“Non mi piacciono i film di Anna Magnani” di Mario Pacelli: la ricostruzione della morte di Wilma Montesi

“Quello del medico condotto è un rapporto preciso, forse troppo per il tempo limitato avuto a disposizione, che tuttavia lascia adito a molti interrogativi. Come può una persona annegare in pochi centimetri d’acqua? Che fine avevano fatto gli indumenti della ragazza morta che mancavano…”

Non mi piacciono i film di Anna Magnani
Non mi piacciono i film di Anna Magnani

Quella riferita da Mario Pacelli nel libro Non mi piacciono i film di Anna Magnani, edito da Graphofeel edizioni nel 2019, è una ricostruzione puntuale e precisa della morte di Wilma Montesi avvenuta nell’aprile del 1953.

Ma non è soltanto la giovane donna a essere protagonista del saggio di Pacelli, perché a fare da contorno ai fatti che hanno portato la ragazza alla morte è anche l’Italia della ricostruzione.

“Il problema è chi avesse propagandato la notizia, vera o falsa che fosse, e per incarico eventualmente di chi…”

Il paese è da poco uscito da quel gorgo infernale rappresentato dalla Seconda guerra mondiale e vive un momento di disagio economico e sociale di ampia portata. E Roma è una città senza frontiere dove in molti si arrangiano per sbarcare il lunario.

Baracche tirate su senza alcun permesso edilizio, accanto alle antiche mura di una capitale popolata da persone in cerca di un’occupazione, o di un modo come un altro, a volte addirittura illecito, per ‘tirare a campare’.

E poi c’è Cinecittà, fabbrica di soldi per definizione, e non solo strumento di svago o di cultura. Allestita per accogliere individui appartenenti ai più diversi strati sociali e ad impiegarli nella rifiorente industria del cinema, anche se soltanto nel ruolo di comparse, è luogo pronto ad offrire molteplici illusioni.

“Quanto pubblicato sul caso Montesi metteva sotto accusa la classe dirigente del Paese e gettava molte ombre sulla DC, il partito di maggioranza relativa che governava l’Italia con altri partiti minori…”

Ed è in un contesto sociale difficile quello in cui si inseriscono i fatti che hanno portato alla morte Wilma Montesi, bella ragazza di soli 21 anni la cui aspirazione è entrare a far parte di quel mondo di celluloide, animato da luci e ombre, che popola la capitale di quegli anni.

Si preparano gli anni della ‘dolce vita’, periodo così definito dal film di Fellini che ha fatto la storia del cinema, e raffigurazione di un universo abitato da chi cerca e spera in una fortuna immediata.

“Il colpo finale venne non tanto dalle persone che si affacciarono alla ribalta del ’teatrino Montesi’ per fornire particolari sui ‘divertimenti’ della Roma bene, quanto dalla lettura di un ‘testamento’…”

Una ricostruzione fedele e precisa, quindi, quella di Mario Pacelli; dal ritrovamento del cadavere della giovane a Torvaianica, località poco lontana da Roma, e archiviato in un primo momento come una disgrazia.

Narrazione che si sviluppa in dieci sezioni, il saggio dà spazio ai molti personaggi intervenuti nella complessità dell’evento che, con le loro testimonianze, vere o meno vere che fossero, all’epoca dei fatti hanno dato un contributo per dare una spiegazione della morte della giovane, caduta nell’oblio e tuttora avvolta dal mistero. Seguendo un filo cronologico preciso del tutto aderente agli eventi, l’autore ripercorre passo passo la duplice inchiesta che ha portato gli inquirenti a indagare su personaggi illustri e partecipati al mondo della politica come a quello dello spettacolo, al fine di districare la massa di ipotesi e congetture che divenne la scomparsa della ragazza.

Wilma Montesi - Photo by Il Tempo.it
Wilma Montesi – Photo by Il Tempo.it

È uno scenario complesso, se non inedito, quello che si apre su avvenimenti di cui all’epoca si discusse molto, e che coinvolse l’opinione pubblica divisa fra innocentisti e colpevolisti.

“Se una sensazione può trarsi da un attento esame di tutta la vicenda, questa è nel senso di un’avvenuta distorsione dell’indagine giudiziaria per le sue abbondanti contaminazioni politiche…”

Nonostante i molti anni trascorsi dai fatti, i quali hanno dato uno scossone all’intero paese che lentamente si stava avviando a vivere la stagione del boom economico degli anni ’60, a tutt’oggi il caso Montesi sollecita ancora numerosi interrogativi. A cui dà risposta, o almeno tenta di farlo, Mario Pacelli, grazie alle pagine del suo libro Non mi piacciono i film di Anna Magnani.

Perché, sono molti gli elementi citati dall’autore rimasti un enigma; dagli indumenti indossati dalla vittima al momento del ritrovamento del corpo e poi distrutti involontariamente, al luogo dove è stata uccisa. Si ipotizza, infatti, che fosse morta altrove e non a Torvaianica dove fu rinvenuto il corpo.

Come ricorda l’autore, si deve ai giornalisti un importante contributo affinché si indagasse più a fondo sul decesso di Wilma Montesi, archiviato in un primo tempo con il pretesto di un pediluvio che la giovane avrebbe fatto per un problema di lieve entità ai talloni. Ipotesi alquanto incredibile, anche ai meno esperti in fatto di indagini.

A sollevare dubbi e perplessità sono dunque alcuni quotidiani, più di uno in verità, ma la figura che più di altre emerge dal racconto è quella del cronista Silvano Muto, il quale dà il via a una serie di articoli che alzano un polverone su tutta la vicenda, esprimendosi con una teoria diversa da quella iniziale. A seguire sono altri quotidiani che, grazie al cosiddetto fiuto del cronista, continuano a indagare sui personaggi che hanno avuto un ruolo importante nella morte della Montesi, e sulla loro presenza sul lido di Torvaianica in quell’aprile del 1953.

E proprio grazie alla cronaca prende il via una nuova indagine, che vede coinvolti personaggi noti e meno noti, e dalle cui testimonianze emergono verità scottanti.

In seguito a uno scavo accurato da parte di alcuni cronisti, i quali non si sono lasciati intimorire dai nomi importanti che saltano fuori durante una successiva indagine, emerge un’ulteriore realtà dei fatti. Che però non si conosce se corrisponda a verità; e lo hanno fatto cercando nei meandri più oscuri delle vite di politici e cinematografari.

Appurando infine, che la morte della giovane non è stata accidentale, come dichiarato in origine, ma per responsabilità di alcuni che hanno approfittato della sua ingenuità.

Si doveva coprire qualcuno che occupava un posto di rilievo nelle istituzioni? Quasi sicuramente sì; infatti, il depistaggio messo in atto fin da subito è già di per sé una risposta affermativa.

E l’autore, senza timore di smentita, fa nomi e cognomi, alcuni importanti, altri meno, ma sicuramente tutti coinvolti nella morte della giovane.

Oltre a Piero Piccioni, musicista e figlio di un importante ministro della Repubblica all’epoca dei fatti, Mario Pacelli cita altre persone vicine a lui, e legate a lui e fra loro da legami per nulla leciti.

Nel reportage, se così si può definire il testo, spuntano anche gli stupefacenti, e con essi prende corpo l’ipotesi di orge e festini a base di cocaina, allora sostanza di cui facevano uso le persone abbienti, e da cui era esclusa la platea della gente comune.

A fianco di Piero Piccioni trova posto la diva del cinema Alida Valli, compagna del musicista e personaggio discutibile; si mormorava infatti che avesse fatto parte dell’OVRA, la polizia segreta dell’Italia fascista. Il suo ruolo è stato determinante in tutta questa equivoca vicenda, in quanto conferma l’alibi di Piccioni, dichiarando che il giorno in cui la giovane sarebbe morta il musicista era in sua compagnia, e solo in seguito ha fatto ritorno nella sua abitazione romana perché affetto da un’improvvisa forma influenzale, come certificato dal proprio medico. Ma, a proposito della data riportata sulla ricetta sanitaria c’è più di un dubbio, sembra infatti sia stata modificata, forse dal medico stesso, come ha dichiarato allora il Piccioni.

Mario Pacelli - Non mi piacciono i film di Anna Magnani - Wilma Montesi
Mario Pacelli – Non mi piacciono i film di Anna Magnani – Wilma Montesi

Nonostante la testimonianza dell’attrice, già amante del musicista, Piccioni viene arrestato, anche se poi grazie a un intervento misterioso, forse della politica nella figura del padre, viene scagionato. E come lui, anche gli altri personaggi partecipi a un gioco tanto deleterio quanto crudele, perché la vita di una giovane donna è volata via nel silenzio che avvolgeva la costa laziale.

La caratteristica che si evince con forza dal saggio è il ritmo incalzante del registro di scrittura con cui il Pacelli ha realizzato il saggio ben strutturato e per nulla ostico.

Un ritmo che fa del libro Non mi piacciono i film di Anna Magnani un racconto pronto a incuriosire il lettore il quale immerso nella lettura dei fatti, che seppur datati assumono la connotazione di un’attualità sconcertante, si lascia trasportare da un resoconto minuzioso e fedele. Che è valore aggiunto di un saggio da leggersi con totale coinvolgimento, perché insieme all’autore ripercorre sia la morte della giovane Montesi come gli avvenimenti degli anni ’60 e anche oltre. Partecipando così a un avvenimento che è stato l’espressione plastica di un’Italia inquinata da residui di uno scomodo passato, ormai appartenente alla Storia.

In fondo però, Non mi piacciono i film di Anna Magnani è un libro amaro, perché informa sì il lettore che nel frattempo è venuto a conoscenza di una verità di difficile accettazione appartenente ad uno squallido universo politico, e del partito della Democrazia Cristiana nel particolare, dilaniata al suo interno da più di una lotta intestina, ma non aggiunge molto di più ai fatti. Forse perché una equa risposta alle circostanze in cui la Montesi morì non c’è mai stata.

Si può affermare quindi, che la vicenda legata alla sua morte si inserisce fra i numerosi casi irrisolti che hanno visto soccombere giovani donne, le quali hanno affidato le loro esistenze a gente senza scrupoli.

“La morte di Wilma Montesi è divenuta così uno dei grandi misteri italiani, dalla tragedia di Ustica alla morte del bandito Salvatore Giuliano, dall’uccisione di Aldo Moro alla strage della stazione di Bologna… e via di seguito.”

 

Written by Carolina Colombi

 

 

 

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