“11 settembre”, poesia di Mario Luzi

“11 settembre”

 

Dimettete la vostra alterigia
sorelle di opulenza
gemelle di dominanza,
cessate di torreggiare
nel lutto e nel compianto
dopo il crollo e la voragine,
dopo lo scempio.
Vi ha una fede sanguinosa
in un attimo
ridotte a niente.
Sia umile e dolente,
non sia furibondo
lo strazio dell’ecatombe.

Si sono mescolati
in quella frenesia di morte
dell’estremo affronto i sangui,
l’arabo, l’ebreo,
il cristiano, l’indio.
E ora vi richiamerà
qualcuno ai vostri fasti.
Risorgete, risorgete,
non più torri, ma steli,
gigli di preghiera.
Avvenga per desiderio
di pace. Di pace vera.

 

Mario Luzi (Sesto Fiorentino, 20 ottobre 1914 – Firenze, 28 febbraio 2005) è stato un poeta e scrittore italiano.

In occasione del suo novantesimo compleanno, nel 2004 fu nominato senatore a vita della Repubblica Italiana.

Mario Luzi occupa un posto particolare nella famiglia dei cosiddetti ermetici (ovvero “chiusi ermeticamente”, riferisce al tipo di poesie da lui scritte, ovvero ermetiche, dalla difficile comprensione del significato perché legate ad Ermete Trismegisto, Mercurio per il mondo latino e Thot per il mondo egizio, un maestro di sapienza che trascina i suoi seguaci nell’abisso per comprendere la natura umana) e, insieme a Piero Bigongiari, Alessandro Parronchi, Carlo Bo, Leone Traverso, Cristina Campo, Oreste Macrì si può dire che costituisca il culmine dell’ermetismo fiorentino.

Di formazione orfica, Luzi nella sua prima fase poetica mostrava la fascinazione trasmessa dalle letture dei grandi poeti europei Coleridge, Mallarmé, Rilke e dal meno conosciuto poeta tedesco Stefan Anton George.

La sua prima pubblicazione è del 1935, “La barca”, edito da Guanda.

 

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3 pensieri su ““11 settembre”, poesia di Mario Luzi

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