“Natale” poesia di Salvatore Quasimodo: il potente Re del mondo
“Natale”
Natale. Guardo il presepe scolpito,
dove sono i pastori appena giunti
alla povera stalla di Betlemme.
Anche i Re Magi nelle lunghe vesti
salutano il potente Re del mondo.
Pace nella finzione e nel silenzio
delle figure di legno: ecco i vecchi
del villaggio e la stella che risplende,
e l’asinello di colore azzurro.
Pace nel cuore di Cristo in eterno;
ma non v’è pace nel cuore dell’uomo.
Anche con Cristo e sono venti secoli
il fratello si scaglia sul fratello.
Ma c’è chi ascolta il pianto del bambino
che morirà poi in croce fra due ladri?
Salvatore Quasimodo (Modica, 20 agosto 1901 – Napoli, 14 giugno 1968) è stato un poeta italiano, la cui poetica muove dall’ermetismo.
Vincitore del Premio Nobel per la letteratura nel 1959.
A Quasimodo, il poeta leccese Carlo Infante, ha dedicato nel 2011 l’Ode a Salvatore Quasimodo, pubblicata nella settima edizione dell’antologia poetica nazionale La Poesia nel Cassetto, Pubbligrafica Romana, Roma, 2011.
Appare in un piccolo cameo nel film La notte (film 1961) di Michelangelo Antonioni.
Salvatore Quasimodo ha tradotto vari componimenti soprattutto di opere di liriche della Grecia antica, non disdegnando le opere teatrali di Molière e William Shakespeare.
La fase più creativa di Salvatore Quasimodo risale ad Acque e terre del 1930, Oboe sommerso del 1932 ed ad Ed è subito sera del 1930. In queste raccolte è la Sicilia indiscussa protagonista, è presente la rievocazione dell’infanzia nell’isola e le figure dei cari lontani
In queste raccolte si avverte lo sradicamento della vita nella corrotta civiltà del nord post-industriale segnato dal sentimento di doloroso distacco.

L’ultima raccolta di Quasimodo, Dare e avere, risale al 1966 e costituisce una sorta di bilancio della propria esperienza poetica ed umana: accanto ad impressioni di viaggio e riflessioni esistenziali molti testi affrontano, in modo più o meno esplicito, il tema della morte, con accenti di notevole intensità lirica.
“La poesia è la rivelazione di un sentimento che il poeta crede che sia personale e interiore, che il lettore riconosce come proprio.” – Salvatore Quasimodo
“Il cuore domanda o che i suoi piaceri siano accresciuti o che i suoi dolori siano compianti, domanda di agitarsi e di agitare perché sente che il moto è nella vita e la tranquillità nella morte.” – Salvatore Quasimodo
Info
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“Pace nel cuore di Cristo in eterno;
ma non v’è pace nel cuore dell’uomo.”
che bei versi.
Approviamo.