“Io sono una Bambina Ribelle. Il quaderno delle mie rivoluzioni” di Francesca Cavallo ed Elena Favilli

Nella vita non bisogna mai rassegnarsi, arrendersi alla mediocrità, bensì uscire da quella zona grigia in cui tutto è abitudine e rassegnazione passiva, bisogna coltivare il coraggio di ribellarsi.” – Rita Levi-Montalcini

Io sono una Bambina Ribelle - in foto Emma Fenu
Io sono una Bambina Ribelle – in foto Emma Fenu

Io sono una Bambina Ribelle.

A quarant’anni passati?! Vi domanderete.

Certo, replico, è da una vita che mi impegno, che studio e che imparo ad esserlo. Prima ero solo bambina o solo ribelle, ma è il connubio dei due status ad essere vincente.

Scegliere di diventare una Bambina Ribelle, o meglio, spogliarsi di stereotipi e falsi modelli e scoprirsi tali nell’autentica essenza, implica coraggio e fragilità, determinazione e resilienza, lucidità e follia, razionalità e fantasia.

Non è semplice e neppure complicato: è complesso, ossia costituito di parti interdipendenti che si fondono armoniosamente nella perfetta imperfezione.

L’avete ben inteso: le Bambine Ribelli sono le Donne vere.

Sono quelle che si amano in pigiama o in tacchi; quelle che studiano, lavorano e lottano per non essere sottopagate; quelle che si reinventano professionalmente e umanamente; quelle che dissertano di fisica quantistica e cantano ninna nanne; quelle che sono talmente autentiche che non hanno paura di mascherarsi per gioco; quelle che piangono per una storia d’amore; quelle che ridono di gusto e mangiano popcorn; quelle che si rialzano dall’abisso e hanno ben chiaro che la vittima non ha colpe.

Mi sto riferendo ai due celebri testi per l’infanzia di cui si è molto discusso nel 2018? Non esattamente. Non ci sono “Buongiorno” e “Buonanotte” nel titolo a seguire.

Vi racconto di un libro che non è proprio un libro e di un diario che non è proprio un diario, ossia di “Io sono una bambina ribelle. Il quaderno delle mie rivoluzioni” di Francesca Cavallo ed Elena Favilli, edito da Mondadori nel 2019, che, dopo, il successo dei due tomi “Storie della Buonanotte per Bambine Ribelli”, propone alle piccole (e non solo) lettrici non più biografie di eroine, ma un percorso da scrivere designandosi (e disegnandosi) come protagoniste.

Elena Favilli e Francesca Cavallo
Elena Favilli e Francesca Cavallo

Ricordo che negli anni ’80, anche se figlia di sessantottini, i libri dal carattere “interattivo” che leggevo, rigorosamente con le cover rosa per le femminucce e celesti per i maschietti, erano diversi.

Una brava bambina doveva avere come obiettivo diventare come la mamma e come la maestra; doveva indossare la gonna scozzese, se con spilla a balia di 10 centimetri era meglio, e il montgomery verde bosco; doveva avere modi cortesi sempre e, quindi, giocare con compostezza; doveva far valutare agli adulti se era opportuno usare l’accappatoio o il telo da bagno (ci sono decisioni che richiedono anni di saggezza) e, soprattutto, doveva fare poca rivoluzione, che cagionava mal di testa alle suore del campo estivo.

Il quaderno delle rivoluzioni”, invece, lungi dall’essere un invito alla maleducazione, insegna a accettarsi, amarsi, conoscersi, migliorarsi, perdonarsi, sognare in grande e dare valore alle piccole cose. Non solo: insegna il valore della diversità e sprona ad una sana sorellanza senza sminuire o demonizzare i maschi, ma proponendo un mondo all’insegna dell’armonia e della parità di diritti, un mondo libero e rispettoso della libertà dove è giusto dire “sì”, “grazie” e “prego”, ma anche “NO”.

 

Written by Emma Fenu

 

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