“Welcome Palermo” lungometraggio dei Masbedo: la testimonianza della grandezza della città in rapporto al cinema

“La storia della nostra città è il segno che cambiare è possibile… siamo cambiati, se penso al cambiamento penso a pittori, scultori… chi ha fatto il cinema. Da De Seta che cercava di cambiare il volto di questa città, di questa regione…” – Leoluca Orlando, sindaco di Palermo

Welcome Palermo
Welcome Palermo

Welcome Palermo è un lungometraggio dei Masbedo in cui si dà voce, attraverso l’originale esempio di Videomobile, alla città di Palermo e alla memoria che appartiene al capoluogo siciliano, da sempre in stretto rapporto con il cinema.

Quindi, un viaggio-testimonianza attraverso un itinerario sul territorio, durante il quale la città acquisisce un significato valoriale nella società contemporanea.

“Chi nasce tondo, non muore quadrato…” – Leoluca Orlando, sindaco di Palermo

Focus del lungometraggio è il viaggio del Videomobile, raffigurato da un antiquato camioncino degli anni ’70 trasformato in un ‘carro video’, e utilizzato quale autoveicolo per presentare, dagli autori della performance, la storia del cinema siciliano, diventando così un vero e proprio palcoscenico, pronto a raccogliere testimonianze diverse, lungo il suo percorso nella città di Palermo.

Videomobile è un progetto presentato il 15 novembre 2019, durante il Festival di Firenze, presso Lo Schermo dell’Arte 2019.

Il titolo del film deve la sua origine a un murales che accoglie i visitatori all’aeroporto di Palermo; ad attestare che la città non è soltanto un luogo di cui godere da un punto di vista turistico, ma località protagonista dello scenario italiano contemporaneo.

Luchino Visconti ha pensato a Palermo per girare Il Gattopardo… Franco Franchi e Ciccio Ingrassia che facevano tre o quattro film contemporaneamente per la fame di cinema che avevano, era un modo di rappresentare la città…” – Leoluca Orlando, sindaco di Palermo

Senza dubbio, quella presentata dai Masbedo è una prova di sperimentazione cinematografica singolare, nata al fine di studiare il fenomeno del cinema d’artista siciliano.

Ma, per meglio entrare nello spirito di questa originalissima opera, è giusto ricordare che il duo artistico dei Masbedo è formato da una coppia di giovani: Nicolò Massazza e Iacopo Bedogni; le cui opere hanno occupato un posto di rilievo nei musei, alle biennali e in altre istituzioni.

Welcome Palermo
Welcome Palermo

Durante il lungometraggio, della durata di sessanta minuti, a materiali d’archivio si alternano interviste e, ad interviste, si avvicendano esperienze professionali di alcuni artisti.

Da aggiungere, che alla rappresentazione prendono parte anche cittadini palermitani, personaggi i quali hanno avuto un ruolo marginale nel cinema; ma non per questo la loro testimonianza è meno importante, rispetto a quella di personaggi di spicco citati nella proiezione di Videomobile.

“Il mio film preferito è Ficarra e Picone, fa divertire…” – Un cittadino di Palermo

Alla prova cinematografica partecipa anche gente comune, donne e uomini che dal Videomobile, attraverso sollecitazioni che riguardano la sessualità, tratte da ‘Comizi d’amore’ di Pier Paolo Pasolini, interagiscono con il pubblico. A raccontare di Palermo e del suo legame con il cinema partecipano anche personaggi autorevoli.

Il sindaco di Palermo Leoluca Orlando, per esempio, che dà il suo contributo per illustrare le potenzialità della città amministrata da lui.

La principessa Vittoria Alliata di Villafranca e Valguarnera, inoltre, già figlia di Francesco Alliata, fondatore della casa di produzione cinematografica Panaria film. Ed è dell’origine della Panaria, di aneddoti e di alcuni suoi aspetti cinematografici, che Vittoria Alliata si mette in comunicazione con lo spettatore.

Il legame, per esempio, di Francesco Alliata con suo cugino, Fosco Maraini, che amava scattare numerose fotografie, a differenza dell’altro, più parsimonioso, che amava scattarne un numero limitato, con la macchina fotografica che gli era stata regalata all’età di nove anni; episodio da cui è scaturita la passione per l’arte cinematografica.

Della Panaria rimane un cospicuo archivio che dà una visione integra della sua produzione. Inoltre, la Alliata fa memoria di un episodio più curioso di altri, ovvero il conflitto fra due grandi attrici, quali erano all’epoca Ingrid Bergman e Anna Magnani, durante le scene girate alle Isole Eolie, un tempo colonia penale.

E, galeotto, fu proprio tale avvenimento, di cui la Alliata ha un ricordo lucido.

Vittoria Alliata
Vittoria Alliata

Accadde che Ingrid Bergman, così racconta la principessa, forse attratta dal cosiddetto fascino latino, inviò al regista Roberto Rossellini una letterina azzurrina in cui dichiarava di conoscere poche parole della lingua italiana, la più comune delle quali era ‘ti amo’.

Lusingato, Rossellini raggiunse la Bergman, e da quel momento intrecciò con lei un’intensa storia sentimentale, abbandonando la Magnani al suo destino. Abbandonò l’attrice italiana, ma anche il set del film che stava girando.

Racconta poi, sempre la principessa, del gruppo di ragazzi, sopravvissuti alla guerra, impegnati a lavorare nel mondo del cinema. Solo più tardi si scoprirà, come riferisce la Alliata, che erano tenuti d’occhio dai servizi segreti americani, in quanto considerati elementi sospetti e sovversivi.

“C’era passione in quello che facevano… condividere ciò che amavano… far nascere altri artisti…” Vittoria Alliata

A questo proposito, la principessa riferisce che la CIA aveva incaricato un prete domenicano della regia di ‘Stromboli terra di Dio, in sostituzione di Rossellini e del titolo originale, il quale doveva essere Vulcano.

Un cambiamento di regia, affinché attraverso la pellicola, l’Italia fosse incanalata in una stabilità politica gestita dalla Democrazia Cristiana. Il film non ebbe, però, uno sbocco cinematografico, perché non venne mai proiettato

Altro intervento di rilievo è quello del musicologo Gioacchino Lanza Tomasi; anche il suo nome è di prestigio, in quanto nipote dello scrittore Giuseppe Tomasi di Lampedusa.

Ancora, suor Cornelia della San Paolo Film, delegata a suo tempo di selezionare i film, per farne un’appropriata distribuzione nei cinema parrocchiali.

Ma, quale è lo scopo degli autori di mettere in scena una performance tanto singolare?

Far riaffiorare l’eco di una città, attraverso figure, alcune note, altre meno, che hanno lavorato nel circuito cinematografico, facendo del cinema un mezzo per trasmettere cultura e non soltanto motivo di ricreazione o di svago.

Welcome Palermo
Welcome Palermo

Vengono, inoltre, ricordati registi che hanno occupato un ruolo importante nel panorama filmico, quali Vittorio De Seta, a seguire Ugo Gregoretti, Luchino Visconti, che ha realizzato pellicole intramontabili e indimenticabili.

Sul finire del lungometraggio lo spettatore si trova ad assistere ad una danza, accompagnata da una coreografia accattivante, della comunità indiana TAMIL, residente in città.

Infine, il lungometraggio come poteva concludersi se non nel luogo che rappresenta Palermo più di altre location? Nella Sala da ballo del Palazzo Gangi, che a suo tempo ospitò il set del film Il Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa per l’appunto.

“E poi film di mafia, di polizia, di padrini e madrine, una città stravolta… ricordiamo il film 100 Passi, e i tentativi di giovani che hanno fatto di Palermo la città del cinema…” – Leoluca Orlando, sindaco di Palermo

 

Written by Carolina Colombi

 

 

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