“L’uomo che piantava gli alberi” di Jean Giono – recensione di Rebecca Mais

L’uomo che piantava gli alberi è un racconto di poco più di quaranta pagine che narra la commovente storia, di Elzéard Bouffier, il quale, nei primi decenni del secolo scorso, viveva in un piccolo, arido ed abbandonato villaggio tra le Alpi e la Provenza.

Egli si ritrovò a vivere lì in seguito alla morte della moglie e dell’unico figlio e conduceva ora una vita da eremita. In un primo momento l’uomo si occupava di portare giornalmente a pascolare il suo gregge di pecore e contemporaneamente piantava querce nei terreni sui quali si trovava, nonostante non fossero suoi.

Questo era il suo secondo lavoro ma nel momento in cui le pecore si rivelarono un ostacolo per la sua seconda occupazione, se ne sbarazzò e si dedicò completamente agli alberi: querce, faggi, betulle… E anche alveari di api che potessero contribuire al suo lavoro.

Sfilarono le due guerre mondiali ma Elzéard non ci fece caso e grazie a lui, grazie agli alberi da lui piantati, nei terreni una volta riarsi, era riapparsa l’acqua. Rinacquero così il villaggio e la vita e tutti godevano di quel miracolo che nessuno pensava si fosse realizzato per mano di un uomo.

L’autore, Jean Giono, noto, tra le tante opere, per “L’ussaro sul tetto” (“Le Hussard sur le toit”, 1951) ci narra questa storia con una delicatezza ed una sensibilità che si trovano raramente. Si tratta essenzialmente di un racconto ecologista il cui intento è quello di far amare un po’ più di quanto non si faccia gli alberi e di far comprendere quale valore abbiano realmente. L’albero da sempre simbolo di saggezza, fonte di ricchezze materiale (con i suoi frutti), spirituale e di vita.

Ciò che ci narra Giono è una vicenda che ha come protagonista la riconciliazione con la natura e ci trasmette così un messaggio attualissimo.

In un primo momento, inoltre, si potrebbe sospettare, per il modo in cui ci viene presentato, che Elzéard Bouffier sia realmente esistito ma ciò viene smentito dall’autore, del quale, tuttavia, possiamo trovare numerosi tratti: l’amore per la natura, le lunghe passeggiate, l’avversione per la guerra e quindi il pacifismo.

Un libro per adulti e per bambini che non mancherà di far riflettere sulle grandi tematiche che affliggono il nostro pianeta.
Va infine ricordato che la versione italiana è corredata da una serie di semplici ma esplicative illustrazioni di Simona Mulazzani che rendono il racconto ancora più godibile.


“Se si teneva a mente che era tutto scaturito dalle mani e dall’anima di quell’uomo, senza mezzi tecnici, si comprendeva come gli uomini potrebbero essere altrettanto efficaci di Dio in altri campi oltre alla distruzione.”

L’homme qui plantait des arbres
Jean Giono, 1953
Edizione italiana Salani Editore 1996

Written by Rebecca Mais

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