Intervista di Pietro De Bonis a Mirko Giudici ed al suo “La Forza di Crederci Ancora”

Mirko Giudici è nato a Roma nel 1979. La passione per la vita militare lo ha portato ad arruolarsi volontario nell’esercito italiano. Ha trascorso tre anni di vita militare dopodiché è entrato a lavorare nell’ambito della sicurezza. Ha maturato con gli anni, grazie anche agli studi intrapresi, l’interesse per il teatro, la musica e la letteratura ma soprattutto per la scrittura.

Quando era più piccolo amava scrivere poesie. La passione per la scrittura nasce dal desiderio di riuscire a trasmettere ciò che l’anima gli suggerisce. Ha scritto due libri, il primo un romanzo tratto da una storia realmente accaduta, “La Forza di Crederci Ancora”, di cui parleremo oggi, e l’altro più biografico, “Gli Occhi di un Soldato”.

A tutte le coppie che come Marco e Sara ogni giorno affrontano le difficoltà della Vita , rincorrendo dei sogni che non sempre si rispecchiano con ciò che è il loro destino. Oggi Marco e Sara hanno capito, dopo questa esperienza, che soltanto il coraggio e la saggezza di accettare ciò che la Vita pone davanti ,può ripagarli  trovando la strada che porta alla felicità e a  tutto ciò che più il loro cuore desidera.

 

P.D.B.: Ciao Mirko! Dunque da volontario nell’esercito italiano a scrittore, ci vuoi parlare di questo?

Mirko Giudici: Ciao Pietro e grazie per questa intervista. Approfitto per ringraziare tutto lo staff di Oubliette. Sono stato volontario dell’esercito italiano a Maniago un piccolo paese vicino Pordenone. É stata una esperienza straordinaria che mi ha regalato momenti di gioia ma anche momenti meno belli. Ho conosciuto persone che provenivano da ogni parte d’Italia. Ho vissuto esperienze forti, facendo parte di un reparto operativo sono stato all’estero (Operazione Grawsko Glebokie Polonia) Canterbury Inghilterra addestramento carristi ma quella che più ha segnato la mia vita è senza dubbio la missione Kfor in Kosovo, tra le bianche montagne dei Balcani. Ho sempre avuto la passione x la scrittura, ma era un rapporto molto intimo e chiuso tra le righe del mio diario. Ho scritto molto ma non mi piaceva rendere pubblico i miei pensieri. Quest’anno c’è stata una maturazione che mi ha portato dal self publishing alla pubblicazione tramite la MJM editore di Milano. Il mio primo romanzo è “La Forza di Crederci Ancora” un romanzo ispirato ad una storia realmente accaduta. Tuttavia per chi mi conosce più da vicino sa riconoscere molti tratti della mia vita in questo libro. Questo romanzo abbraccia molte tematiche come il Coraggio, Il ruolo del Destino, la Natura dell’Uomo, la Fede e l’Amore. Tematiche che ci coinvolgono un po’ a tutti e soprattutto molte persone ci si ritrovano dentro.

 

 

P.D.B.: I tuo lettori cosa ti dicono?

Mirko Giudici: Sto avendo grandi soddisfazioni. Il primo risultato è stato quello di vedere un gruppo dedicato al mio romanzo su Facebook. É stata per me una grande gioia apprendere che persone che neanche conoscevo erano rimaste talmente tanto colpite del mio romanzo da creare un gruppo. Luisa Mangano, dietro consiglio di sua sorella Cristina ha realizzato questo gruppo che ad oggi conta poco meno di duemila membri. L’altro grande risultato è stato quello di vedermi 4° classificato al XIV concorso letterario nazionale organizzato dal circolo culturale Giovani Talenti Scrivono patrocinato dal Comune di Demonte e dall’Assessorato ai beni e alle politiche culturali della Provincia di Cuneo. In via del tutto eccezionale sono stato premiato presso il Palco Giovanni Falcone da un grande personaggio pubblico, Don Aniello Manganiello, prete anticamorra, 16 anni a Scampia fra lotta e misericordia. É stato un onore oltre che un privilegio ricevere il premio (targa in argento e attestato di merito) da un uomo straordinario come lui. É un immenso piacere inoltre aggiungere che grazie all’amicizia instaurata con Don Aniello nasce un progetto di collaborazione. La Forza di Crederci Ancora si unisce a Don Aniello a favore dell’Associazione Ultimi. Una parte del ricavato dalle vendite del mio romanzo verrá devoluta agli “Ultimi”. In particolare ad ottobre presso la casa del Jazz, un bene confiscato alla Banda della Maglians, io e Don Aniello presenteremo ufficialmente l’associazione e rispettivi progetti da raggiungere. Un modo per fondere la mia passione per la scrittura in favore di chi è più debole.

 

 

P.D.B.: Per scrivere ci vuole tanta sensibilità mi dicevi.

Mirko Giudici: Sono più che convinto che ci voglia una grande sensibilità. Grazie ad una bellissima ed inaspettata recensione da parte di un noto giornalista della Stampa, Massimo Gramellini, sono stato definito lo scrittore romano che tocca il cuore della gente. Questa etichetta è per me grande motivo di orgoglio, tuttavia nasco come un autore che tratta storie vere, più vicine a noi e alla gente comune. Ci sono stati apprezzamenti per questa mia sensibilità da parte dell’Assessore alle pari opportunità del XVII municipio di Roma, Dott.ssa Tancredi Antonella,da parte del Consigliere Regionale PD Athos de Luca e da un esponente del PD dott Enrico Agostinelli. Naturalmente il mio romanzo ha avuto molto il plauso da parte di amici parenti etc. Sono stato colpito dall’entusiasmo di Josephine Alessio di Rainews e da parte della giornalista Giuliana Covella del quotidiano il Mattino e del famoso regista Ferdinando Maddaloni (la squadra- incantesimo etc…) 

 

 

 

P.D.B.: Se un uomo di fede? Ritieni quest’ultima necessaria per raggiungere un po’ di felicità?

Mirko Giudici: Sono un credente che vive un rapporto in modo intimo e molto stretto con Dio. Credo che la fede è un qualcosa di forte che mi stia dando tanta voglia di fare e credere in quello che faccio. Sento che la passione sia un dono e credo sia doveroso da parte mia metterlo al servizio dei più bisognosi. Sono in questo senso molto attivo nel sociale. Il mio secondo romanzo è intitolato Gli occhi di un soldato. Questo libro è più biografico e mi riguarda più da vicino. Racconta della mia esperienza da volontario in una missione di pace in Kosovo. Il libro è la mia personale esperienza da soldato impegnato in prima linea. Questo libro non vuole essere un diario di guerra ma una denuncia contro i poteri forti che hanno insabbiato delle verità troppo scomode da rendere pubbliche. Il problema dell’uranio impoverito ha causato la morte di molti compagni che come me hanno partecipato alle missioni di pace nei balcani. I medici e i politici hanno mascherato tutto per non riconoscere le responsabilità di armi che causavano malattie come la leucemia ed il cancro ai militari impegnati al fronte La verità era un altra. I proiettili utilizzati dalle forze alleate erano ad uranio e questo provocò la morte di migliaia di soldati. Si contarono più di 4000 militari che contrarono malattie come il cancro e la leucemia e tutti erano stati impiegati in operazioni di pace all’estero. Il mio libro è una voce che grida giustizia per tutte le vittime e per tutte le famiglie dei militari che si ammalarono senza essergli mai riconosciuto nulla. Sono certo che quando il mio libro verrà reso pubblico porterà delle polemiche ma questo non mi interessa. É giusto che la verità venga portata a galla ed io sono per la verità e per la giustizia. Spero che questa battaglia da parte mia possa smuovere le coscienze e soprattutto sensibilizzare più gente possibile. Infine concludo dicendo che sto continuando a scrivere. D’altronde per uno come me, scrivere è diventato il mio vizio duro da mollare. Sto lavorando ad un progetto e quando si sarà concretizzato ne parlerò pubblicamente per adesso preferisco non dire nulla. Ringrazio Pietro e tutto lo staff per questa opportunità di condividere le mie idee i miei progetti e soprattutto la mia passione letteraria.

 

Grazie a te Mirko Giudici!

 

“Quando un’intervista vista l’ora è appena finita, una nuova intervista è appena iniziata. Un’intervista per amare, per sognare, per vivere…”

Written by Pietro De Bonis, in Marzullo

https://www.facebook.com/pietrodebonisautore

 

Info:

http://mirkogiudici.it/

 

 

3 pensieri su “Intervista di Pietro De Bonis a Mirko Giudici ed al suo “La Forza di Crederci Ancora”

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