“Musa enferma Musa ammalata”, silloge poetica di Luna Miguel – recensione di Marzia Carocci

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Luna Miguel, giovane poetessa spagnola si presenta in una silloge poetica, “Musa enferma Musa ammalata” (Edizioni Damocle), che inchioda, che urla, che invoca; parole senza retoriche o banalità obsolete; immagini ricche di pathos e introspezione pura.

Ella non costruisce il verso con sfumature ed usi classicheggianti, anzi, la sua poesia è parola diretta dove lei stessa ne esce libera come fenice slegata da catene mentali.

Parole che accusano, che stimolano, che additano; metafore che dilaniano e che spalancano le menti più chiuse e assenti.

Luna Miguel, come il poeta osservatore della vita, non mente a sé stessa e attraverso il canto d’una versificazione scarna e priva di orpelli inutili, si avvale della verità emotiva che scava, una realtà che può essere cruda, violenta, feroce, crudele, ma mai fittizia e ingannevole.

Liriche che specchiano la vita di ogni giorno dove spesso l’incanto è utopia e l’inganno del bello una favola inesistente.

La consapevolezza della poetessa entra nella simbiosi fra corpo/parola ascoltando ogni battito, molecola, cellula fino a sentirne la voce interiore per poi formarne lemmi da esibire, da esternare per smuovere, graffiare, e sensibilizzare le coscienze amorfe e statiche di chi s’illude, mentendo a se stesso che l’esistenza sia sogno, volo o giardino fiorito.

Da “Coma diabetico”

“Tu mi hai dato una bocca/ Mia madre questo pancreas/ La scienza insulina/ Dio non mi ha dato nulla tranne che la paura/ In un pugno di zucchero.”

Una voce nuova nella poesia contemporanea, una giovane poetessa che sa fermare con la parola l’essenza del vissuto dove l’illusione non trova spazio e la realtà, anche se cruda,viene espressa nella sua interezza .

 

Written by Marzia Carocci

 

Info

Luna Miguel

Edizioni Damocle

 

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