Intervista di Pietro De Bonis a Marco Mezzetti ed al suo “Non mi viene – Raccolta di haiku ironici”

“Il vino buono /è diventato aceto /ho fatto fiasco” – “Due uova a letto /senza preliminari /Andiamo al sodo?”

 

Marco Mezzetti vive e lavora a Bologna. È poeta, comico e attore. Cabarettista a teatro e nei peggiori locali d’Italia, compone assieme all’attore e regista Pier Paolo Paganelli il duo di cabaret Mezzetti&Paganelli col quale mette in scena lo spettacolo “Qui si paga mezzo!”. È attore di cinema indipendente, fra le sue apparizioni anche quella dello zombie nel corto “Vai col liscio” del 2012 per la regia di Paganelli e che vede nel suo ricco cast anche Valerio Mastandrea.

Poeta eclettico di poesia contemporanea in versi liberi e haiku, ha pubblicato “Resti da ricomporre” (Giraldi Editore, 2008), e “Non mi viene – Raccolta di haiku ironici” (Pendragon, 2012), di cui parleremo oggi.

 

 

P.D.B.: Ciao Marco! “Non mi viene – Raccolta di haiku ironici” il tuo ultimissimo lavoro, gli haiku sono un genere letterario giapponese nato nel Seicento, componimenti brevissimi, tre versi di cinque, sette e cinque sillabe, distillati di pura saggezza e profondità… italiana stavolta??

Marco Mezzetti: Sì italiana, anche se non sono certo il primo a scrivere haiku in italiano. Negli anni ’50 del Novecento si diffusero negli Stati Uniti con Kerouac sull’onda del poeti beat e pure in Occidente fecero la loro apparizione. Da allora nacquero scuole e associazioni ma lo spirito dell’haiku giapponese è un’altra cosa rispetto a quello che pervade l’anima dell’haiku occidentale. Non c’è alla base la stessa cultura e la stessa idea del mondo, del suo evolversi, del ciclo della vita, del cambiamento ecc… Oggi si scrivono haiku su qualunque cosa senza rispettarne le regole se non la struttura classica. Anzi quando si diffusero in America e Occidente nacquero anche gli haiku impuri che io stesso scrivo, caratterizzati da un diverso numero di sillabe in almeno un verso. Esistono associazioni e poeti che scrivono haiku a profusione, pubblicano in rete e in cartaceo antologie dove dentro trovi di tutto, dai pensierini da bacio Perugina alle riflessioni di un’adolescente su un diario segreto. Normalmente senza conoscerne la struttura, le caratteristiche ma ancora di meno senza avere la consapevolezza che non basta rispettare la struttura di 5-7-5 sillabe su tre versi per scrivere un haiku. L’haiku va prima studiato, poi capito, infine interiorizzato. E ancora respirato. Poi quando sei riuscito a fare tutto ciò forse non è ancora abbastanza. Alla fine deve essere comunque un bell’haiku. Sono partito, anni fa, dagli haiku “seri” per passare ad alcuni di passaggio che facevano sorridere ed infine sono approdato agli haiku ironici, umoristici. Questa raccolta parla appunto di questi, la maggior parte sono in forma classica mentre altri non lo sono. Ho sperimentato questo genere per primo attingendo alla scrittura comico-cabarettistica poiché faccio anche il comico, l’attore comico, ecc… Ci sono arrivato quasi naturalmente, quasi senza accorgermene ma poi mi sono piaciuto e ho continuato. Il senso di questi haiku ironici è il seguente: parto da modi di dire, detti e proverbi e, cominciando di norma dalla fine, ricostruisco a ritroso l’haiku, ribaltando appunto il significato di queste frasi fatte per arrivare alla battuta.

 

P.D.B.: Quali sono i temi che affronti in questa raccolta oltre la società naturalmente che per quanto riguarda quella avoja a ridere pure senza battute?

Marco Mezzetti: Giusto, ce ne sarebbe da ridere e anche da piangere. Le tematiche, così come sono anche suddivise nel volume sono Amore e sesso, Animali, Lavoro e professioni,  Arti varie, Sport, Miscellanea, Ma nella lettura è evidente il riferimento ad altre sottotematiche come la politica, la violenza, il mondo omosessuale, la religione, la droga ecc… Ce n’è davvero per tutti i gusti..non di droga, intendo, di tematiche…

 

 

P.D.B.: L’ironia secondo te Marco funge da sollievo?

Marco Mezzetti: Assolutamente sì! E’ sempre stato così ancora prima della comicità. Se la natura dell’uomo parte da uno stato neutro per peggiorare in caso di dolore perché mai non dovrebbe migliorare in caso di piacere? E se il piacere da normale rassicurazione che le cose vanno bene passasse al grado superiore capace di farti vedere bello e divertente anche ciò che non lo è, è chiaro che dalla rassicurante tranquillità passeresti ad una sollevante felicità e da qui il passaggio al riso e alle sganasciate è ancora più breve. Il mondo va in una direzione tale, purtroppo, che siamo obbligati a dissacrare anche le cose peggiori, i dogmi più intoccabili e le sfere più intime come la paura della morte, per dirne una, solo per avere sollievo nel vederle in questo modo allontanate il più possibile da noi stessi. Le esorcizziamo rendendole ridicole. Anche se un giorno dovremo comunque farci i conti e poi vediamo chi se la ride davvero.

 

P.D.B.: Te sei poeta, attore e comico, chi fa la tua professione si incazza di più rispetto un cittadino normale?

Marco Mezzetti: No, si incazza nello stesso modo. Anzi forse chi lavora in un altoforno s’incazza di più e con più acredine. Perché quelli come me fanno meno fatica poiché fanno coincidere il proprio lavoro con i bersagli delle loro battute e dissacrazioni e forse hanno gli strumenti ironici più adatti per farsi scivolare addosso le cose. E anche maggiore possibilità di sfogarsi da un palco o sulle pagine di un libro. Non che faccia meno male, però. Un cittadino normale fa fatica doppia anche se oggi, con la rete e i social network chiunque può dire ciò che vuole e gli strumenti per farsi ascoltare da un numero sempre maggiore di persone sono più alla portata di tutti che un tempo.

 

 

P.D.B.: Dai Marco facci ridere… sfornaci uno dei tuoi migliori haiku!

Marco Mezzetti: I miei haiku ironici sono come le ciliege, devono essere gustati a gruppi di tre, almeno. Perché il primo non lo capisci immediatamente, il secondo forse e al terzo ci sei. A volte leggerli è più facile. Perciò ecco qua: Nostro Signore /crocifisso in croce. /Roba da chiodi! – La morte un giorno /mi busserà alla porta. /Vivo all’aperto. – Nel pentolone /lumache per la cena. /A fuoco… lento!

 

 

P.D.B.: Hai presentato il tuo libro il 5 ottobre alle Librerie Coop ex Ambasciatori di via degli Orefici a Bologn, come è  andata? Dove possiamo inoltre acquistarlo?

Marco Mezzetti: La presentazione è stata un successo, ringrazio il mio critico, Cinzia Demi, che ha scritto una bellissima prefazione, il mio editore Antonio Bagnoli delle Edizioni Pendragon, i miei relatori, tutti amici artisti e comici importanti come i Gemelli Ruggeri, il comico, regista e sceneggiatore Pier Paolo Paganelli che è il mio socio e col quale lavoro anche nel cabaret oltre che nel cinema, il comico Marco Dondarini, il comico e attore Bob Messini e il cabarettista Domenico Lannutti anche se non sono potuti essere presenti alla “prima” ma magari ci saranno la prossima volta. E un sontuoso Zap, noto vignettista, che ha allietato i presenti con le sue vignette a tema. Una bella serata grazie anche all’interesse del pubblico, della stampa, di riprese video e fotografi. In una cornice bellissima come è la libreria Coop Ex Ambasciatori di Bologna. Il libro è in tutte le librerie d’Italia o quasi. Essendo un genere molto particolare, una raccolta umoristica eretta su una base poetica, l’haiku appunto, probabilmente non lo troverete proprio ovunque. Basta in ogni caso ordinarlo oppure rivolgersi on-line alle Edizioni Pendragon: http://www.pendragon.it/persona.do?id=1611

 

“Quando un’intervista vista l’ora è appena finita, una nuova intervista è appena iniziata. Un’intervista per amare, per sognare, per vivere…”

Written by Pietro De Bonis, in Marzullo

https://www.facebook.com/pietrodebonisautore

 

 

Info:

https://www.facebook.com/pages/Marco-Mezzetti/161481933920095

 

 

 

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