“Eggshell Skull” di Bri Lee: un memoir sull’abuso infantile

“Eggshell Skull” di Bri Lee: un memoir sull’abuso infantile

Giu 29, 2019

Recensire un memoir sull’abuso infantile che non è piaciuto non è cosa semplice: si rischia sempre di venire accusate di maschilismo o di risultare irrispettose del dolore dell’autore.

Eggshell Skull

Eggshell Skull

Eggshell Skull (Allen & Unwin, 2018) è stato lodato da pubblico e critica, ma personalmente l’ho trovato noioso. Non fraintendetemi: leggere di come Bri si sia fatta strada in veste di associate del giudice è stato interessante, così come leggere dei casi che Bri ha seguito, però nel memoir mancavano molti elementi importanti senza i quali, per me, non è stato possibile godere appieno della lettura.

Come prima cosa, nel momento in cui Bri inizia a raccontare di come i casi di abuso infantile da lei seguiti portano alla luce i ricordi dell’abuso da lei stessa subito, il lettore inizia inevitabilmente a incuriosirsi.

È una curiosità, però, che viene suscitata e mai soddisfatta: quando Bri giunge in tribunale in occasione del processo a Samuel, infatti, il lettore viene deluso in modo alquanto inusuale. Non solo i capi di accusa di Samuel non vengono mai realmente spiegati al lettore, ma il processo stesso non viene narrato, lasciando così che una storia il cui climax sarebbe dovuto giungere con il processo vada a concludersi senza un vero culmine di tensione.

Occorre anche sottolineare come le poche informazioni che vengono fornite circa il personaggio di Samuel sono parziali: molto di ciò che Bri pensa riguardo a Samuel è legato alla pretext call da lei effettuata dalla stazione di polizia. Questa tecnica narrativa porta il lettore ad avere una visione di Samuel estremamente parziale, se non addirittura ingiusta. Non solo non si riesce a comprendere quale storia si celi dietro Samuel, ma non si riesce neanche a immaginarselo come reale, un personaggio a tutto tondo.

Le digressioni sui processi seguiti da Bri abbondano: la maggior parte di questi è legata a un abuso sessuale o una violenza carnale; è inutile precisare che Bri è sempre dalla parte delle vittime.

Questo è un altro elemento che mi ha lasciata perplessa: se Mr Baker non viene dichiarato colpevole, con grande rabbia di Bri, come è possibile che Samuel venga dichiarato tale?

Ciò che viene detto a proposito dei casi seguiti da Bri porta a pensare che il sistema giudiziario sia ingiusto, che le giurie siano spesso vittime di falsi miti sullo stupro e che per ottenere una condanna la vittima deve avere una storia “forte” e delle prove.

Nel caso di Bri e dell’abuso subito da parte di Samuel, però, tutto ciò che viene rivelato al lettore è che a diciotto anni Samuel ha accarezzato la biancheria intima di Bri, che all’epoca aveva probabilmente dieci anni.

Come è possibile, quindi, che Mr Baker non venga condannato, ma Samuel viene dichiarato colpevole? Dopotutto, Mr Baker è stato accusato di reati ben più gravi di Samuel.

Bri Lee

Bri Lee

Eggshell Skull inizia promettendo al lettore una lettura interessante, fitta di aneddoti che non possono non catturare la completa attenzione.

Però il memoir disattende le aspettative, lasciando un senso di non-risoluzione nel lettore, che è portato a chiedersi se ciò che ha letto è affidabile o meno.

Non posso consigliarne la lettura, che è tuttavia interessante. Quello che posso fare, però, è incoraggiarvi a leggere il più possibile sull’argomento, se rientra nei vostri interessi, in modo che possiate confrontare il memoir di Bri Lee con opere simili e farvi un’idea più precisa di quali sono i suoi punti di forza e i suoi punti deboli.

Per concludere vorrei proporvi una domanda che mi è sorta spontanea a fine lettura: l’editoria sta dando sempre più rilievo a storie vere di violenze sessuali, spesso portando alla luce esperienze che possono cambiare la vita dei lettori. A volte, però, le opere pubblicate non sono stilisticamente all’altezza di altre e non rendono giustizia al problema rappresentato dalla violenza di genere.

Se avete letto biografie o autobiografie sul tema, quali vi sono sembrate ben scritte? Quali no? Chiunque avesse voglia di contribuire alla discussione può commentare questo articolo o scrivere alla nostra email. Saremo felici di sapere quali sono, per voi, delle letture valide sul tema della violenza sessuale.

 

Written by Giulia Mastrantoni

 

 

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