“Brandelli d’anima” di Simone Turri e Daniela Mecca: i demoni del passato ritornano e vanno affrontati

“Viaggiò nel passato, scorgendo qualche breve e folgorante flash, dove le immagini si susseguirono, frapponendosi le une alle altre, finché un volto in penombra, con un amaro sorriso, si materializzò. Poi il buio.”

Brandelli d’anima

È strutturato su due piani temporali paralleli e distinti – oggi e ieri – il nuovo romanzo di Simone Turri e Daniela Mecca. “Brandelli d’anima” (GDS Editrice, marzo 2016) si presenta come un raffronto fra passato e presente, dove affiorano i ricordi che portano Michelle MacIntyre, trentottenne dai capelli rosso fuoco, a dover fronteggiare i propri fantasmi.

Alla donna non rimane altro che scandagliare il passato, al fine di sconfiggere i demoni che si nascondono nei meandri dell’anima e, in modo libero, costruire il suo futuro.

La coppia Turri-Mecca – reduci dal successo de “Il tatuatore” – ci aveva abituato a racconti di omicidi efferati, dove risultava difficile giungere ad identificare un assassino.

In quest’opera, invece, l’antefatto fa capolino nella storia quasi da subito; mentre nei restanti capitoli la protagonista, Michelle, prende coscienza di quello che le è accaduto da bambina e decide di vendicarsi di quell’orco che ha abusato di lei.

La violenza sui minori, la pedofilia e l’ambito di famiglie disastrate sono temi sempre attuali, di cui la coppia di scrittori si serve per denunciare una società malata, dove talvolta il male si nasconde nell’apparente normalità. Tutto intorno alla protagonista appare infatti “contaminato”; così come la realtà è di gran lunga peggiore di quel che sembra.

Un rapporto malsano fra una madre e una figlia; uno sconosciuto che abusa di un atto d’amore fino a rasentare la violenza carnale; un padre che si è sempre sentito colpevole; un “mostro” assetato di vendetta; una donna forte in cerca di riscatto. Questi sono gli “ingredienti” del nuovo romanzo Turri-Mecca, ambientato in Irlanda, a Dublino.

Simone Turri e Daniela Mecca

La brevità dell’opera si presta per essere letta tutta d’un fiato.

E siccome ormai questa coppia si è specializzata in romanzi “noir”, vorrei dare loro un consiglio: attenzione alla coniugazione dei verbi. Oltre al passato remoto, bisognerebbe prendere in considerazione, talvolta, anche l’imperfetto.

Poiché conosco il potenziale degli autori, sento di affermare che, volendo, essi potrebbero spiazzarci ancora di più. In futuro, quindi, spero alzino l’asticella della loro fantasia, riuscendo ad essere sempre più sorprendenti ed imprevedibili.

È questo il mio desiderio e, al tempo stesso, il mio augurio per loro.

 

Written by Cristina Biolcati

 

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