Campionato Mondiale di Calcio Femminile: le Azzurre incontrano il Dragone

“L’Italia in prima serata su Rai 1 festeggia anche se perde. In un Mondiale può capitare anche questo.” − Alessandra Bocci, Gazzetta dello Sport

 

Sara Gama e Marta da Silva - Mondiali di calcio femminile - Photo by Tullio M. Puglia/Getty Images
Sara Gama e Marta da Silva – Mondiali di calcio femminile – Photo by Tullio M. Puglia/Getty Images

Martedì 18 giugno Rai Uno ha trasmesso in prima serata l’incontro di calcio Italia Brasile, l’ultima partita della cosiddetta fase a gironi.

Poi ci saranno gli ottavi di finale, fase a cui le Azzurre erano già qualificate per merito delle importanti vittorie riportate precedentemente contro l’Australia e la Giamaica.

Pertanto non era in gioco la qualificazione, ma il raggiungimento del primo posto nel proprio girone.

Sarebbe stato meglio vincere, ovvio, ma la sconfitta per un solo gol, su un rigore generosamente assegnato alle brasiliane, non solo non ha compromesso l’accesso agli ottavi, ma non ha nemmeno tolto il primo posto alle nostre ragazze. Insomma hanno saputo perdere o, meglio, sono cadute in piedi.

In questa partita si è evidenziato, forse, il divario tra la Nazionale di calcio brasiliana, più matura e più esperta, e quella italiana, bellissima, ma forse ancora in fieri.

Ma la mia non è una critica. Anzi.

Le stesse giocatrici e la loro allenatrice hanno ammesso la necessità, a questo punto, di riposarsi e di concentrarsi per le fasi successive.

La prossima gara sarà disputata contro la Cina a Montpellier domani martedì 25 giugno alle 18:00.

Un risultato, quello fin qui raggiunto da Milena Bertolini e dalle sue pupille, impensabile fino a poco tempo fa.

Milena Bertolini - Italia - Brasile 2019 - Photo by Virgilio Sport
Milena Bertolini – Italia – Brasile 2019 – Photo by Virgilio Sport

Il calcio femminile compie miracoli e non solo supera il paradosso di vincere anche quando perde, ma sa essere bello, elegante, educato anche per la correttezza, il fair play (parola mai tanto azzeccata!) con cui le donne sanno portare avanti il pallone. Gli uomini avrebbero tanto da imparare, in questo come in tanti altri settori.

Parlando di donne mi vorrei soffermare su Marta, la calciatrice numero 10 del Brasile. Segnando il rigore all’Italia nella suddetta gara la bomber ha superato il record dei gol segnati ai Mondiali dagli uomini, ben 17 contro i 16 del suo collega tedesco Klose. Eppure, con la generosità, (ma anche direi la superiorità, perché purtroppo alcuni uomini la scambiano per ingenuità) tipica delle donne, la campionessa non ha voluto prendersi il merito di questo risultato ma l’ha voluto condividere con tutti, uomini compresi. Ha infatti affermato Questo record non mi appartiene, appartiene a tutti noi”. E ancoraÈ per chi vuole l’uguaglianza nel calcio”.

Alla luce di queste parole, forse, la sconfitta brucia di meno perché il riconoscimento che il calcio non conosce sesso, che è di tutti e che sono uguali donne e uomini che lo giocano, è la vittoria davvero più importante! Senza questo assioma non ci può essere niente, e niente ha valore, nemmeno le vittorie riportate “solo” sul campo.

Recentemente si sono svolte le prove scritte degli esami di maturità e tra le tracce ce n’era una in cui si parlava del valore sociale e morale dello sport, incarnato dal ciclista Gino Bartali.

Molti studenti hanno scelto questa traccia perché, è opinione diffusa e condivisa, lo sport è un grande collante sociale in questa nostra nazione così litigiosa per tutto e così unita, spesso purtroppo, dalla perdita di decoro evidente addirittura nell’abbigliamento dei nostri politici… le stesse tracce dell’esame sono state strumentalizzate per fare polemica, quando invece le trovo di un valore culturale unico.

Italia - Brasile - Mondiali di calcio femminile 2019 - Photo by Getty Images
Italia – Brasile – Mondiali di calcio femminile 2019 – Photo by Getty Images

Ebbene, se solo lo scorso anno la mancata partecipazione della Nazionale maschile ai Mondiali aveva generato una disaffezione popolare verso il nostro Tricolore, quest’anno la situazione è ben diversa perché Roberto Mancini, subentrato alla disastrosa gestione di Ventura, ha pian piano ricostruito una rosa fatta di giovani e, nonostante le difficoltà ancora presenti, il calcio italiano è in ripresa.

E non esagero se affermo che in questa ripresa, forse, la Nazionale femminile ha fatto da traino. La coincidenza, poi, ha voluto che Milena Bertolini sia di Reggio Emilia, la città dove nasce la bandiera italiana nel 1877 contestualmente alla fondazione della Repubblica Cispadana. E lei ci tiene molto a farsi portavoce, sul campo, dell’unità nazionale.

E, del resto, sabato scorso (22 giugno) la Nazionale maschile under 21 ha giocato proprio a Reggio Emilia (al Mapei Stadium-Città del Tricolore) la partita contro il Belgio valida per la qualificazione alle semifinali dell’Europeo under 21 (il passaggio degli Azzurrini alla fase successiva non è ancora certo al momento, nonostante la vittoria contro la squadra belga; dipende infatti dai risultati delle gare previste stasera).

Ricordo che, in questa estate così piena di eventi calcistici, la competizione delle Nazionali europee under 21 si svolge in Italia. E anche ospitare eventi sportivi credo possa aiutare la nostra bella Italia a risorgere! Per avere contezza di tutto il panorama calcistico del momento e di altro potete cliccare QUI.

Perché tutto questo sia però ancora più bello serve il riconoscimento dello status di professioniste alle calciatrici italiane; sui quotidiani se ne parla continuamente in questi giorni, ma il tema è certamente vecchio.

Tuttavia, a mio parere, il fatto stesso che se ne discuta è positivo. Sta a chi si occupa del settore, poi, approfittare del momento particolarmente propizio a tali dibattiti, e trasformarli in esigenze e risultati permanenti.

Buon calcio a tutte e a tutti: domani tutti a tifare Italia!

Ad maiora!

 

Written by Filomena Gagliardi

 

 

 

 

 

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