“Cuorebomba” di Dario Levantino: una storia italiana che toglie il fiato e commuove con la sua spietata realtà

Leggere era l’unico modo che conoscevo per non affondare nel fango, mi permetteva di andarmene di casa pur restando immobile, mi insegnava a tifare per i perdenti, per quelli che cadevano e non sempre sapevano rialzarsi, come i Troiani dell’Illiade, Padron ‘Ntoni nei Malavoglia, o i Miserabili nel romanzo di Victor Hugo.

Cuorebomba di Dario Levantino
Cuorebomba di Dario Levantino

Rosario ha un padre che lo odia, se ne è andato di casa per crearsi una nuova famiglia ed è ora detenuto in carcere per lo spaccio di sostanze dopanti. Per fortuna c’è la madre, Maria, che però non regge più questa situazione e reagisce non mangiando ammalandosi così di anoressia.

I due vivono a Brancaccio, quartiere malfamato di Palermo che non lascia scampo, la vita lì è feroce e senza una famiglia stabile lo è ancora di più. Rosario frequenta il classico e studiare gli piace ma agli altri non va che lui venga da un quartiere non per bene e la vita a scuola diventa più complicata per questo.

Poi un giorno arrivano i servizi sociali e dividono madre e figlio, la prima per essere curata, il secondo per essere portato via da una persona che non era più in grado di prendersi cura di lei.

La casa famiglia è una trappola, i nuovi pseudo-genitori pensano solo ai soldi e chissà se riuscirà mai a rivedere la madre. Per fortuna c’è anche Anna, la sua ragazza così giovane ma già così saggia che sa sostenerlo come nessun’altro.

C’ho sedici anni, un papà che mi odia e tutta una vita indietro. E una storia assurda. C’ho una storia assurda, io.”

Cuorebomba” (Fazi, 2019) è il secondo romanzo di Dario Levantino, palermitano classe 1986.

Rosario è un ragazzo così intelligente ma rischia di essere risucchiato dalla violenza e dalla sofferenza che aleggiano intorno a lui incessantemente.

Come un novello Oliver Twist, romanzo che più volte viene nominato proprio perché il protagonista ci si identifica, Rosario scansa i malandrini di Palermo e tutti coloro i quali remano a suo sfavore.

È questa la pena delle persone sensibili: la fragilità, che nessuno preserva.”

Rosario, che si paragona a Giordano Bruno, legge tanto e la sua storia mostra quale sia il potere salvifico dei libri: grazie ai romanzi riesce a volare lontano, a fare sue quelle storie, a riportarle nella sua realtà.

Dario Levantino
Dario Levantino

E poi c’è il calcio, valvola di sfogo parabola di un’esistenza complicata, momento di scontro e di incontro con gli altri ragazzi, tentativo di rivalsa e simbolo di speranza.

Mi convinsi che il calcio era tutta una metafora. Forse gli attaccanti avversari erano le insidie della vita e la mia indole a difendere i pali era la mia urgenza di vita, il mio aggrapparmi con le dita per non affogare, per scacciare la morte.

Una storia realistica, un colpo al cuore, un giovane ragazzo alle prese con ciò che significa diventare adulti. Un romanzo bellissimo che non si dimentica, che fa venir voglia di andare a scoprire la Palermo di Rosario e che racconta, con uno stile diretto, la storia di uno tra i tanti ragazzi che quotidianamente abitano quartieri e vite difficili con coraggio e caparbietà.

Perché nella vita se non sei felice, o sei pazzo o t’hanno abbandonato.

 

Written by Rebecca Mais

 

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