“Foliage. Vagabondare in autunno” di Duccio Demetrio: osservare per capire, espandere i sensi per conoscersi

“Foliage. Vagabondare in autunno” di Duccio Demetrio: osservare per capire, espandere i sensi per conoscersi

Ago 30, 2019

Duccio Demetrio (Milano, 1945), già docente ordinario di Filosofia dell’Educazione e di Teorie e pratiche della narrazione presso l’Università degli Studi di Milano Bicocca e di Pedagogia sperimentale all’Università degli Studi di Parma ed alla Statale di Milano; fondatore (con Saverio Tutino nel 1998) e docente della Libera università dell’autobiografia di Anghiari e di Accademia del silenzio. Si è occupato di formazione e apprendimento in differenti ambiti e contesti.

Foliage. Vagabondare in autunno

Foliage. Vagabondare in autunno

Autore di numerosi saggi su collettanee e riviste di settore, pubblicati in Italia e all’estero, oltre che di più di una cinquantina di opere di saggistica, sia scientifica che divulgativa.

La condizione umana è al centro dei suoi scritti, dedicati a cogliere le più diverse sfaccettature dell’esistenza e dell’umano: i sentimenti, l’ascetismo e la religiosità moderna, l’interiorità, la solitudine, il silenzio, la ricerca interiore etc.

Foliage. Vagabondare in autunno, edito da Raffaello Cortina nel 2018, è un libro piccolo e prezioso. Già nel formato, nella carta, nella sovraccoperta, si presenta così caldo e invitante, accogliente, piacevole da vedere, facile da maneggiare, poi delizioso da leggere.

Un libro che induce, in modo semplice e convincente, a osservare ciò che accade attorno a noi per poter vivere a pieno e più consapevolmente le stagioni, i passaggi della vita.

L’autunno con le sue tinte mezze è, per dirla con la citazione del poeta Angelo Casati, preludio di accensioni. Non preludio di morte, ma passaggio, transizione, anticipo, già da lontano della primavera che seguirà l’inverno.

Nel citare Adriana Zarri, tra i numerosi poeti, filosofi e pittori chiamati a raccolta attorno al tema dell’autunno, Duccio Demetrio ci addita questa stagione come tempo di raccolta, ma di una seminagione lontana e pure tempo di semina per un lontano raccolto. Imparare ad amare l’autunno può essere una filosofia di vita perché, citando Nietzsche in esergo, l’autunno non è solo una stagione, ma uno stato d’animo.

Occorre dunque sfatare i miti collettivi, esaminare e ridimensionare gli archetipi attorno al tempo d’autunno, per giungere a una graduale presa di coscienza di sé nell’andar vagabondando dentro una stagione, reale, concreta, certo, ma anche fortemente allusiva e simbolica.

È una quinta stagione che un po’ travalica i propri confini, un po’ partecipa delle altre e in esse si distende e dissolve.

Attraverso le pagine che scorrono con una cadenza lenta e garbata, quasi suadente, si ha la sensazione di discorrere con l’Autore proprio nel sentiero di un bosco, di fronte a un tramonto lussureggiante di colori o a una pioggia sottile.

Duccio Demetrio

Duccio Demetrio

Foliage è un libro in cui tutti possono stare comodamente dentro, perché l’autunno è un po’ casa, coi suoi ritmi pacati, invita a osservare, meditare, conservare luci, colori, suoni, sapori, sfumature e, soprattutto, passaggi.

È necessario attraversare questa stagione con un viaggio aperto alle sorprese, vagabondando dunque, senza pregiudizi, perché l’autunno non è solo triste, grigio, malinconico e sebbene possa suggerire anche queste cadenze, nel viaggiare attraverso la sua essenza variegata si imparerà a non temerne pure questi aspetti meno invitanti.

Per la sua natura così ricca, piena, trasbordante eppure misurata, fatta di contrasti e mutamenti, è questa la stagione che più aiuta a riconciliarsi con se stessi, col passato e col presente, senza troppa paura del futuro, con le nostre radici, le nostre foglie che pur cadranno, coi rami protesi verso il cielo.

 

Written by Katia Debora Melis

 

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