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Shopping: come la tecnologia ha cambiato le nostre abitudini d’acquisto

Internet ha cambiato la nostra vita, le nostre abitudini e persino il nostro modo di interfacciarci con gli altri.

 

Shopping online

Come è accaduto per tutte le più grandi rivoluzioni frutto dell’ingegno umano, anche il web ha portato un cambiamento a livello sociale notevole e probabilmente “irreparabile”: e l’aspetto che più di tutti è stato modificato in modo incontrovertibile è lo shopping.

Sempre più italiani preferiscono acquistare online e le nuove generazioni – cresciute insieme al digitale – sembrano non considerare più gli shop fisici, rivolgendosi esclusivamente al mondo dell’e-commerce.

E-commerce in Italia: tendenze e vantaggi

Il polso della situazione, relativo allo stato di salute dell’e-commerce in Italia, lo ha dato l’Osservatorio del Politecnico di Milano in collaborazione con Netcomm: 19 milioni di italiani hanno acquistato online almeno una volta nel 2016, dunque il 60% circa della popolazione dello Stivale sa bene che – grazie a Internet – è possibile sfruttare diversi vantaggi altrimenti irrealizzabili con lo shopping tradizionale.

Vantaggi come la facilità di reperimento dei prodotti, la possibilità di acquistare con un click e senza uscire di casa e ovviamente il risparmio economico, ovvero il vantaggio numero 1 degli e-commerce.

Per quanto concerne le tendenze, gli italiani amano acquistare sul web soprattutto prodotti di elettronica e per la casa, seguiti dall’abbigliamento e dal food & grocery.

Non solo e-commerce: come risparmiare online?

Risparmiare sugli acquisti, però, non è una prerogativa concessa in esclusiva ai negozi elettronici. La rete offre infatti diversi modi alternativi per abbattere il costo degli elettrodomestici, delle tv e di tantissimi altri prodotti: merito delle tante offerte che si trovano sul web, come ad esempio quelle del volantino Mediaworld, ma anche di altri “trucchetti” che si imparano solo con l’esperienza.

Come ad esempio l’iscrizione alle newsletter specializzate in comunicazioni di scontistica, ma anche il confronto fra diversi negozi online prima dell’acquisto di un prodotto, che consente di paragonare i prezzi e di fare la scelta economicamente più conveniente.

Shopping online

Infine, risparmiare è anche una questione di pazienza e di colpo d’occhio: attendere 24 ore prima di effettuare l’acquisto dal carrello aiuta a rifletterci sopra, mentre il web è ancora una volta ideale per andare a caccia di saldi.

Quanto è sicuro acquistare sul web?

Il web nasconde anche più di un’insidia, dovute ai tentativi di truffa da parte degli e-commerce meno professionali e anche dai tentativi di hackeraggio che possono investire i portali di commercio online maggiormente vulnerabili.

I consigli per evitare di incappare in questi problemi?

Controllare sempre la presenza del protocollo SSL (con l’etichetta HTTPS nell’url), informarsi sulle spese di spedizione e di dogana e cercare di aggirare le promozioni offerte da quei portali poco noti e che probabilmente vendono merce contraffatta.

Infine, per i pagamenti è sempre il caso di utilizzare PayPal, soprattutto perché in questo modo eviterete di usare i dati della carta di credito.

 

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“Alice nel Paese delle Meraviglie” di Lewis Carroll: qui siamo tutti matti, io sono matto, tu sei matta

Alimenta la tua mente con consapevolezza e conoscenza. Con una semplice pillola puoi diventare più grande o più piccolo. Pillola rossa o pillola blu. Alice sicuramente lo sa. Cacciando conigli, potresti cadere nel buco e il tuo tempo potrebbe finire riflesso per sempre in uno specchio.

Miriam: “Babbo quanto tempo è per sempre?”

Babbo: “Il Bianconiglio disse ad Alice: adesso è per sempre!”

Alice nel paese delle meraviglie

Vorrei potervi raccontare la metà delle cose che diceva Alice dopo la sua frase preferita, “Facciamo finta”, ma purtroppo devo riassumere per non risultare noioso.

Pillola rossa o pillola blu? Restare nel “Paese delle meraviglie” significa non sprofondare nell’allucinazione collettiva in cui vive la gente ma altresì vincere l’inganno, Alice simboleggia la fantasia incarnata nel sistema di potere collettivo: la sua immaginazione libera è capace di scardinare l’immaginazione della Matrice (Matrix).

Alice nel Paese delle Meraviglie” è un fortunato romanzo del matematico e scrittore inglese Lewis Carroll e racconta di una ragazzina che accede a un mondo infero consumando del cibo magico.

In questo non-luogo (il paese delle meraviglie) ogni legge dell’esperienza è sospesa ed Alice prova smarrimento e paura.

Le parole non hanno il significato comune, i dialoghi si auto-avvolgono, il tempo non esiste.

“Qui sono sempre le cinque” (dice il Cappellaio Matto).

Anche l’identità di Alice, di conseguenza, è messa in dubbio:

“Ma se non sono la stessa, la domanda è: ‘Chi mai sarò?’” (Who in the world am I?)

Alice osserva il mondo da un nuovo punto di vista dove tutto è rovesciato. Un mondo allo specchio dove la logica è l’analogia e il rigore è il paradosso, dove l’alto è il basso, il piccolo è il grande. Il mondo allo specchio in cui Alice si ritrova accoglie, trasforma e restituisce, così come l’apprendista nel suo silenzioso percorso diventa il raccoglitore delle immagini, portandole ad una continua riflessione che diviene accogliente.

Alice è catapultata in un mondo parallelo basato sul rovesciamento di prospettiva dove aleggiano concetti intercambiabili: giusto e sbagliato, bene e male, bianco e nero come il colore del pavimento del tempio.

La vita reale si mescola con l’incoscio rappresentando la porta d’ingresso per l’albero della vita.

Quello che viene evidenziato nel racconto di Alice è il viaggio interiore che la protagonista affronta, in un’eterna lotta tra rimanere piccola o divenire grande.

Il Bianconiglio dal canto suo sprona Alice alla ricerca interiore, spingendola ad affrontare il labirinto fiorito e colmo di carte da gioco (le tentazioni), ove troverà inoltre esseri di tutti i generi.  Si ritroverà in un luogo dove sono tutti matti:

Lewis Carroll

“Ma io non voglio andare tra i matti” osservò Alice.

“Beh, non hai altra scelta” disse lo Stregatto: “Qui siamo tutti matti. Io sono matto. Tu sei matta”.

“Come lo sai che sono matta?”, disse Alice.

“Per forza” disse lo Stregatto, “altrimenti non saresti venuta qui”.

Alla fine, la protagonista, si ritroverà con la Regina di Cuori (la grande madre), che rappresenta la meta finale verso la quale Alice inconsapevolmente verrà spinta raggiungendo la consapevolezza individuale. Ed alla fine quindi si risveglia dal suo sogno ritornando alla rassicurante vita di tutti i giorni, ma ora, però, è diversa, ora finalmente è cresciuta.

Il modo delle meraviglie si conclude in maniera gratificante con un lieto fine che viene magistralmente celebrato nelle ultime pagine del libro. Alice nel finale dimostrerà di saper distinguere l’immaginario dal reale con la consapevolezza di aver vissuto una storia vera.

Ora “Sorridi”. E quando avrai un momento di smarrimento o indecisione, fermati, aspetta e senti il tuo cuore.

 

Written by Vito Ditaranto

… a mia figlia Miriam con infinito amore…

 

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The Walking Dead, The Big Bang Theory, Stranger Things: le serie tv più viste in Italia

Nonostante una vita sempre più frenetica, non esiste un solo italiano che riesca a fare a meno delle serie televisive, dai grandi classici degli anni ’80-’90 fino ad arrivare alle serie di ultima generazione, comprese quelle di nicchia che non tutti ancora conoscono.

The Walking Dead

Ed il motivo è alla luce del sole: durano molto più di un film, appassionano per via di trame molto intricate e possono concedersi il lusso di tratteggiare i personaggi in un modo particolarmente approfondito ed emozionante.

Per non parlare poi dei colpi di scena, in grado di tenerci in ansia per settimane, in attesa di una nuova puntata o stagione.

Serie TV: in Italia si parla di una passione senza freni

Passione senza freni, un po’ come quella delle casalinghe di Desperate Housewives, ma anche thrilling in grado di lasciarci in tensione per giorni e giorni, proprio come accade con The Walking Dead. E poi sentimenti e amore quotidiano, come in Grey’s Anatomy, oppure tonnellate di risate, come in The Big Bang Theory.

E persino uno sguardo ai mondi sconosciuti e alla fantascienza, grazie alle tantissime serie della Marvel. Questi i motivi alla base dell’amore degli italiani per le TV series, come Games of Thrones o Westworld, oppure come Orange is the New Black e Stranger Things: in assoluto le serie più amate del 2016.

Hype ai massimi livelli: dove guardarle in anteprima?

Le serie televisive hanno un unico difetto: quando sentiamo della loro uscita negli USA, impazziamo al pensiero di dover attendere mesi per vederle anche in italiano.

Oggi, però, è molto più facile abbattere l’hype e gustarcele in contemporanea con gli Stati Uniti d’America, grazie anche ai tablet.

The Big Bang Theory – Sheldon

Come entrare in questo magico mondo, senza attendere le trasposizioni doppiate in italiano? Grazie a servizi come Mediaset Premium, che offre tantissime serie TV in anteprima, persino sottotitolate o in lingua originale, insieme ad altri vantaggi come Premium Play, dove è possibile trovare i cofanetti con tutte le stagioni delle vostre serie preferite. Così facendo, non vi farete consumare dalla curiosità e dall’attesa.

Serie TV di successo? Ecco le caratteristiche

Il mondo delle serie televisive è noto per aver generato autentiche icone della televisione, ma anche per aver causato flop inimmaginabili.

Questo perché non basta riempire di effetti speciali una serie, se poi essa non riesce a offrire qualcosa di reale, che possa permettere agli spettatori di immedesimarsi nei personaggi.

Non solo immedesimazione, comunque: il plot narrativo fa sempre la differenza, così come i colpi di scena, che devono sempre tenere sul chi vive lo spettatore.

E gli attori? Anche lì, non c’è da scherzare: servono professionisti navigati, o talenti in rampa di lancio.

 

 

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“Vite di madri” di Emma Fenu: il mondo profondo e misterioso delle differenti maternità

Emma Fenu, nativa di Alghero (SS), attualmente vive a Copenhagen, dopo periodi trascorsi in Medio Oriente. Laureata in Lettere, con un Dottorato in Storia delle Arti, è attivissima in campo culturale e letterario, con studi sul mondo femminile, l’iconografia e la scrittura. Si occupa di recensioni librarie e interviste agli autori, mentre gestisce con successo il seguitissimo blog Cultura al femminile.

Emma Fenu Libri

Ha pubblicato, oltre al saggio Mito e devozione nella figura di Maria Maddalena, diversi libri, tutti editi da Milena Edizioni: Le dee del miele, già positivamente da me recensito per Oubliette e ora disponibile in una nuovissima edizione illustrata; Il segreto delle principesse; Vite di madri. Storie di ordinaria anormalità. Proprio di questo libro voglio parlarvi oggi.

Ci sono attese che restano e che segnano per sempre il corso di una vita.

Attese di sé o dell’altro, non importa. La conquista della Vita è la meta finale in entrambi i casi. Essere donna, essere madre: tutto naturale o, almeno, così sembra.

Emma Fenu, trascrivendo e trasfigurando in una visione che va dal particolare all’universale entro la categoria della scrittura o, meglio, della riscrittura, ci mostra come ciò che è naturale, o ritenuto tale, da tempi immemori, non sempre è facile.

Non sempre indolore. Non per tutte.

Ogni storia di vita è diversa, in qualche modo unica, ma un senso di comune fragilità, vulnerabilità, eppure caparbietà e determinazione, segna il passo di questa narrazione.

Partendo dal proprio vissuto complesso, in cui dolore, attesa, speranza, privazione, si succedono, Emma ha deciso, dopo aver raccolto per via telematica le storie di tante donne, di selezionarle, sceglierle, rendendole capaci, quelle tredici che compaiono nel libro, di ricomprendere anche tutte le altre.

E a intervallarle, ma tenendole tutte assieme queste vite spesso in frantumi, vi sono le numerosissime citazioni letterarie, che hanno la stessa voce, lo stesso canto di uno spartito senza stonature.

Vite di madri

Sì, perché dolore e gioia si mescolano, disperazione e speranza pure. Sono le donne che cercano dentro l’abisso dei propri vuoti fisici ed emotivi e che riescono a riafferrare il filo, a volte perduto, a volte spezzato e da ricucire, e a rendere ancora possibile la vita.

Emma Fenu riesce a portarci dentro il mondo variegato della femminilità, così come vissuta dalle donne che si raccontano e così come intesa dagli “altri”, uomini o donne che siano.

Con la sua grande e suggestiva capacità narrativa, l’Autrice, seguendo il filo rosso del sangue che è vita e morte, per troppo di vigore o per poco di vigore, per la sua presenza causata dalla stessa natura o da mano umana, per la sua assenza o difetto costitutivo e genetico, traccia quella linea che unisce le generazioni, nel bene e nel male. Pieni e vuoti si susseguono nella mente, speranzosa o delusa, nel corpo fecondato o privato del suo frutto. Pieni e vuoti di pancia e di cuore. Di letti e di culle.

Fili rossi mai del tutto recisi tra nonne, madri e figlie, laddove l’eredità genetica spesso comporta lo stesso percorso. Altre volte, invece, siamo di fronte a una femminilità che non riesce a trovare il suo esatto specchio, il suo corrispettivo nella figura materna di riferimento.

Il peso della vita talora ingenera bestie feroci, mali oscuri che rubano gli anni migliori, gli attimi che non tornano più, gli amori e la tenerezza, il dialogo e la comprensione proprio entro quel rapporto privilegiato madre-figlia che si trova, a volte, ad arrotolarsi su stesso, a volte a invertire il senso di marcia.

Figlie cresciute negli anni, ma ancora bimbe nel profondo, bisognose di una figura materna carente della quale divenire, a propria volta, madri.

Tutti hanno diritto all’amore. Tutti hanno bisogno d’amore. Tutti dovrebbero essere capaci di generare relazioni ricche d’amore. Prima di tutto verso di sé: scoprirsi, capirsi, non solo attraverso i ritmi del corpo, delle lune, delle cure mediche, delle domande e delle risposte cliniche, ma attraverso l’accettazione di una carenza, di un limite e la ricerca del suo superamento in qualcosa d’altro.

Cosa sia la maternità, anche su questo Emma Fenu ci porta a riflettere, anche alla luce delle immagini e situazioni tipo che vengono proposte su larga scala dai media. Interessantissima, a tal proposito, l’Appendice di Sabina Cedri, La maternità rappresentata. Analisi su stampa della Maternità vip.

Emma Fenu

Il lettore potrà facilmente raffrontare i contenuti delle storie raccolte e raccontate da Emma, con tante altre storie di donne direttamente o indirettamente conosciute, con le immagini e le storie che vengono proposte sulle riviste in relazione ai cosiddetti Vip.

Sarà facile capire che una rondine non fa primavera, che la realtà è ben diversa, molto più ampia, variegata e complessa di come solitamente si sia soliti rappresentare.

Emma Fenu per prima, imparando a conoscersi, è diventata simbolo di una piena femminilità, ricca e densa di progetti e prospettive. Il femminile materno atto creativo ingenera molteplici filiazioni, non solo di carne, ossa e sangue, ma di azioni, di relazioni, di opere.

La scrittura è senz’altro una di queste figlie di Emma, in continua crescita, pronta a raggiungere sempre più persone, a dare nuovi ulteriori frutti di confronto, di maturazione, di ampliamento delle proprie prospettive.

 

Written by Katia Debora Melis

 

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“Il Gatto con gli Stivali”: la fiaba popolare europea che rievoca Mercurio il messaggero

Il gatto che vorrebbe Miriam, ha la coda arricciata. Se è nei paraggi, forse accetterebbe una carezza, ma potrebbe anche graffiarvi se solo gli sfiorate il pelo. Non fa mai le fusa. Gli piace guardare fisso. Terribile evoca immagini di belve con le fauci spalancate; meraviglioso richiama una principessa dai capelli di seta e una rosa senza spine. Tutt’e due le parole possono evocare un gatto?

Mercurio

Ci sono delle supposizioni e ci sono delle teorie e ci sono numerose ipotesi dotte, ma la realtà spesso è la vera risposta.

Le storie non sono altro che storie, e non esistono, in realtà, ma a volte la verità è in una semplice fiaba anche se per mia figlia Miriam ciò che più conta è il piacere di sentirla narrare, e niente di più.

Spiegazioni fantasiose pur essendo sufficienti a placare la curiosità dei cuccioli, non sono in realtà delle vere spiegazioni. È naturale che gli animi più elevati vadano alla ricerca di una traccia di verità in queste semplici storie.

Terribile e meraviglioso, di certo sia l’una sia l’altra parola suggeriscono il grande Re dei Gatti, una creatura nota quasi esclusivamente agli studiosi dell’oscura mitologia celtica, che governava «da un trono d’argento vecchio» da cui dava «risposte ingiuriose ai postulanti che cercavano di ingannarlo».

Il richiamo alla natura androgina del “Gatto dagli Stivali ed è stato lui, o lei, l’antenato o antenata della prima favola di Cenerentola, che è un retaggio popolare dell’antica leggenda del gatto amico di Astarte, la crudele dea madre che regnava un tempo sulla Sumeria.

Tra le vestigia dell’antica religione misterica greca vi è l’identificazione della dea Diana con una gatta. E, naturalmente, c’erano i gatti egiziani, la maggior parte dei quali vennero mummificati e sono rimasti fino a oggi accatastati negli scantinati dei musei.

Qui era considerato la manifestazione terrena di Bastet, la dea della salute e divinità protettrice della fertilità, della maternità e delle gioie terrene, rappresentata con il corpo di donna e la testa di Gatto.

Ed è proprio nell’antico Egitto che si è instaurato il sottile legame esoterico tra l’uomo e il Gatto. Il Gatto racchiude il lato istintivo della Natura, è un animale libero e indipendente.

Il Gatto con gli stivali, la cui più antica attestazione scritta della storia risale a Giovanni Francesco Straparola nel 1550 ed un secolo più tardi ripreso da Giambattista Basile, narra la storia di un’eredità lasciata da un mugnaio ai suoi tre figli: il mulino al primogenito, un asino al secondo e al più giovane un gatto.

Il gatto con gli stivali

Il gatto della fiaba è un animale astuto, la personificazione del senso di vittoria, realizzando il sogno del suo padrone. Leggendo la fiaba, viene da chiedersi se il padre abbia lasciato il gatto al ragazzo oppure il ragazzo al gatto, tanta è la simbiosi tra i due personaggi. Il gatto ribattezza il suo padrone, nominandolo Marchese di Carabà, dandogli quindi un nome e un titolo.

Il “gatto con gli stivali” è la trasposizione in fiaba del dio Mercurio (Hermes). Il nostro gatto ha i piedi “alati” (gli stivali), che lo fanno viaggiare velocemente e annunciare l’arrivo del suo padrone; così Mercurio, il messaggero degli dei, è munito di calzari alati.

Mercurio è anche il protettore degli abili e degli astuti e l’astuzia è la dote principale del nostro gatto.

Il “gatto con gli stivali” con la sua astuzia raggira l’orco (simbolo della limitazione istintiva e materiale). Il bagno in acqua (che il gatto ordina al suo padrone per simulare un annegamento), ricorda il battesimo associato nella mitologia romana a Mercurio e trasposto nella religione cristiana (si rinasce a nuova vita divenendo consapevoli), entrambi associati al rito della purificazione.

Il padrone del “gatto con gli stivali” esce dall’acqua e purificato: non ha più i suoi vecchi abiti tanto che il Re ordinerà di fornirgli gli abiti più adatti al suo rango di marchese. Indossati gli abiti, rinasce a nuova vita e diventa a tutti gli effetti un marchese.

Ora “Sorridi”. E quando avrai un momento di smarrimento o indecisione, fermati, aspetta e senti il tuo cuore.

 

Written by Vito Ditaranto

… a mia figlia Miriam con infinito amore…

 

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“L’estate, l’amore e la violenza”: il tour estivo dei Baustelle apre a maggio e toccherà tutta Italia

Giorni senza fine, croci lungomare/ Profughi siriani, costretti a vomitare/ Colpi di fucile, sudore di cantiere/ Nel cortile della scuola, tese ad asciugare/ canottiere rosse, rosse a sventolare/ Se mi dai la mano, ti porto a navigare/ E se mi accarezzi, e lo lasci fare/ C’è qualcosa nella fine dell’estate non so bene che cos’è/ E non riesco a respirare” – “Il Vangelo di GiovanniBaustelle

L’amore e la violenza – Baustelle

Il tour invernale della band Baustelle ha registrato uno straordinario successo, sono stati 19 teatri, 19 sold out ed un totale di 27mila spettatori. L’ultimo album “L’amore e la violenza ha registrato in tutta Italia un’accoglienza oltre le aspettative.

Un giro d’Italia concluso lo scorso 30 aprile all’Auditorium Parco della Musica di Roma e che riprenderà il 26 maggio 2017 al prestigioso Miami Festival presso il Magnolia a Segrate in provincia di Milano.

La band di Francesco Bianconi (voce, chitarre, tastiere), Claudio Brasini (chitarre) e Rachele Bastreghi (voce, tastiere, percussioni) sarà affiancata sul palco da Ettore Bianconi (elettronica e tastiere), Sebastiano De Gennaro (percussioni), Alessandro Maiorino (basso), Diego Palazzo (tastiere) ed Andrea Faccioli (chitarre).

Io non ho più voglia di ascoltare/ questa musica leggera/ Nello sparire, nel mistero del colore delle cose/ quando il sole se ne va/ Resta poco tempo per capire/ il significato dell’amore/ Idiozia di questi anni, il vangelo di Giovanni/ Il vangelo di Giovanni/ La mia vera identità” – “Il Vangelo di GiovanniBaustelle

Una notizia molto interessante è la presenza di Pietro Berselli nella data dell’8 luglio al Sherwood Festival di Padova scelto per aprire il concerto, un ritorno nello storico festival indipendente di Padova, dopo la prima esibizione a Sherwood nel 2015.

Pietro Berselli: “L’8 luglio tornerò a Sherwood Festival, che mi aveva accolto a braccia aperte qualche anno fa quando tutto questo era appena iniziato, e avrò l’onore di aprire sul mainstage il concerto dei Baustelle nel tour di quella bomba che è il loro ultimo disco! Insomma, la vedo come una grande responsabilità, ho già la tachicardia, vado a chiudermi in sala prove.

Circa due settimane fa è uscito il nuovo singolo “Il Vangelo di Giovanni”, accompagnato dal video di Tommaso Ottomano, prodotto da Basement e girato a Macao. L’attore protagonista Davide Banfi è seduto in una stanza circondato da altri personaggi (Yuriy Krupey, Romolo Guerrieri, Erica Vitulano, Silvana Del Grosso, Inga Babenko, Carlo Scardovelli, Thierno Diallo, Francesco Liberti, Maurizio Careggio).

Baustelle – ph Simone Cecchetti

Ogni figura rappresenta un’identità del protagonista che si dibatte in uno stato emotivo straziante per comprende chi sia realmente. Il video rappresenta perfettamente la situazione di molti “giovani” d’oggi che si trovano a combattere contro le imposizioni della società esterna che ha relegato l’Io alla sola Ragione (da intendere come “sistema di regole scelte da altri”) e della famiglia d’origine che ha posto i desideri repressi nei figli.

Così troviamo parti femminili e maschili che vogliono il loro spazio, che combattono tra di loro per usurpare l’Io. Il finale del video è spettacolare e vede la simbolica morte/unione/rinascita del protagonista che dopo l’abbraccio ed accoltellamento del suo “vero Io” scorto tra le manifestazioni, viene raccolto e cinto di una corona di spine.

L’abbiamo capito o no di che cosa trattano i Vangeli?

“[…] Egli era nel mondo,/ e il mondo fu fatto per mezzo di lui,/ eppure il mondo non lo riconobbe./ Venne fra la sua gente,/ ma i suoi non l’hanno accolto./ A quanti però l’hanno accolto,/ ha dato potere di diventare figli di Dio:/ a quelli che credono nel suo nome,/ i quali non da sangue,/ né da volere di carne,/ né da volere di uomo,/ ma da Dio sono stati generati./ E il Verbo si fece carne/ e venne ad abitare in mezzo a noi;/ e noi vedemmo la sua gloria,/ gloria come di unigenito dal Padre,/ pieno di grazia e di verità./ Giovanni gli rende testimonianza/ e grida: «Ecco l’uomo di cui io dissi:/ Colui che viene dopo di me/ mi è passato avanti,/ perché era prima di me»./ […]– Prologo – Vangelo di Giovanni

TOUR

26/05/2017 – SEGRATE (MI) – MAGNOLIA / MIAMI FESTIVAL

16/06/2017 – RUSSI (RA) – PALAZZO S. GIACOMO / RAVENNA FESTIVAL

02/07/2017 – GARDONE RIVIERA (BS) – ANFITEATRO DEL VITTORIALE /TENER-A-MENTE

Pietro Berselli

08/07/2017 – PADOVA – STADIO EUGANEO / SHERWOOD FESTIVAL

13/07/2017 – ROMA – VILLA ADA / ROMA INCONTRA IL MONDO

15/07/2017 – MONTEPRANDONE (AP) – COSE POP FESTIVAL

21/07/2017 – COLLEGNO (TO) – PARCO CERTOSA REALE / FLOWERS FESTIVAL

22/07/2017 – S. STEFANO MAGRA (SP) – AREA EX CERAMICA VACCARI

23/07/2017 – CORTONA (AR) – PIAZZA SIGNORELLI / CORTONA MIX FESTIVAL

27-30/07/2017 – VASTO (CH) – SIREN FESTIVAL

10/08/2017 – PALERMO – TEATRO DI VERDURA

11/08/2017 – ZAFFERANA ETNEA (CT) – ANFITEATRO FALCONE E BORSELLINO

13/08/2017 – MELPIGNANO (LE) – CONVENTO DEGLI AGOSTINIANI / SO WHAT FESTIVAL

25/08/2017 – ASOLO (TV) – ASOLO CITY PARK / AMA MUSIC FESTIVAL

26/08/2017 – MANTOVA – PIAZZA CASTELLO / Mantova Arte & Musica

03/09/2017 – PRATO – PIAZZA DUOMO / Settembre Prato è Spettacolo

08/09/2017 – BRA (CN) – ATTRAVERSO FESTIVAL/Parco della Zizzola

16/09/2017 – MODENA – FESTA UNITA’

 

Orde di stranieri, dentro le fontane/ Guanti di bambini, code all’altalene/ Lettere del papa sulla fedeltà del cane/ Io non ti conosco, ma ti voglio bene/ Certe volte l’esistenza si rivela con violenza intorno a me/ E non riesco a sopportare” – “Il Vangelo di Giovanni” – Baustelle 

 

 

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“Dentro l’acqua” di Paula Hawkins: generazioni di donne che portano guai nelle acque del fiume Beckford

Dentro l’acqua”, di recente edito da Piemme, è il secondo thriller scritto da Paula Hawkins, autrice del bestseller “La ragazza del treno”, dal quale è stato tratto un film.

Dentro l’acqua

Molte sono le aspettative che vertono sul romanzo su cui mi soffermerò, il quale segue il precedente, ossia un successo editoriale che ha fatto discutere, poiché molti lettori, e anche molti critici, non lo hanno ritenuto all’altezza della fama conquistata; mentre in molti, moltissimi, lo hanno amato.

Paula Hawkins scrive libri validi e ce li propone a sempre a giugno, quando le ferie si avvicinano, e un buon thriller psicologico, anche se non destinato all’aureo novero dei capolavori, può farci estraniare sia dal bordo di una piscina, che da una terrazza su colline verdeggianti, che dal nostro salotto, dove si può lo stesso essere in vacanza.

Basta viaggiare su le ali della carta, anche se si tratta di un ebook: la fantasia travalica limiti che fanno arretrare la logica e il raziocinio.

Dentro l’acqua c’è un mondo.
Un mondo di cui non abbiamo apparente memoria ma nel quale, prima di essere partoriti, abbiamo conosciuto buio liquido e caldo.

Un mondo a cui, talvolta, si vuole ritornare, da adulti, tirati da un cordone ombelicale che intossica l’anima, passo dopo passo, fino a scomparire nell’oblio del non essere che un mero nome e poi nemmeno più quello, inghiottiti nel ventre del tempo.

Un mondo a cui, altre volte, non si vuole tornare.
Perché l’acqua è verde, densa, sconosciuta. Non ci restituisce riflessa l’immagine che di noi siamo convinti di avere.

Perché l’acqua ha il sapore ferroso del sangue: quello sano, che rende le bambine donne, e quello blasfemo, che rende le donne cadaveri.

Nel romanzo della Hawkins, lungo il fiume Beckford, a nord dell’Inghilterra, scorrono vite su vite: l’acqua le raggiunge tutte, insinuandosi in ogni strada, facendosi largo in ogni crepa della roccia e della mente, fino ad annegare la verità e tentare di portarla negli abissi del segreto che tenta di riaffiorare in superficie.

Dove tale fiume si ferma e trova pace, sotto un promontorio fangoso che assorbe le impronte di quanti lo percorrono, c’è uno stagno definito delle “annegate”, poiché, in tempi lontani, vi si conducevano le streghe, ad affrontare le cosiddette “prove di Dio”, fino a dimostrare di essere innocenti, con la morte.

Paula Hawkins

E da quell’epoca ci si perde indietro nei secoli, per trovare Libby, la bambina annegata e capostipite di una generazione maledetta di donne che “portano guai”. Sono creature troppo libere, troppo insofferenti alle regole del patriarcato, troppo sensibili alla colpa che, da Eva in poi, tutte opprime, tutte ritenute, con errore e orrore, ree di sedurre e di uccidere. E di far uccidere. E perfino di farsi uccidere.

È stato sottolineato che il romanzo Dentro l’acqua” ha un numero elevato di personaggi e forse troppe storie che si intrecciano. È vero, ma l’arazzo che ne viene fuori è interessante, soprattutto se si analizzano i rapporti psicologici che si instaurano fra donne: fra figlie e madri, fra sorelle, fra amiche, fra nemiche.

Sono relazioni fluide, dove l’amore si mischia con l’odio, dove il segreto cresce negli anni come un’onda fino a abbattere i muri della famiglia, dove le lacrime e il sangue si bevono insieme, dallo stesso calice.

Sono relazioni dentro l’acqua, di acqua.

E gli uomini, in queste acque di donne, nuotano, poi si tuffano, fino a sentire i polmoni scoppiare nello sforzo, e ne riemergono, stropicciandosi gli occhi, dopo aver visto qualcosa o, meglio, qualcuna.

Una bambina? Una donna? Una strega?

Dipende da cosa, e chi, si vuole vedere. Dipende da cosa, e chi, cresce dentro a colui che cerca fuori di sé.

 

Written by Emma Fenu

 

 

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Iosonouncane and Krista Papista live, May 30, at The Finsbury Pub, London

“Fronte sulle rive lontane, si risveglia la sete/ Nel mattino trascinato dagli alberi/ Del primo giorno che si perde nel sale, risvegliata la sete/ Sulla riva tornerà/ Corpo vivo fra gli alberi/ Per stendermi al sole/ Per stendermi al sole” – Iosonouncane – “Stormi

Iosonouncane

On a full European tour, the Sardinian songwriter Iosonouncane will be in London on Tuesday 30 May, in one of the most interesting places in the City, The Finsbury Pub, with opening act Krista Papista.

Jacopo Incani, aka Iosonouncane, is born in 1983 in Buggerru, Sardinia, and spends his teenage years in Iglesias, where he founds Adharma, his first band, then at 19 he moves to Bologna.

In 2008, the succesful project Iosonouncane is born, and after two years he releases the debut album “La macarena su Roma” on the independent record label Trovarobato, a mix of singer-songwriter music, loops, acoustic guitar and samples. The lyrics are sharp and provocative, focusing on current issues with ferocious irony. On March 30, 2015, he releases the second album “Die. September 2 of 2016 sees the release of a split with the band Verdena performing “Tanca” and “Carne”, while Iosonouncane records “Diluvio” and “Identikit”.

Die” has been the most acclaimed album of 2015 in Italy, and Iosonouncane is already confirmed on the lineup of the eminent Primavera Sound festival in Barcelona on June 2 (the first to sing in Italian at the festival). After the sold out concert at Actu in January 2016, on May 24 of 2017 he will return to Berlin with Mandria (the band who toured with him in 2016), performing in the beautiful Kantine Am Berghain, under the world techno temple. The next day Iosonouncane will be at the Milla Club in Munich, a week later he’ll be in Paris, performing at Boule Noire, a beautiful venue in the city center, and on May 30 he will play at the London Finsbury Pub.

Ero io,/ Nel solco ancora scorrerà/ sete che divora i sorsi.// Ero io,/ La vite nuda crescerà/ fino a ricoprirti i fianchi.// Anche tu sei la pietra,/ fuoco dei campi e dei frantoi./ È rinata la morte/ e nella mano che semina/ cade il sole cieco come la terra.”Iosonouncane – “Buio

Krista Papista

Krista Papista is a fictional girl gang whose members migrated from Greece, Cyprus and Afghanistan to London. She is a hedonistic, modern and sexually-liberated Neo-Nationalistic, and “Aman Aman” is her new video, a national anthem, her “Greek Punk prayer”.

In a 2017 interview on Splinde, Krista Papista explains the meaning of “Aman Aman”:It’s a Greek slang expressions for ‘Oh God!’, and the idea for the song came last summer while I was watching videos about Golden Dawn, the Greek Neo-Nazi political party. I wanted to confront and ridicule those types of nationalistic parties, decadent to the point of being farcical. The song tells you how to live your life if you don’t know what you’re doing. There’s no direct story, but within the lyrics are religious lines Mediterraneans say to each other, as well as phrases Greek and Cypriot politicians have used.”

In a 2016 interview with Rolling Stone, the Sardinian songwriter tells the genesis of “Die: “I started writing during the old tour. The songs are more ambitious than the ones in the first record, they’re similar to what I did in 2007 with Adharma, my old band: percussions, electronic drums, guitars, synths, keyboards. A project that required time and the sacrifice of a lot of material. So, I took the risk of releasing it almost five years after the first album. I did practically everything by myself, even though I’ve involved fifteen musicians, which I asked to improvise on small loop sections. Apart from Serena Locci, who sang in all tracks, no one had a precise idea of the songs and the record. To the question “Who is artistically close to you, in Italy?”, the artist replies: “As a band Verdena. Among the songwriters Colapesce, Fiori and Dino Fumaretto. Not much else.”

Spoglie le rive, il sole,/ schiassa contro gli scogli./ Fame rinasce fame/ nella pietra e muore/ senza ricordi./ Falce viene, si trascina nel sale/ e il sale ancora/ scava sete nella sete/ tra i fischi del corno.” – Iosonouncane – “Tanca

We recommend buying tickets immediately because the concert it’s close to being sold out.

Tuesday 30 May 2017 from 19:30 to 23:30, The Finsbury Pub (336 Green Lanes, N4 1BY, London).

 

 

 

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In traduzione italiana

Iosonouncane e Krista Papista live, 30 maggio 2017, al Finsbury Pub di Londra

Iosonouncane – Krista Papista

Fronte sulle rive lontane, si risveglia la sete/ Nel mattino trascinato dagli alberi/ Del primo giorno che si perde nel sale, risvegliata la sete/ Sulla riva tornerà/ Corpo vivo fra gli alberi/ Per stendermi al sole/ Per stendermi al sole” – Iosonouncane – “Stormi”

In pieno tour europeo il cantautore sardo Iosonouncane martedì 30 maggio toccherà Londra, precisamente in uno dei locali più interessanti della City il Finsbury Pub, preceduto dalla band Krista Papista.

Jacopo Incani, in arte Iosonouncane, nasce nel 1983 a Buggerru in Sardegna e vive la sua adolescenza ad Iglesias dove fonda gli Adharma, a 19 anni si trasferisce a Bologna. Nel 2008 nasce il fortunatissimo progetto Iosonouncane e dopo due anni esce l’album d’esordio “La macarena su Roma” pubblicato dall’etichetta discografica indipendente Trovarobato, un mix di musica d’autore, campionata su più livelli, suonata con loop e per la parte melodica chitarra acustica. I testi sono provocatori e taglienti incentrati su tematiche d’attualità e trattati con feroce ironia. Il 30 marzo 2015 esce il secondo album “Die”. Il 2 settembre 2016 esce lo split con la band Verdena che esegue “Tanca” e “Carne” mentre Iosonouncane registra “Diluvio” e “Identikit”.

“Die” è stato in assoluto l’album più acclamato del 2015 in Italia e già confermato nel cartellone del prestigioso festival Primavera Sound di Barcellona per il 2 giugno (primo a cantare in Italiano al festival).  Dopo il sold out all’Acud nel gennaio 2016, il 24 maggio 2017 con la Mandria (la band che lo ha accompagnato dal vivo nel 2016) tornerà a Berlino dove si esibirà nel bellissimo Kantine Am Berghain, sotto il tempio della techno mondiale. Il giorno dopo Iosonouncane sarà ospite del Milla Club a Monaco di Baviera, per un debutto nel capoluogo bavarese. La settimana successiva sarà la volta di Parigi, dove si esibirà alla Boule Noire, bellissima venue nel centro della città ed il 30 maggio al Finsbury Pub di Londra.

Ero io,/ Nel solco ancora scorrerà/ sete che divora i sorsi.// Ero io,/ La vite nuda crescerà/ fino a ricoprirti i fianchi.// Anche tu sei la pietra,/ fuoco dei campi e dei frantoi./ È rinata la morte/ e nella mano che semina/ cade il sole cieco come la terra.” – Iosonouncane – “Buio”

Krista Papista è una ragazza migrata dalla Grecia, Cipro ed Afghanistan a Londra. Un sound neo-nazionalista edonistico, moderno e sessualmente libero, ed “Aman Aman” è il suo nuovo video, un inno nazionale, la sua “preghiera greca punk”.

In un’intervista del 2017 su Splinde, Krista Papista racconta il significato di “Aman Aman”:È una espressione greca in slang per ‘Oh Dio!’, e l’idea per la canzone è venuta la scorsa estate mentre stavo guardando qualche video su Golden Dawn, il partito politico neo-nazista greco. Volevo affrontare e ridicolizzare quei tipi di partiti nazionalistici, che sono decadenti a tal punto da essere una farsa. La canzone ti dice come vivere la tua vita se non sai cosa stai facendo. Non c’è storia diretta, ma all’interno dei testi ci sono le linee religiose che si dicono i mediterranei, così come le frasi che i politici greci e ciprioti hanno usato.

Iosonouncane Tour

In un’intervista del 2016 su Rolling Stone, il cantautore sardo racconta la genesi di “Die”:Ho cominciato a scrivere durante il vecchio tour. Erano brani più ambiziosi rispetto al primo disco, simili a quanto facevo con gli Adharma, il mio gruppo storico sciolto nel 2007: percussioni, batterie elettroniche, chitarre, synth, tastiere. Un progetto che richiedeva tempo e il sacrificio di molto materiale. Così mi sono preso il rischio di uscire quasi cinque anni dopo il primo album. Ho fatto praticamente tutto in solitudine anche se ho coinvolto una quindicina di musicisti, a cui ho chiesto d’improvvisare su delle piccole sezioni mandate in loop. A parte Serena Locci, che ha cantato in tutti i brani, nessuno aveva un’idea precisa dei brani e del disco.Ed alla domanda “Chi senti artisticamente vicino a te, in Italia?, l’artista risponde: Come band i Verdena. Tra i cantautori Colapesce, Fiori e Dino Fumaretto. Poco altro.”

Spoglie le rive, il sole,/ schiassa contro gli scogli./ Fame rinasce fame/ nella pietra e muore/ senza ricordi./ Falce viene, si trascina nel sale/ e il sale ancora/ scava sete nella sete/ tra i fischi del corno.” – Iosonouncane – “Tanca”

Consigliamo di acquistare subito i biglietti disponibili perché si è vicini al sold out.

Martedì 30 maggio 2017 dalle ore 19:30 alle ore 23:30, The Finsbury Pub (336 Green Lanes, N4 1BY, Londra).

 

 

 

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“Peter Pan” di James Matthew Barrie: il fauno che abita Neverland

“… Seconda stella a destra, questo è il cammino,/ e poi dritto fino al mattino, poi la strada la trovi da te,/ porta all’isola che non c’è… E ti prendono in giro/ se continui a cercarla, ma non darti per vinto perché/ chi ci ha già rinunciato e ti ride alle spalle/ forse è ancora più pazzo di te!” – Eduardo Bennato

Peter Pan

Voi grandi siete tutti uguali. Rimanete fissi come alberi con le radici sepolte dallo scorrere del tempo. Attendete il vostro destino.

Ma io sono “Peter” e rompo le radici per rincorrere le stagioni della vita. Un adulto bambino e come dice “Miriam” un bimbo grande. La mia fontanella non si è chiusa a sette anni ed è tutt’ora aperta e lo rimarrà per sempre perché io sono “Peter Pan”.

Peter Pan”, è la fusione di due simboli: Peter (sasso-pietra filosofale) e Pan (il dio dei boschi). Pan, figlio di Ermes e di Penelope (ninfa), venne abbandonato nel bosco a causa del suo aspetto.

Verde a rievocare la natura come Madre è il colore dell’abito di Peter Pan, l’eterno bambino che impara a volare e vedere la realtà senza appesantimenti logico-razionali degli adulti elevandosi al di sopra del normale.

La foresta buia e tenebrosa o gli antri delle grotte rappresentano i tempi bui in cui la vita diviene un miracolo da venerare.

Il dio Pan (fauno), si divertiva a spaventare i viandanti emettendo strani suoni e voci, il Peter Pan di James Matthew Barrie è un abile imitatore di voci prediligendo il verso del gallo. Il fauno Pan era il protettore dei pastori e Peter è la guida (il pastore) dei bimbi sperduti. Peter Pan ha paura di affrontare la vita, è una conversazione tra i genitori a farlo spaventare e volar via da un mondo che neanche conosce.

Non a caso Peter Pan visita la famiglia Darling, trovando un ambiente che doveva essere simile a quello della sua casa e in cui pensa di poter trovare un “discepolo”.

Peter accorre alla finestra della famiglia Darling, sperando di ingrossare le file dei suoi compagni di gioco e di poter trovare una madre in sostituzione della sua.

Peter Pan

Un episodio che Peter non dimentica mai è quando taglia la mano a Hook, perché rappresenta la sua vittoria sugli adulti. La cattiveria del fauno Peter Pan si dimostra in diverse occasioni nel libro: per il bambino uccidere è una cosa normale e gli capita persino di “Sfoltire” i suoi compagni di gioco se questi crescono violando una delle leggi della Neverland.

 Hook il capitano dei pirati è un personaggio oscuro (come la vita), tanto nel carattere quanto nell’aspetto, nonostante tutto si dimostra una persona colta. Barrie ambienta il suo racconto su un’isola Neverland (l’isola che non c’è), il prodotto della fantasia di ogni bambino. Il messaggio di Barrie è quello dell’importanza del conservare una piccola parte infantile di sé, seppur nell’ineluttabilità della crescita.

“D’accordo!”, mi risuona in mente la voce della mia piccola Miriam.

Conoscendo alcune delle cose che s’incontrano talora nei Vecchi Posti, nei Posti Caldi, si può quasi credere nei miti senza sforzi eccessivi. Come la storia di quegli spiriti alla Pan che si radunano ogni primavera e passano dieci giorni a segare l’Albero del Mondo, solo per essere dispersi all’ultimo momento dal suono delle campane pasquali.

Ora “Sorridi”. E quando avrai un momento di smarrimento o indecisione, fermati, aspetta e senti il tuo cuore.

 

Written by Vito Ditaranto

… a mia figlia Miriam con infinito amore…

 

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Future Film Festival 2017: “Hitler’s Folly” e “Revengeance” di Bill Plympton

Quale verità si cela dietro la figura del Führer che i libri di storia non hanno mai osato rivelare e per la quale il buon vecchio Michael S. “è stato suicidato” in pieno giorno?

Hitlers Folly – Revengeance

È ciò che intende scoprire Josh, narratore principale di Hitler’s Folly”, uno dei due lungometraggi firmati da Bill Plympton ad occupare il cartellone del recentemente concluso 19esimo Future Film Festival bolognese, festival internazionale di cinema d’animazione e nuove tecnologie.

L’improbabile individuo, entrato di soppiatto nell’appartamento dell’amico defunto, mentre due nazi bussano meccanicamente alla porta analizza il contenuto di una misteriosa scatola nera, nuovo “vaso di Pandora” che, come in presenza dei disastri aerei, anche in questa circostanza costituisce l’unica fonte accreditata attraverso cui ricostruire l’ordine delle dinamiche.

Strutturata come un mockumentary breve e improvvisato, l’opera del navigato cineasta due volte candidato all’Oscar avanza una versione (non) ufficiale secondo cui all’origine dei disastri della Seconda Guerra Mondiale starebbero principalmente due fattori: il primo è l’affezione che Adolf nutriva fin da piccolo per un cucciolo di anatra, trasfigurato dopo la cottura dello stesso negli originali fumetti di “Piumino Paperino”.

Il secondo coincide col megalomane piano mediatico coincidente con la realizzazione del più grande film a disegni animati mai progettato, per il quale si sarebbero brevettate pellicole da 100 mm e proiettori di diverse tonnellate di massa, nonché impegnati per anni migliaia di artisti ed altrettanti operai nella costruzione della più imponente sala cinematografica di sempre.

Soggetto dell’epopea, il “Ring” wagneriano con protagonista per l’appunto l’amato Piumino Paperino, incarnazione inarrivabile dello status conquistato dall’entertainment cartoonistico in qualità di simulacro grazie al quale l’oppresso popolo tedesco riuscirebbe finalmente a risvegliare in sé l’assopito spirito teutonico originario.

Hitler’s Folly

Plympton rovescia e distorce l’effettualità storica a suo totale piacimento, caricaturando i nomi di Goebbels e Göring piuttosto che d’Himmler, Hindenburg, von Paulus e Speer, ma senza mancare di coinvolgere registi e produttori del calibro di Disney, Ėjzenštein, Fleischer, della Reiniger o la Riefenstahl.

Si reinterpretano campagne politiche, elezioni ed espulsioni dai piani alti, partecipazioni fondamentali alla modifica degli equilibri e degli assetti politico-militari (si segnala un’Eva Braun signora della guerra); non vengono risparmiati neppure la funzionalità dei campi di concentramento né le ragioni della sconfitta.

L’esito complessivo è tutto sommato mediocre, riesce a strappare qualche risata a motivo di alcune intuizioni fantasiose, fra cui si distinguono i siparietti dove varie personalità riprese come attraverso supporti anacronistici intendono attribuire spessore alla loro bizzarra testimonianza, cui si affiancano molte altre proposte grottescamente tiepide.

È insomma lo stesso impianto tendenzialmente ingessato a non giovare, agendo a sfavore innanzitutto di un’elaborata ricerca e del successivo riutilizzo di una gran messe di materiali video-fotografici d’archivio. Un esperimento curioso che però, meno graffiante del solito se messo a paragone con gli standard dell’autore, non lascia il segno.

La collaborazione con Jim Lujan regala un prodotto senza dubbio più godibile, come il precedente partorito nel 2016 ma diversamente da esso inserito fuori concorso: Revengeance” (letteralmente “ri-vendetta”) ruota attorno ad un occhialuto uomo di mezza età, più simile ad un ragioniere che a un cacciatore di taglie, il quale accetta al pari di altri tre candidati una missione affidatagli da un senatore palestrato in piena campagna elettorale chiamato Deathface: catturare e condurgli una ragazzina, Lana, colpevole di aver sottratto del materiale sensibile.

Revengeance

Di mezzo ci sono il deserto e la città ingannevoli, il cosiddetto club degli Imperatori dell’Entroterra, una banda di centauri sporcaccioni, un’ex strip-teaser divenuta il braccio destro del politicante, diversi emissari sempre pronti a fare a botte, una nonnina più vispa di quanto dia a vedere, un santone alla ricerca di una vittima da immolare, testimoni impasticcati, bettole ad ogni angolo ricolme della peggior feccia sdentata disposta a tutto pur di avere una birra, una donna e magari una motocicletta.

Questo il mondo in cui la coppia di directors si muove agevolmente, un dedalo coloratissimo dove predominano il cattivo gusto, il sesso sdoganato e un alto tasso di scurrilità.

L’intreccio mistery-action architettato dopotutto funziona, nonostante o proprio in virtù delle assurdità e degli eccessi costantemente rinvenibili nella trama come nei volutamente sgradevoli disegni a mano e che danno adito ad alcune dinamiche sequenze realmente esilaranti.

 

Voto a “Hitler’s Folly”

 

 

Voto a “Revengeance”

 

 

 

Written by Raffaele Lazzaroni

 

 

 

 

Info

Sito Future Film Festival 2017