Intervista di Pietro De Bonis ad Armando De Vincentiis ed al suo “Lontano dall’ansia e dalla psicoanalisi?”

Psicologo/psicoterapeuta laureato con indirizzo clinico presso l’Università “La Sapienza” di Roma con una tesi sulla psicopatologia nel misticismo cristiano, si occupa di fenomenologia dei comportamenti religiosi, esperto di stati di coscienza e paranormale religioso ha pubblicato nel 1998 un libro dal titolo Psicologia dei mistici cristiani e nel 1999 un libro dal titolo Estasi (Avverbi) più articoli sull’argomento per la rivista Scienza & Paranormale, inoltre ha pubblicato casi clinici sull’influenza culturale nell’evoluzione dei disturbi mentali su Psicologia Contemporanea e Le Scienze. È consulente del Cicap e coordinatore del Gruppo Cicap Puglia.

Lontano dall’ansia e dalla psicoanalisi? Perizia sulla validità dei processi psicoanalitici” (Libellula edizioni) è il suo ultimo libro.

Dal momento che oggi numerosi sono i pazienti che si rivolgono a questa forma di psicoterapia riportando esperienze e risultati a volte contraddittori, sembra necessario un approfondimento in grado di evidenziare quei punti di forza e/o di debolezza nell’applicazione clinica di questa disciplina.

Se ci ponessimo una domanda del tipo: “ho un disturbo d’ansia”, “soffro di rimuginazioni ossessive”, “sono spesso colto da attacchi di panico” , “sono depresso” …..oltre a cercare le terapie da fare avremmo un grosso aiuto ottenendo informazioni anche su quali non dovremmo fare. Ma gradiremmo che tali informazioni avessero una base concreta.

 

P.D.B.: Salve Armando, la ringrazio d’aver accettato il mio invito, crede siano molte le persone che soffrono di questi disturbi, ansia, attacchi di panico, e non dicono nulla, per vergogna o per orgoglio, perché si pensa sempre agli altri come individui “impeccabili”? Perché si deve recitare così bene nel mondo? Subire di più le cose attorno scatenando in noi queste paure, è sintomo di debolezza o invece di grande umanità?

Armando De Vincentiis: I disturbi d’ansia rappresentano i disturbi più importanti e tra i più invalidanti oggi esistenti (basti pensare agli attacchi di panico, l’agorafobia e i disturbi ossessivi) essi, su una scala di importanza, sono al primo posto. Spesso anche i disturbi depressivi non hanno la stessa incidenza di quelli d’ansia e, molti di essi, sono solo reazioni secondarie ai primi. Un panicante che non è in grado di uscire da solo svilupperà reazioni a questo stato di tipo depressivo così come chi è attanagliato da rimuginazioni ossessive rischia di prendere per vere certe idee irrazionali da reagire con depressione. La gente, oggi, non ha difficoltà ad ammettere di essere ansiosa ma, spesso, non attribuisce al suo problema il giusto valore (parla di stress, di esaurimento) ma non si accorge che è in atto una vera e propria patologia. Ciò che ha difficoltà a fare è entrare in terapia, poiché questa è vissuta come una sorta di etichetta e/o una conferma di un problema che difficilmente si riesce a notare. Quindi se qualcuno recita, recita prima con se stesso. Ammettere un problema non è sinonimo di debolezza, anzi è l’espressione di una certa capacità di osservare le cose e di umiltà e quest’ultima si che è coraggiosa.

 

P.D.B.: Già, bisogna parlarne e non temere giudizi, perché poi la bellezza di una persona non sta tanto nella sua integrità o perfezione, ma nel riuscire un po’ a essere come si è, cioè normali. Forse perché con “normali” si intende “perfetti”? La società oggi ho l’impressione che non perdoni, non ammetta repliche, siamo veramente così cattivi con gli altri e indulgenti con noi stessi?

Armando De Vincentiis: Oggi, purtroppo, siamo fatti di etichette e l’incontro tra le persone è fatto innanzitutto da maschere, ossia ognuno mostra l’altro la merce migliore. Ma non lo fa per puro narcisismo, segue un copione che vuole che in quella determinata occasione ci si comporti in quel modo, pur non essendo consono al proprio modo di pensare e/o di agire. Facendo il contrario si rischia di essere giudicati ed è il timore di tale giudizio che ci spinge a mostrare la nostra maschera. Accade spesso che un comportamento che esca fuori da un determinato copione sia considerato come espressione di disadattamento. Allora c’è chi scende a patti con questo lo tollera ed esprime il suo essere anticonvenzionale in modo sereno, chi non lo fa diventerà una sorta di nevrotico. I disadattati più fortunati, quelli che grazie al loro modo di fare riescono a dare qualcosa di veramente nuovo e utile al mondo, invece, è etichettato come il genio della situazione.

 

P.D.B.: Verissimo. L’espressione oggigiorno che si usa più dire è “Ma tu sei proprio un pazzo!!”, quando magari è solo uno che appunto s’è stufato delle maschere, di queste omogeneità snervanti, e si vuole far vedere per quello che è e che prova a dimostrare. Il tuo libro Armando parla di psicoanalisi, vi è una critica sempre rivolta verso la società, ossia non si trovano informazioni non sulle terapie da fare, ma su quelle da non fare?

Armando De Vincentiis: Esatto. la maggior parte delle informazioni, oggi, sono ancora basate su dei veri e propri miti. Uno di questi, difficile a morire, è che tutte le terapie psicologiche sono uguali e che tutte ottengono (più o meno) gli stessi risultati. Nulla di più falso, tra l’altro dimostrato anche dalla ricerca empirica. Proprio come evidenzio nel libro, ogni psicopatologia, in virtù della sua struttura, necessita di interventi mirati e specifici. Non solo un intervento psicologico non adatto non ottiene risultati ma, in specifiche occasioni, può risultare iatrogeno; nel senso che è lo stesso intervento a “creare” la malattia. Non effettuo una critica in senso lato alla psicoanalisi (ancora degna di attenzioni per alcuni aspetti) ma un’osservazione, basata sui fatti, delle sue controindicazioni in specifiche psicopatologie, come, appunto, i disturbi d’ansia, e nello specifico, gli attacchi di panico, le fobie e, soprattutto, i disturbi ossessivi.

 

P.D.B.: Quindi quale potrebbe esser il passo primo verso una corretta informazione?

Armando De Vincentiis: Una buona informazione parte dallo spiegare la natura di una psicopatologia e, soprattutto, informare su ciò che la ricerca empirica ha dimostrato più efficace per quella malattia. Comprendo che ogni scuola ha un modo di interpretare un problema e ne propone, sulla base della sua visione, una soluzione. Ma tali soluzioni devono scendere a patti con le evidenze. Ogni processo terapeutico deve necessariamente avere degli obiettivi e deve dimostrare di saperli raggiungere in un tempo adeguato. Ci sono sicuramente problemi cronici che necessitano di interventi lunghi ma, al contrario, ci sono problemi relativamente semplici ma trattati in un tempo ingiustificatamente lungo.

 

P.D.B.: Lei è consulente del Cicap nonché coordinatore del gruppo Cicap Puglia, ricordiamo il Cicap è il Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale, ossia educa e promuove indagini scientifiche e critiche sul paranormale. Quindi sempre comunque un’attività volta ad informare le persone, perché questa fermezza sua a temi un po’ oscuri, “delicati”, nascosti?

Armando De Vincentiis: Perché i temi delicati nascosti sono quei temi che, se non conosciuti, possono creare danni seri. Io mi occupo di divulgazione scientifica e mi interesso a tutto ciò che si presenta come scientifico e ciò che non lo è ma si spaccia come tale . Uno dei miei tentativi, in ambito divulgativo, è quello mettere le discipline che mi riguardano (quelle psicologiche) nella loro giusta dimensione. Questo per contribuire ad una maggiore conoscenza verso ciò che gli utenti e potenziali pazienti utilizzano per risolvere i propri problemi. Se un utente si rivolge ad una disciplina (qualunque essa sia) con l’idea che abbia un fondamento scientifico che in realtà non ha rischia seriamente per la propria salute. Fare buona informazione significa anche contribuire al benessere di chi usufruisce di questa informazione. Questo è quello che cerco di fare con questo libro. Evidenzio che ci sono problemi che la psicoanalisi può risolvere e problemi che la psicoanalisi sembra non risolvere affatto.

 

P.D.B.: Mi auguro veramente che questo libro possa aiutare molte persone a trovare il percorso più adatto da intraprendere. Lo sta presentando in giro per l’Italia? Se sì, ci può dire i suoi prossimi appuntamenti?

Armando De Vincentiis: Sì, è cominciato un giro di presentazioni del libro, a partire da Taranto preso la libreria Gilgames, per poi presentarlo a Milano e a Torino questa estate in occasione d una conferenza organizzata dal gruppo piemontese del Cicap.

 

Info:
http://www.medicitalia.it/a.devincentiis

Pietro De Bonis, blog:

http://pietrodebonis.blogspot.com/

 

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