Intervista di Gloria Rubino a Mauro Uzzeo e Giovanni Masi: gli autori della nuova serie a fumetti “Il Confine”

Il confine” è la nuova serie della Sergio Bonelli Editore, in libreria e in fumetteria a cadenza bimestrale; il primo numero “La neve rossa” si trova già in commercio con una splendida copertina di LRNZ (Lorenzo Ceccotti) e i disegni del maestro Giuseppe Palumbo.

Mauro Uzzeo e Giovanni Masi - Photo by Gloria Rubino
Mauro Uzzeo e Giovanni Masi – Photo by Gloria Rubino

I primi tre numeri sono stati presentati in esclusiva a Lucca Comics and Games 2019 e in quell’occasione ho avuto modo di partecipare alla conferenza di presentazione del progetto e ho incontrato gli autori Giovanni Masi e Mauro Uzzeo, ai quali ho fatto varie domande presa dall’entusiasmo per questa nuova serie.

A noi di Oubliette piace usare l’espressione “scendere nel pozzo”, questa volta andremo “oltre il confine” accompagnati dai due sceneggiatori.

 

G.R.: La prima domanda è semplice “Che fine ha fatto il pulmino al confine tra Italia e Francia?” e di sicuro la risposta sarà svelata dalla lettura del fumetto. Visto che tutta la vicenda è avvolta nel mistero, da dove nasce l’idea del confine e quale è la prima immagine che avete visualizzato scrivendo la sceneggiatura?

Mauro Uzzeo: Nasce dalla voglia di raccontare a fumetti una certa tipologia di mistery/thriller che solitamente appartiene più all’ambito delle serie tv e dei romanzi. Noi volevamo trasportare a fumetti tutte le emozioni provate leggendo i racconti di Lovecraft e i ragionamenti fatti per capire chi avesse ucciso Laura Palmer o che fine avessero realmente fatto i protagonisti di Lost. Per quanto mi riguarda, la prima immagine visualizzata nella mia mente fu proprio quella di un pulmino ritrovato dopo un mese dalla sua sparizione. Ed è praticamente la stessa immagine che poi è finita nel fumetto.

Giovanni Masi: Per me la prima immagine sono stati i boschi pieni di neve, quelli dove si perdono i ragazzi e che saranno centrali per buona parte delle storie del Confine. Poi, come dice Mauro, ci sono finite dentro molte delle nostre passioni, cercando di raccontare una storia che per prima divertisse noi autori e poi, speriamo, diverta anche i lettori.

 

G.R.: Come è nato il nome della serie e come nascono i titoli di ciascun numero del fumetto e di conseguenza le copertine?

Mauro Uzzeo: È arrivato praticamente subito, nel senso che questa serie non ne ha mai avuti altri oltre a “Il Confine”. Non volevamo che il titolo fosse il nome di un personaggio (cosa che invece è la norma in Bonelli) ma ci interessava che rappresentasse una varietà di concetti restando, al contempo, molto semplice. Se ci pensi “Lost” è un titolo efficacissimo, semplice, evocativo, e può voler dire tutto e il contrario di tutto, ci siamo mossi nella stessa direzione. E oggi “Il Confine” rappresenta sia il luogo geografico in cui si svolge la serie, ma ha anche tutta una serie di significati che giocano, appunto, coi confini, i limiti, che a volte si superano e da cui poi è molto difficile tornare indietro.

Giovanni Masi: Di solito, cerchiamo un titolo che rispecchi il contenuto del numero in questione. Può essere una frase detta da un personaggio (come nel caso dei numeri 1 e 3), oppure racconti un momento specifico (come il numero 2). Si solito facciamo 3-4 proposte e poi le giriamo in Redazione, così da avere l’approvazione anche dalla Bonelli. Le copertine hanno un iter simile, ma con l’aggiunta dello straordinario talento di Lorenzo “LRNZ” Ceccotti. Anche qui, non c’è una regola univoca. Di solito, ci confrontiamo con Lorenzo sul contenuto dell’albo e Lorenzo comincia a lavorare su vari bozzetti che secondo lui rappresentano al meglio i concetti o le situazioni del numero in questione. A volte basta un bozzetto solo, altre volte Lorenzo vuole esplorare varie possibilità. Una volta che abbiamo una bozza che ci convince, anche qui mandiamo tutto in Redazione per l’approvazione e poi si passa al definitivo.

 

G.R.: Quali sono le influenze di serie tv o di altri autori nella scrittura del fumetto? Quali sono state le ispirazioni dal punto di vista grafico?

Il confine - Mauro Uzzeo e Giovanni Masi
Il confine – Mauro Uzzeo e Giovanni Masi

Mauro Uzzeo: Sulla prima domanda, credo di aver già spoilerato la risposta, dal punto di vista grafico, invece, abbiamo puntato su uno stile che fosse immediatamente “popolare”, ossia perfettamente comprensibile anche dall’audience più generalista possibile, ma che fosse al contempo molto, molto, stiloso. E credo che autori come Giuseppe Palumbo, Lorenzo Ceccotti, Bruno Cannucciari, Carlo Ambrosini, Emiliano Mammucari, siano maestri in questo.

Giovanni Masi: Serie TV sicuramente Twin Peaks, Lost, ma anche la prima di True Detective. Per quanto riguarda la narrativa, sicuramente Lovecraft, ma anche Blackwood e Machen. E anche Picnic ad Hanging Rock, sia romanzo, sia film.

 

G.R.: Il confine è stato presentato come il primo progetto crossmediale in casa Bonelli, molto ambizioso rispetto ai canoni della casa editrice. Già annunciato il gioco da tavolo, ma uscirà anche la serie tv e verrà pubblicato il romanzo. Come siete riusciti a convincere l’editore e in che modo avete coinvolto i disegnatori per il fumetto?

Mauro Uzzeo: In realtà credo proprio che, oltre alla bontà della storia, sia stata proprio la natura multideclinabile de Il Confine a convincere la Sergio Bonelli Editore a investire sul progetto. E per quanto riguarda il coinvolgimento dei disegnatori, abbiamo la fortuna di aver creato una rete solida di amicizie e stime reciproche con tanti autori straordinari. Ci è sembrata l’occasione migliore per coinvolgerli tutti.

Giovanni Masi: La natura transmediale è stata nel DNA del Confine fin dalla sua ideazione, e devo ammettere che la Sergio Bonelli ci ha spinto anche ad ampliare i nostri orizzonti e a esplorare tutte le possibilità offerte dalla nostra idea. Per i disegnatori, ha già risposto Mauro, ma aggiungo solo che siamo stati davvero molto fortunati a trovare così tanti artisti incredibili che hanno creduto nella storia de Il Confine.

 

G.R.: Ci saranno differenze tra le varie forme narrative oppure sarà la riproposizione della stessa storia in varie declinazioni?

Mauro Uzzeo: Se è vero che Fumetto e Serie-TV de Il Confine saranno molto affini, ogni “vita” che vivrà Il Confine sarà a suo modo inedita. E questo vale tanto per i romanzi che verranno, quanto per i giochi di ruolo, quanto per cose a cui stiamo lavorando e che non possono ancora essere rivelate!

Giovanni Masi: Il Confine è un mondo e ogni sua incarnazione ne esplora ambiti leggermente diversi.

 

G.R.: I personaggi del confine sono molteplici, anche se alcuni rimangono sullo sfondo e soltanto due sono quelli principali Jacob e Laura. Visto che vi siete concentrati maggiormente sulla trama, in che modo avete lavorato sui personaggi?

Mauro Uzzeo: Non esiste trama senza personaggi. Anzi, ti direi proprio che la trama è quella cosa che racconta come i personaggi reagiscono a quel che gli si para davanti. Per questo, fin dal primo momento, il lavoro su Il Confine è stato quello di lavorare sui personaggi come vettori narrativi, cercando di portare una certa freschezza nel loro stesso approccio alla vita. Li abbiamo inzuppati in una serie di fallimenti che sono propri della vita moderna e li abbiamo messi al cospetto con un dilemma cosmico. Quello che è uscito fuori ha sorpreso noi per primi e speriamo sorprenderà anche voi.

Giovanni Masi: In realtà, scriviamo soprattutto di personaggi quando scriviamo Il Confine. Per questo motivo non c’è il nome di Laura o di Antoine in copertina, perché ognuno dei nostri characters è protagonista di una sua vicenda molto particolare e proprio l’incastro tra le varie storie da la trama de Il Confine.

 

G.R.: Sia dal punto di vista di scrittura che sui dettagli del disegno. Quale è la caratteristica che avete descritto ai vostri collaboratori o che i disegnatori hanno consigliato?

Mauro Uzzeo: Per Laura e Antoine avevamo le idee abbastanza chiare. Immaginavamo lei come una sorta di giovane Angela Baraldi (quella vista in Quo Vadis Baby) col carattere di uno scazzatissimo John Costantine. Antoine invece doveva essere uno splendido Vincent Cassel privo però dei suoi lati oscuri e totalmente asessuato. Se questi, però, erano i nostri punti di partenza, devo dire che il lavoro che ha fatto Emiliano Mammucari, nel caratterizzarli, è stato incredibile. È stato lui a “sporcare” Laura di Anna Magnani, e sempre lui a togliere da Antoine quei riferimenti diretti e a dargli una sua specifica fisicità.

 

G.R.: Ho letto il primo numero del Confine con attenzione in una notte. Mi è piaciuto davvero molto perché ci sono molteplici vicende e si viene proiettati in un mondo molto realistico, ma pieno di mistero e i dubbi crescono invece che diminuire continuando la lettura. In che modo siete riusciti a dare continuità a tutta la storia durante la scrittura?

Mauro Uzzeo e Giovanni Masi
Mauro Uzzeo e Giovanni Masi

Mauro Uzzeo: Con Giovanni abbiamo dovuto stabilire un metodo di lavorazione rigidissimo per non perderci pezzi lungo la strada. Facciamo lunghissime riunioni di brainstorming finalizzate a stilare dettagliatissimi soggetti di ogni singolo episodio. Poi, Giovanni butta giù la prima stesura dello script che contiene tutta la struttura forte e io invece lavoro più sulle caratterizzazioni dei singoli momenti. Da lì in poi ci rimpalliamo rispettivamente quello che scriviamo fino ad arrivare a buttare giù, per ogni episodio, da un minimo di tre a un massimo, finora, di sei stesure.

Giovanni Masi: Come dice Mauro, in pratica riscriviamo tanto finché tutto non va al suo posto.

 

G.R.: Visto che i disegnatori cambiano ad ogni numero, in che modo riescono ad orientarsi nell’intera vicenda?

Mauro Uzzeo: Ognuno di loro è stato fornito di una “bibbia grafica” che contiene tutti i riferimenti legati ai personaggi e agli ambienti. In più, nel raccontare la serie e nel rendere lo storytelling coerente con quello di tutti gli albi, l’arma segreta de Il Confine è il fondamentale apporto di Federico Rossi Edrighi che studia con noi tutti i layout della serie dandole così una regia riconoscibile anche nell’avvicendarsi di disegnatori diversi.

Giovanni Masi: E il modo in cui Adele Matera e Alessia Pastorello sotto la supervisione di Emiliano Mammucari, ci danno tantissimo una mano poi ad amalgamare il tutto. Il Confine è un lavoro realizzato da un team davvero incredibile.

 

G.R.: Siete soddisfatti dell’accoglienza dei lettori del confine? Già con l’uscita del portfolio del confine avete dato il via alla ricerca di indizi sulla serie e i lettori hanno apprezzato la segretezza sull’intero progetto. Che cosa li aspetta prossimamente?

Mauro Uzzeo: Molto. Ci diverte l’idea di poter coinvolgere quei lettori che cercano esattamente quello che cerchiamo anche noi in una storia. La capacità di lasciarci domande su cui interrogarci fino all’episodio successivo, di fare supposizioni, speculare su ogni più piccolo elemento per capire se è proprio lì che si annida la risoluzione del mistero. Queste sono le cose che ci hanno divertito tantissimo, e che continuano a divertirci, quando siamo noi per primi i fruitori dell’opera. Con “Il Confine” stiamo esplorando anche quanto possa essere divertente stare dall’altro lato della barricata.

Giovanni Masi: L’accoglienza è stata davvero buona, soprattutto per un prodotto che aveva fatto del mistero assoluto la sua caratteristica principale in fase di lancio. E sono molto contento anche di come i lettori si siano messi in gioco, attraversando anche loro Il Confine insieme ai nostri personaggi.

 

G.B.: Ringrazio gli autori per la loro disponibilità a “calarsi nel pozzo”, non sono entrata nei dettagli proprio per lasciare ai lettori la curiosità di scoprire da soli quello che li aspetta. All’inizio sono stata scettica sul progetto e soprattutto su formato e modalità editoriali, però mi sono ricreduta dopo la lettura del primo numero che mi ha lasciato molti dubbi irrisolti tranne uno: continuerò a seguire la serie con la voglia di fare ulteriori domande a cui gli autori non potranno rispondere se non con le prossime storie.

 

Written by Gloria Rubino

 

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