensis (Linneo), tipica dello Yunnan, le cui foglie e i cui germogli sono usati per produrre il tè Pu Erh.

Nel 1273 Marco Polo diventa uno dei più fidati ambasciatori del Gran Khan, e le numerose missioni che gli vengono affidate lo portano a viaggiare dalla provincia di Yang-chou, di cui forse Polo divenne governatore per tre anni, lungo l’alto corso dello Yang-Tze, lo Shen-si, il Sezechuan, fino a giungere nello Yunnan e da lì in Tibet, attraverso l’antica via carovaniera del Tè e dei Cavalli.

Meno conosciuta rispetto alla Via della Seta, la Via del tè e dei Cavalli prende il via nel periodo della dinastia Tang (618-907) e del regime tibetano (Tubo), epoca nella quale il tè fu introdotto nell’areale tibetano. Il popolo tibetano era infatti in stretto contatto con la dinastia Tang e coi vari gruppi etnici della Cina sud-occidentale da molto tempo; è quindi molto probabile che il tè dello Sichuan e dello Yunnan avesse già raggiunto il Tibet già nel settimo secolo. Il nome della strada viene riportato negli antichi registri col termine cinese “Chamadao” che significa “la strada del tè e dei cavalli” ad indicare appunto la sua importanza nel commercio di tè e cavalli da guerra. Le carovane di cavalli muli e yak trasportavano tè, zucchero e sale dal Sichuan e dallo Yunnan verso il Tibet e riportavano in Cina cavalli da guerra tibetani e colorati tessuti di montagna. La strada serviva anche come corridoio per la migrazione e rappresentava un canale per la comunicazione culturale tra i gruppi etnici nella Cina occidentale.

Secondo il libro tibetano “Catalogo Storico di Han e Tibet” (Han Zang shi ji) “Nel regno del re tibetano Chidusongzan [Khri ‘Dus sron] (676-704), l’aristocrazia tibetana iniziò a bere il tè, a utilizzare e acquistare l’attrezzatura per il rituale del tè, e a classificarne le tipologie”.

Il percorso della Via del Tè e dei Cavalli attraversa alcune regioni montane a quote che superano i 3000 metri e molto pericolose seguendo due percorsi principali. Il più meridionale di questi inizia nel luogo originario della famosa produzione del tè Pu-Erh (nelle odierne prefetture di Xishuangbanna e Sima della provincia di Yunnan) e passa per Dali, Lijiang, Zhongdian (attuale contea di Shangrila), Deqin (sempre nella provincia di Yunnan) e Mangkang, Zuogong (Zogong), Bangda, Changdu, Luolongzong, Gongbujiangda e Lhasa in Tibet. Da Lhasa si dirige a sud attraverso Jiangze (Gyantse), Pali e Yadong in Tibet e prosegue verso la Birmania, il Nepal e l’India.

L’altra rotta inizia a Ya’an, nella provincia del Sichuan, che è il principale sito di produzione del tè Yacha, e attraversa Luding, Kangding, Batang, Changdu e Lhasa, per poi proseguire verso il Nepal e l’India.

Via del Tè e dei Cavalli
Via del Tè e dei Cavalli

La Via corre lungo le pendici orientali delle montagne di Hengduan quindi attraversa la stessa catena montuosa di Hengduan e alcuni profondi canyon in cui scorrono numerosi fiumi importanti: lo Yalong, il Jinsha (il tratto superiore dello Yang-tze), il Lancang (Mekong) e il Nu (Salween), attraversando così i due più elevati altipiani della Cina, lo Qinghai-Tibet e lo Yunnan-Guizhou, prima di raggiungere l’India a sud dell’Himalaya.

La catena montuosa dell’Hengduan e gli altipiani del Qinghai-Tibet attraverso i quali passa la via carovaniera è un’area con un’abbondante biodiversità e una topografia complessa. Il percorso della via del tè e dei cavalli da Sichuan a Lhasa è lungo circa 2350 chilometri, con cinquantasei tappe di viaggio. Conta cinquantuno attraversamenti fluviali, quindici ponti di corda e dieci ponti di ferro e attraversa settantotto montagne alte oltre 3000 metri. Tutto ciò rende ancora oggi il percorso uno tra i più difficili al mondo sia per la conformazione del territorio che per le condizioni meteorologiche:

“sono estremamente variabili, e in un solo giorno il viaggiatore può sperimentare forti nevicate, grandine, sole cocente e forti venti, con variazioni estreme delle temperature.” – Peter Goullart

Lo sviluppo del commercio su larga scala del tè e dei cavalli tra le dinastie cinesi e il Tibet fece fiorire anche molti mercati destinati alla vendita del tè e dei cavalli nella Cina nord-occidentale. Ogni anno il governo cinese trasportava e scambiava enormi quantità di tè, ottenuto principalmente dallo Yunnan e dallo Sichuan, in cambio di cavalli da guerra con le tribù tibetane. Secondo uno studio, oltre 20.000 cavalli da guerra all’anno venivano scambiati col tè durante la dinastia Song (960-1127). Della produzione annua totale di tè nel Sichuan, pari a 30.000.000 Jin ovvero 15.000.000 kg, almeno la metà è stata venduta al Tibet (Jia Daquan, 1993).

Anche la dinastia Yüan (1271-1368) prestò grande attenzione al commercio del tè in Tibet e istituì lo Xifanchatijusi, ovvero l’ufficio responsabile del commercio del tè in Tibet.

Durante la dinastia Qing (1644-1911), il commercio del tè tra Yunnan, Sichuan e Tibet ha continuato a svilupparsi. Sebbene la corte abbia smesso di acquistare cavalli dall’area tibetana nel 1735, non sono state apportate restrizioni al commercio del tè e hanno continuato a essere esportate enormi quantità di tè al punto tale che nel 1661, il quinto Dalai Lama chiese alla corte di Qing di aprire un grande mercato per il commercio di tè e cavalli a Beisheng (attuale Yong-sheng, nello Yunnan) e la sua richiesta fu approvata dalla corte centrale. Da quel momento vi fu un rapido aumento della quantità di tè dello Yunnan trasportato in Tibet lungo la via carovaniera. In un solo anno, nel 1661, furono inviati in Tibet 30.000 dan o 1.500.000 kg di tè dello Yunnan. Il tè è stato anche oggetto di un regalo importante da parte della corte Qing all’élite tibetana: 5000 jin (2500 kg) furono donati al Dalai Lama e 2500 jin (1250 kg) al Panchan Lama ogni anno. Durante il periodo della Repubblica di Cina (1911-1949), sebbene il governo cinese non abbia svolto un ruolo importante nel commercio del tè, quest’antica via ha continuato a prosperare nelle mani di commercianti privati ​​che ancora viaggiavano lungo l’antica Via del tè e dei cavalli.

Tè Pu Erh - Biotea
Tè Pu Erh – Biotea

Durante la Seconda guerra mondiale, in particolare nel 1942, quando le città costiere della Cina e della Birmania furono occupate dall’esercito giapponese, bloccando tutte le vie principali per il commercio internazionale, la via del tè e dei cavalli divenne un importante via di collegamento che riforniva la Cina interna dall’India. Secondo lo storico russo Peter Goullart, sono stati utilizzati più di 25.000 cavalli e muli e più di 1200 imprese commerciali sono state fondate lungo la via.

Alcune città e paesi antichi famosi che un tempo erano le stazioni chiave e i mercati della via carovaniera del tè e dei cavalli sono stati elencati tra i siti internazionali più importanti per la conservazione storica. Ad esempio, il Lijiang, in cui il popolo Naxi costituisce la maggioranza degli abitanti, è stato designato come sito del patrimonio culturale mondiale dall’UNESCO nel 1997. Nel 2002, il villaggio di Sidengjie, Shaxi Township nello Yunnan, è stato elencato come “patrimonio architettonico mondiale protetto” della World Architecture Foundation. Inoltre, la strada per carovane di tè e cavalli continua ad essere una strada sacra per molte persone. Tra i pellegrini che percorrono la via citiamo ad esempio, le sette bianche, gialle e rosse del buddismo tibetano.

Lo Yunnan è uno dei luoghi in cui le piante di tè crescono spontanee, e l’intera regione è conosciuta come il regno delle piante, degli animali, dei metalli (escluso il ferro) e delle erbe medicinali. Dal 1949 gli scienziati hanno trovato molti alberi da tè selvatici e coltivati e poi inselvatichiti che hanno più di mille anni. Sono stati segnalati degli esemplari nelle montagne Nannuo e nelle montagne Bada della contea di Menghai, nonché nelle montagne Yiwu e Xiangming della provincia di Mengla, Xishuangbanna. Gli abitanti del posto chiamano questi antichi alberi del tè i “Re degli alberi del tè“.

La provincia dello Yunnan produce la stragrande maggioranza del tè Pu Erh, il cui nome è dato da quello della provincia di Pu’er Hani e Yi. Il Pu erh è prodotto in quasi tutte le contee e prefetture della provincia, ma le zone più famose per il Pu Erh sono conosciute come le Sei Montagne del tè, rinomate per i loro climi e ambienti, che forniscono ottime condizioni di crescita per il Pu Erh.

Il tè Pu Erh, “il tè delle origini”, è considerato dai cinesi un elisir di lunga vita grazie alle sue straordinarie qualità benefiche. Prodotto e consumato da migliaia di anni, fa ufficialmente parte della medicina tradizionale cinese.

Il processo di produzione di questo tè è unica, e parte dalla selezione delle piante, che nella classificazione del pregio del Pu Erh è fondamentale: il tè Pu Ehr può provenire da tre differenti metodi di coltivazione: piantagioni a cespugli, piante inselvatichite, alberi antichi selvatici.

Il tè prodotto dalle piantagioni a cespugli è considerato di qualità inferiore a causa dell’uso di pesticidi e concimi chimici, per la mancanza di sapori piacevoli, e la presenza di amarezza sgradevole nel tè. Nel secondo caso, quello delle piante inselvatichite, la maggior parte delle foglie vengono da vecchie piantagioni che venivano coltivate nelle generazioni precedenti, che sono diventate selvatiche a causa della mancanza di cure. Questi alberi producono un tè dal sapore migliore a causa degli alti livelli del metabolita secondario prodotto nell’albero del tè. Malgrado la buona qualità dei loro tè prodotti, gli “Alberi selvaggi” non sono così pregiati come gli alberi veramente selvatici.

Tè Pu Erh Biotea e verde Mao Feng Elisir di Lunga Vita
Tè Pu Erh Biotea e verde Mao Feng Elisir di Lunga Vita

Dopo raccolto, questo tè subisce una particolare fermentazione favorevole alla proliferazione di speciali microorganismi che gli conferiscono le sue particolari qualità benefiche.

Edoardo Barbero, titolare della BioTea – Selezione Italiana Tè Pregiati, grazie alla sua esperienza trentennale in Estremo Oriente, seleziona per la clientela italiana ed europea le migliori qualità di te Pu Erh provenienti da coltivazioni dove la lavorazione è ancora svolta secondo metodi tradizionali.

“Il nostro tè Pu Erh proviene da un piccolo produttore amico della contea di Simao (città di Puerh), che coltiva e lavora seguendo il concetto del naturale, senza l’utilizzo di alcun tipo di prodotti chimici. Ha un basso tenore in caffeina, un gusto dolce e rotondo, piacevole al palato. Le ultime ricerche dimostrano l’efficacia di questo tè nel ridurre il colesterolo LDL, i trigliceridi e gli zuccheri nel sangue, contrasta l’ipertensione, il sovrappeso e l’invecchiamento, facilitando la digestione e regolarizzando la flora batterica intestinale. Contrasta l’acidità di stomaco e ha un effetto positivo nei casi di reflusso gastroesofageo. È stata testata la capacità dei componenti del tè Pu Erh di inibire un complesso enzima chiamato Fatty Acid Synthase (FAS), il quale è ritenuto causa dell’obesità e si pensa di alcuni tumori. – Edoardo Barbero, BioTea

Edoardo Barbero conosce e frequenta personalmente i piccoli produttori nelle zone di coltivazione, monitorando tutte le fasi della produzione dalla coltivazione, raccolta, lavorazione e confezionamento, in modo da garantire sempre un prodotto di altissima qualità e privo di qualsiasi sostanza chimica inquinante.

L’obiettivo principale di BioTea è quello di scegliere esclusivamente Tè provenienti da coltivazioni dove non vengono utilizzati pesticidi e sostanze chimiche di sintesi.

Rendere note le proprietà benefiche e terapeutiche del Tè con la sicurezza di proporre un prodotto di alta qualità è la missione di BioTea come lo stesso Barbero afferma:

“Il nostro contatto diretto con alcuni ricercatori di importanti università nel mondo ci permette di essere sempre aggiornati sui risultati delle ultime ricerche, che anno dopo anno confermano la grande potenzialità benefica che questa pianta può avere sulla salute. Altro nostro obiettivo è quello di far conoscere una cultura millenaria che racchiude una raffinatezza di profumi, fragranze e sapori ineguagliabili nel loro genere. L’esperienza mi ha insegnato ad apprezzare le virtù di questa pianta e l’affascinante rituale della preparazione del Tè che intendiamo comunicare in ogni nostra degustazione. Il Tè riesce a catturare con la sua magia e la sua calma il frenetico mondo contemporaneo senza mai passare di moda. Mi auguro che un numero sempre maggiore di persone possa scoprire l’affascinante mondo che solo il Tè sa offrire e in particolar modo le grandi potenzialità curative e preventive che questa straordinaria pianta può avere sulla nostra salute.” – Edoardo Barbero, BioTea

In questi giorni difficili per la presenza dell’emergenza covid-19, si è chiesto ad Edoardo una specificazione sui prodotti BioTea:

Te Pu Erh - via del tè e dei cavalli
Te Pu Erh – via del tè e dei cavalli

Mai come in questi giorni è di basilare importanza poter contare sul proprio sistema immunitario, e per questo occorre mantenerlo al massimo dell’efficienza con l’alimentazione. Gli antiossidanti sono di primaria importanza nelle situazioni epidemiche di varia natura, favorendo l’eliminazione delle sostanze tossiche e proteggendo le cellule dai radicali liberi. Il Tè, in special modo il Tè Verde e il Tè Puerh sono ricchissimi di questi insostituibili e potentissimi antiossidanti e non devono assolutamente mancare nella dieta giornaliera. Se inseriti correttamente in una dieta bilanciata ricca di fibre e vitamine possono essere di aiuto nel combattere i virus e batteri.

Tutti i nostri Tè sono completamente Naturali, privi di pesticidi e sostanze chimiche di sintesi, certificati da analisi di laboratorio Italiane e rappresentano il massimo in termini di Qualità e Sicurezza.

In Cina fortunatamente tutti i nostri piccoli produttori godono di ottima salute e non sono stati toccati da questa epidemia, il nostro stabilimento ha ripreso la produzione a pieno regime da ormai una settimana. Anche da noi tutto questo finirà, nel frattempo trattiamoci bene con tanti buoni e Salutari BioTè!

 

Written by Claudio Fadda

 

Info

Sito BioTea

Articolo Tè Matcha

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Bibliografia

Sito Silk Road Foundation

 

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