“Esperienza di morte”, poesia di Rainer Maria Rilke

“Esperienza di morte”

 

 

Poesie - Rainer Maria Rilke
Poesie – Rainer Maria Rilke

Nulla sappiamo noi di questo andare,

che con noi si divide. Non abbiamo

ragione alcune di mostrare amore

e ammirazione o sentimenti d’odio

alla morte, che, in maschera, la bocca

 

con tragico lamento ha sfigurata

in strano modo. Il mondo è ancora pieno

di parti che noi stessi recitiamo.

Finché ne abbiamo cura, pur graditi,

recita anche la morte, non gradita.

 

Eppure allor che andasti, in questa scena

Irruppe un’onda di realtà, di vero,

per la fessura che ti lasciò andare:

verde, d’un vero verde,

vero bosco, di sole vero raggio.

 

Ancora recitiamo. Quel che a pena

e con angoscia abbiamo appreso, agli altri

declamiamo e dei gesti tratto tratto

leviamo: ma seppure da noi lontana,

e dalle nostre parti tratta fuori,

 

la tua presenza a volte può venire

sopra di noi, come una conoscenza,

da quella realtà stessa discendendo,

sì che per un istante trascinati,

recitiamo la vita e non pensiamo

agli applausi.

 

Rainer Maria Rilke
Rainer Maria Rilke

“Esperienza di morte” è stata pubblicata su “Nuove Poesie”, uscito in due volumi nel 1907 e 1908. È la prima opera della maturità poetica di Rilke. Costituiscono un ritorno alle cose, viste non nella loro immobile plasticità, ma come forme in movimento. È stato detto che dànno l’idea di una collezione di oggetti disparati, ed effettivamente si sente in esse lo sforzo di elencare oggetti che possano costituire il mondo esteriore e insieme interiore dell’artista. In questo sta la solida unità che unisce composizioni apparentemente diverse.

 

Rainer Maria Rilke, nome completo René Karl Wilhelm Johann Josef Maria Rilke (Praga, 4 dicembre 1875 – Les Planches, 29 dicembre 1926), è stato uno scrittore, poeta e drammaturgo austriaco di origine boema. È considerato uno dei più importanti poeti di lingua tedesca del XX secolo. Autore di opere sia in prosa che in poesia, è famoso soprattutto per le Elegie duinesi (iniziate durante un soggiorno a Duino), i Sonetti a Orfeo e I quaderni di Malte Laurids Brigge.

Rilke si muove nella sua poesia in modo simile alle filosofie di Schopenhauer e soprattutto Nietzsche, verso una radicale rottura con la naturalezza del Cristianesimo occidentale da una parte, e con la ricerca di una spiegazione moderna e scientifica della verità dall’altra. L’influenza di Nietzsche lo porta ad un confronto-scontro con il classicismo. La biografia del giovane Rilke è caratterizzata dall’esperienza della mancanza di una patria.

Il radicale riconoscimento della realtà senza consolazioni da altre parti o sviluppi sociali romantici caratterizza anche la visione del mondo dell’autore. Intense osservazioni della natura, dei comportamenti umani e delle vite affettive esemplificano quanto appena affermato. Tutto ciò contribuisce alla creazione del mondo interiore di Rilke, che supera la verità immanente. La prospettiva dell’autore è introspettiva e soggettiva, il paradigma positivista si frantuma: non esiste una realtà esterna già data misurabile, ma al contrario le cose, gli oggetti si colorano delle nostre esperienze, hanno un senso solo quando esprimono il significato che hanno per noi. In questo modo la poesia di Rilke può esser definita simbolista. Una tale concezione del mondo, che Rilke chiama Hiersein, arriva ad un massimo di radicalità, che però non spaventa tale visione nemmeno con l’esperienza di miseria e morte.

 

Fonte biografia: Wikipedia

 

Bibliografia

Poesie, Rainer Maria Rilke, Edipem editore, 1973 (traduzione di Pietro De Nicola)

 

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