Donne contro il Femminicidio #62: le parole che cambiano il mondo con Erika Keira La Barbera

Le parole cambiano il mondo. Attraversano spazio e tempo, sedimentandosi e divenendo cemento sterile o campo arato e fertile.

Found Drowned - di George Frederic Watts - (ca. 1848-50) - Femminicidio
Found Drowned – di George Frederic Watts – (ca. 1848-50) – Femminicidio

Ho scelto di contattare, per una serie di interviste, varie Donne che si sono distinte nella lotta contro la discriminazione e la violenza di genere e nella promozione della parità fra i sessi.

Nelle loro parole, in risposta a mie specifiche domande o nella libertà di definire alcuni lemmi, tutte si sono espresse in una pluralità di voci e sfumature d’opinione, senza mai tradire l’obiettivo primo, ossia una lotta coesa contro la degenerazione della cultura patriarcale che può sfociare nel femminicidio.

Insieme si cambia il mondo. Insieme donne e uomini. Insieme, partendo anche da assunti diversi, ma che condividono il medesimo fine, nell’accoglienza di ogni forma di alterità.

Oggi è il turno, per Donne contro il Femminicidio, di Erika Keira La Barbera, giovane napoletana, ex danzatrice, oggi operatrice olistico posturale e counselor. Ha scritto un breve testo, “Oltre il pilates”, insieme alle sue allieve con i disegni della sua mamma, Gabriella Caputo, per supportare, con la vendita, i progetti gratuiti che segue: incontri d’ascolto per donne ed eventi sportivi per adulti e bambini, perché lo sport è anche mission educativa.

 

Femmina

Mi viene in mente la fine del “Faust” di Goethe, con “l’eterno femminino che ci tira in alto”.
Femmina, colei che dà latte, che dà vita, termine utilizzato più per sottolineare differenza o per evidenziare la sessualità.
La femmina. È colei che per me cambia il mondo. Nella mia simbologia è che colei che dà forza, che guida, che cura, che crea, che lavora, che ama, che lotta. La femmina è un mondo fatto anche di elementi maschili. Forse sarebbe quasi inutile differenziare, ma nella società di oggi sentiamo quasi la necessità di sottolineare ciò che ci differenzia dall’altro, piuttosto che cercare ciò che ci unisce all’altro.
E spesso la femmina nella nostra società è agganciata a tutt’altra simbologia: è la debolezza, il sopruso, la fragilità, la lacrima, la madre, la moglie, la casalinga, l’insoddisfatta. Occhio non attento vede solo questo. Non ho voluto prendere dal vocabolario il significato della parola “femmina” perché non rispecchia tutto il mondo che si cela dietro una parola così bella.

 

Femminismo

Erika Keira La Barbera
Erika Keira La Barbera

Storicamente, il Femminismo è il movimento diretto a conquistare per la donna la parità dei diritti nei rapporti civili, economici, giuridici, politici e sociali rispetto all’uomo. Le sue prime manifestazioni risalgono al tardo Illuminismo e alla Rivoluzione francese; è il movimento, ampio e articolato, che tende a porre l’accento sull’antagonismo donna/ uomo, nel sociale come nel privato, e a realizzare una profonda trasformazione culturale e politica, riscoprendo valori e ruoli femminili in senso antitradizionale.
Femminismo. Come si fa a spiegarlo un poche parole. Una vita di sopruso ed ingiustizie. La donna non è mai stata libera di abortire, di sposare per amore e non per interesse, di lavorare, di non diventare madre, di sognare. Siamo sempre state guidate prima dalla figura del padre e poi del marito. Mai libere. Ma, proprio come ho scritto nella precedente definizione di “femmina”, noi siamo portatrici di cambiamento e siamo forti. Dunque, io credo che la sottomissione a cui eravamo soggette era proprio per tenere a bada la nostra intelligenza e ribellione. Perché così come temevano gli uomini o la società in generale, nel momento in cui hanno compreso le loro potenzialità hanno cominciato a lottare.
Femminismo. La rinascita. Le nuove possibilità. Il desiderio di essere consapevoli della forza che la donna possiede e dell’intelligenza che ha.
Femminismo. Le nuove prospettive ed una nuova libertà. Niente più di scritto, nessun programma certo. Matrimonio, figli, frustrazione e non realizzazione. Ma potere decisionale nelle loro mani. La scelta. Si, perché ora possiamo scegliere. Grazie ad un movimento che ha richiesto energia e coraggio io oggi posso scegliere. Scegliere di indossare una minigonna o no; di diventare madre o no; di sposarmi o no; di lavorare o no; di sognare!!
Il femminismo ha fatto prendere nuova consapevolezza alla donna: esistiamo e possiamo vivere libere!

 

Femminicidio

Il Femminicidio è qualsiasi forma di violenza esercitata sistematicamente sulle donne in nome di una sovrastruttura ideologica di matrice patriarcale, allo scopo di perpetuarne la subordinazione e di annientarne l’identità attraverso l’assoggettamento fisico o psicologico, fino alla schiavitù o alla morte.
Atto vigliacco e violento per tenere a bada la nostra intelligenza, il nostro entusiasmo.
Hanno ucciso, violentato, plagiato, umiliato, tante donne e in tanti modi.
Non violentano solo con l’atto sessuale, ma ogni giorno che con parole offensive denunciano la loro piccola mente solo per il fatto che hai deciso di indossare una gonna.
Non uccidono solo fermando il tuo umore fisicamente ma ti uccidono ogni giorno calpestando i tuoi diritti e togliendoti ogni libertà.
Non plagiano, non umiliano, sono con atti e parole evidenti, ma lo fanno ogni giorno con i loro comportamenti subdoli e viscidi.
Ci hanno tolto tanto e tante nostre compagne di lotta hanno perso la vita per aver scelto con coraggio di denunciare per riconquistare la loro libertà.
Io non posso che seguire il loro esempio e nel mio piccolo cercherò sempre di dare valore immenso alla mia libertà denunciando sempre chi lede alla mia o alla felicità di altre donne.

 

Educazione sentimentale

L’educazione sentimentale sembra un paradosso o una cosa molto complessa, mentre, in realtà, educare alle emozioni significa semplicemente permettere ai bambini, che saranno gli adulti di domani, di conoscere, sperimentare, capire le emozioni al fine di saperle riconoscere e gestire.
Me ne occupo nei miei incontri di counseling gratuiti. Cerco di guidare bambini e adulti alla scoperta delle emozioni. Già, perché sembrerà una banalità ma moltissime persone non sanno riconoscere le emozioni e quindi le identificano con confusione. La rabbia, la felicità, la frustrazione, l’empatia. Emozioni e condizioni che bisogna di nuovo imparare a riconoscere e conoscere.
La conoscenza permette all’individuo di agire diversamente e magari di lavorare su ciò che esplode dentro di sé senza controllo. Farlo sin da piccoli ti permette di avere una conoscenza della tua sfera emotiva tale da essere poi anche empatico con l’altro, cioè di sentire non solo le tue emozioni ma magari di essere un attento ascoltatore anche per l’altro.
Un lavoro difficile. Lungo. Io parto sempre dal corpo, dalle espressioni, dalle percezioni per poi arrivare alle riflessioni e alle identificazioni. Un meraviglioso viaggio in cui mi accompagnano le psicoterapeute per aiutare anche i profili più problematici. Una scoperta che lascia poi a bocca aperta quando si conosce di nuovo e in maniera diversa il proprio cuore.

 

Written by Emma Fenu

 

Info

Rubrica Donne contro il Femminicidio

Rubrica Uomini contro il Femminicidio

 

Un pensiero su “Donne contro il Femminicidio #62: le parole che cambiano il mondo con Erika Keira La Barbera

  1. Uomini vergogna

    uomini pieni d’odio
    gonfi come otri
    di un’ego smisurato
    detentori di poteri efferati
    che ancora usano le donne
    senza capirle e amarle
    siete la preistoria….

    uomini a volte solo di nome
    belve feroci di fatto
    senza alcun brandello di senno
    che osano violare e battere
    uccidere la loro stessa origine
    mi fate male…

    maschio stupido e arrogante
    pregno di tracotante supremazia
    indegno di sentimenti d’amore
    che pretende di vincere e piegare
    l’anima di una creatura più fragile
    mi fai ribrezzo…

    individuo del mio stesso sesso
    con la virilità al posto del cervello
    la smania di dominio innata
    gratificata dalla cultura del potere
    incapace di sensibilità e confronto
    mi fai vergognare…

    per quanto tempo ancora
    uomini semplici come me
    dovranno vergognarsi
    e sentirsi indegni per colpa
    dei maschi che calpestano
    l’altra metà del cielo?

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