Tra realtà e illusione: “The Quantum Enigma”, il nuovo album degli Epica

Il sesto album del gruppo musicale symphonic metal Epica è stato pubblicato il 30 aprile in Giappone, il 2 maggio in Europa, il 5 maggio nel Regno Unito fino ad approdare, il 13 maggio, negli Stati Uniti e nel resto del mondo. The Quantum Enigma, prodotto per la prima volta da Joost van den Broek e distribuito dall’etichetta indipendente tedesca Nuclear Blast, è stato acclamato dalla critica, che l’ha definito tra l’altro ‘energico’, ’sperimentale’, ‘ben strutturato’ ed ‘emozionante’.

Oltre al ben noto symphonic metal, l’album si concentra anche su influenze quali il progressive metal, il melodic death metal, il symphonic black metal, il technical thrash metal e, in alcuni brani, anche il power e il folk metal.

La cantautrice del gruppo, Simone Simons − all’anagrafe Simone Johanna Maria Simons − ha dichiarato alla webzine Nightwish France che il tema principale dell’album: «è una parte della fisica quantistica: la ricerca sulla percezione della realtà. Quello che vedo io e quello che vedi tu è diverso perché ciò che vediamo è influenzato dalla nostra mente. Quindi questa non è davvero la realtà, ma solo ciò che tu pensi che sia reale. Quindi, in un certo senso, è un tema filosofico e insieme scientifico. […] Ciò di cui ci stiamo occupando è fondamentalmente il funzionamento del cervello umano».

La cover è stata disegnata da Stefan Heilemann, che ha lavorato anche per Design Your Universe (Nuclear Blast, 2009) e Requiem for the Indifferent (Nuclear Blast, 2012), e raffigura una montagna con un occhio ispirata al dipinto L’isola dei Morti del simbolista svizzero Arnold Böcklin. Questa prima parte rappresenta ciò che è visibile all’occhio umano, mentre sotto c’è il mondo non percepibile.

The Quantum Enigma è, dunque, un insieme di realtà e illusione, o meglio come direbbe il chitarrista, cantante, compositore e frontmen degli Epica, Mark Jansen: «tutto ciò che accade intorno a noi è influenzato dalla nostra percezione. Il mondo che conosciamo è tale e reale solo per noi in quanto noi gli diamo un certo significato. Il modo in cui si percepisce il mondo intorno a noi e il significato che diamo a certe esperienze si basa sul proprio quadro di riferimento».

Infatti, l’album è orientato alla filosofia teoretica, alla metafisica e alla gnoseologia, ma anche alla psicologia e alla fisica quantistica. Da qui nasce, appunto, il titolo. L’uomo ha molti dubbi circa la sua origine, l’enigma perciò deve essere risolto. In realtà, secondo il chitarrista del gruppo Isaac Delahye: «L'”Enigma” nasce dall’idea che quando stai osservando qualcosa stai anche determinando la sua essenza. Hai mai sentito parlare dell’esperimento della doppia fenditura? […] Le cose sono come sono solo perché sono state considerate tali».

Originem, è la traccia con cui si apre l’album. La fusione degli archi, campionati da Leaving Too Soon, bonus track dell’album Silverthorn dei Kamelot, fa immergere subito l’ascoltatore in un’atmosfera solenne, in cui il reale si confonde con il fantastico. «Nos sumus conjuncti/ Fontem nostram quaerentes/ Originem sciendi/ Nos pleni vigoris/ Quo colendo res fiunt/ Sic naturam fingimus/ Aenigma solventes/ Edrediamur/ Nil, certum est». Fin da queste parole si può comprendere quanto l’influenza della filosofia teoretica sia importante per il concept dell’album stesso. Gli autori sono alla ricerca del sapere insito nelle cose che appartengono alla natura. Infatti, le parole pronunciate dalla cantante e la musica si uniscono affinché possano trovare l’origine della conoscenza.

Essa è l’Anima del mondo − meglio conosciuta in latino come Anima Mundi − presente nel dialogo platonico del Timeo (scritto intorno al 360 a.C.), e che in seguito è assunto quale tema centrale del pensiero di Plotino. L’uomo ha bisogno di comprendere quale sia il principio vitale da cui hanno preso forma gli organismi. Sebbene ci siano delle differenze, che rendono gli esseri viventi diversi fra loro, l’Anima li unisce in un legame indissolubile.

Più tardi la nozione sarà ripresa da Carl Gustav Jung nell’inconscio collettivo. Per lo psicanalista l’inconscio personale si oppone a quello collettivo. Quest’ultimo, infatti, non è altro che un contenitore psichico universale e contiene tutti gli archetipi che fanno parte delle diverse culture dei popoli. Gli archetipi sono primordiali, e vivono ancor prima che l’uomo abbia fatto le sue esperienze. L’inconscio collettivo è, dunque, la struttura della psiche. La mente umana riunisce tutte le esperienze comuni nell’inconscio che è quasi identico per tutti.

In realtà, Jung è un altro personaggio di spicco cui gli Epica si rifanno nel testo The Essence of Silence (il primo singolo ufficiale dell’album, pubblicato in Europa il 14 marzo e il 18 marzo negli Stati Uniti e in Canada. «Something is wrong/ My strength has gone/ Thoughts are corrupting my mind/ I can see I perceive this ain’t me». L’uomo si rende improvvisamente conto che c’è qualcosa che non va, e che i suoi pensieri lo stanno corrompendo. «Retrieve your balance/ Use your senses to observe/ The essence of silence/ Search for your essence/ Find the silence within you/ The essence is». Egli vuole andare alla ricerca del sé e dell’origine del mondo usando i sensi e il suo inconscio, appunto. Solo così potrà scoprire la verità − l’essenza − creata dal silenzio, che è in grado di fargli recuperare il suo personale equilibrio.

The Essence of Silence con la sua introduzione dolce, caratterizzata dal suono del violino, e le successive parti growl, interpretate da Mark Jansen e Ariën van Weesenbeek − ex membro del gruppo death metal God Dethroned −, è forse una delle migliori dell’album, in cui Simone Simons fornisce la prova di aver migliorato notevolmente le sue performance canore.

Dopo due brani, Victims of Contingency e Sense Without Sanity (The Impervious Code), si giunge al sesto dal titolo: Unchain Utopia. Esso è il secondo singolo dell’album, pubblicato il 7 aprile in Europa e l’8 aprile nel resto del mondo. «What is a reason to wreck hopes and all our dreams?/ You’re leaving endless riddles for the masses/ Does it make sense to mend the cracks that you hide behind our backs?/ It’s afflicted by a virus of the brain/ Liberty unchained/ Recite the insane».

La tensione sale ai massimi livelli, sia dal punto di vista contenutistico sia interpretativo. Simone si chiede il motivo per cui i suoi sogni debbano essere distrutti, e con loro tutte le sue speranze. Vuole liberarsi dall’utopia, che la imprigiona nel mondo materiale fatto solo di errori. Tuttavia, l’interludio The Fifth Guardian ci conduce, quasi per mano, nel mondo orientale, cercando di placare la tensione che non si spegne per nulla e anzi ricomincia a ritmo più serrato con Chemical Insomnia.

«The silence’s calling out for the chemical insomnia». La paura, l’ansia e l’angoscia, sono solo alcuni degli stati psicologici presenti nelle canzoni. Chemical Insomnia non è altro che l’ennesima prova dei miglioramenti della cantante, tant’è che la critica è stata unanime nel considerare gli Epica a un livello superiore rispetto al passato. Probabilmente è l’unico gruppo a saper fronteggiare al meglio il lavoro di una delle pietre militari del symphonic metal: i Nightwish.

«We will create reality/ We will not find if we don’t seek/ We will not know if we don’t peek/ We cannot do if we don’t be/ Facing our deadlock now». L’ultima traccia, la tredicesima che dà il titolo all’intero album, si ricollega al tema della prima canzone anche grazie alla presenza di alcune parti cantate in latino. «Omne est vigor/ Sentimus eum/ Sicit concretum/ Vigor concrescit/ Observatione/ Vita est mare/ Infinitarum facultatum/ Si quae emergant opperiens/ Quod inspicimus/ Adipiscemur».

L’anima dà energia e vitalità, perciò l’uomo non può vivere senza di essa. Eppure l’essenza di cui egli è fatto non può ridursi a una funzione, ma ha bisogno di qualcosa di più stabile. In effetti, come sostiene Platone: «Se mai vogliamo vedere qualcosa nella sua purezza, dobbiamo staccarci dal corpo e guardare con la sola anima le cose in se medesime», solo così ciò che prima ci sembrava un’illusione diventa la realtà.

 

Written by Maila Daniela Tritto

 

 

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