“Cleopatra. La regina che sfidò Roma e conquistò l’eternità” di Alberto Angela: come in un salotto televisivo

“Cleopatra. La regina che sfidò Roma e conquistò l’eternità” di Alberto Angela: come in un salotto televisivo

Mag 15, 2019

 “Cleopatra: Se veramente è amore, dimmi quanto.

Antonio: Ben misero è l’amore che può essere calcolato.

Cleopatra: Traccerò dei confini entro cui essere amata.

Antonio: E allora dovrai cercare un nuovo cielo, una nuova terra.”

William Shakespeare, Antonio e Cleopatra

Cleopatra. La regina che sfidò Roma e conquistò l’eternità

Tempo fa, chiesi a delle persone, che ebbero la benevolenza di starmi ad ascoltare, di rispondere alla stessa domanda che ora porgo a chi mi sta leggendo: “Chi era Cleopatra VII Filopatore?

Sulle prime qualcuno dei presenti non ha capito di chi stessi parlando ma poi ho trasformato la nomenclatura ufficiale in un solo nome: Cleopatra. Qui, qualcuno ha alzato lo sguardo con gli occhi colmi di vivacità, alcuni con malizia e altri con lo sguardo di chi la sa lunga su colei che indossava il suo nome come una tunica che le sottolineava le curve.

Chi era questa donna che con la sua sola esistenza ha catalizzato la storia e tutto l’immaginario di coloro che sono venuti dopo di lei.

Feci quella domanda perché avevo avuto un sogno: spiegare l’umanità di una donna che è passata alla storia come la donna che conquistò il favore romano usando la seduzione come arma.

Per fortuna, i sogni sono contagiosi e qualcun altro ha avuto questo sogno con me e ha pensato di scrivere un libro.

Tra le pagine ho scoperto alcuni aspetti che nella mia ricerca dell’umanità di questa regina non avevo valutato e ne sono felice. Se il mio sogno non fosse stato anche quello di un famoso autore, ora, non avrei potuto arricchire il mio punto di vista sull’ultima regina d’Egitto e sulla fine dell’età iniziata da Alessandro Magno.

Vi starete chiedendo di quale autore io stia parlando, lo so, ma sono convinta anche che molti lo sappiano già.

Cleopatra. La regina che sfidò Roma e conquistò l’eternità” (Harper Collins Italia) è scritto da Alberto Angela e, come immagino, sia la regina che l’autore non hanno bisogno di presentazioni.

Il tono del libro è quello leggero ma colmo di enfasi e di inviti di Angela. Immaginate di essere nel suo salotto televisivo, egli è fedele a se stesso e non aspetta altro che mostrarvi, tenendovi per mano, quello che vuole farvi vedere.

I tramonti di Roma, quelli di Alessandria, gli amori e le lotte che si susseguirono in quegli anni in cui la Regina Cleopatra fu al potere.

La vedrete muoversi nei corridoi, parlare con le sue ancelle e guardarvi con ria di sfida. Lei sa chi è mentre voi, in realtà, sapete solo ciò che ella ha voluto farvi vedere o quello che la gente dice su di lei.

Ho un altro ricordo, proveniente dai miei anni di università, il mio docente di Storia Greca mi chiese di parlargli delle Donazioni di Alessandria, il suo intento non era quello di ascoltare cosa fosse accaduto storicamente, voleva sapere chi vedevo davanti a me se guardavo Marco Antonio e la regina seduta di fianco a lui. Voleva che li osservassi, li capissi e poi, solo in seguito, parlassi di cosa venne deciso quel giorno, per l’Egitto, per la cultura Ellenistica e per Roma.

In questo libro Alberto Angela sta facendo lo stesso con voi, lo pennella davanti ai vostri occhi avvalendosi di immagini verosimili e ricostruzioni che nascono dalle fonti in nostro possesso, vi sta invitando a guardare la storia che vi passa accanto. Cleopatra non vi avrebbe teso la mano per mostrarvi il suo cuore, quindi potete approfittare di questa opportunità.

Come Angela scrive, Cleopatra non è solo una donna piacevole d’aspetto (i canoni di bellezza che dovete usare non sono quelli con cui giudichereste Liz Taylor o Vivienne Leigh ma quelli dell’epoca in cui Cleopatra visse) ma è intelligente, scaltra e carismatica: Lei è una Regina, l’ultima dei Tolomei e dei faraoni, ed è la protagonista e catalizzatrice degli eventi che accaddero durante la sua vita.

Alberto Angela a Cuneo – Photo by Francesco Doglio

Angela ripercorre la vita di Cleopatra partendo dalle vicissitudini di suo padre Tolomeo XII Aulete, passando per Cesare con la fine della Repubblica Romana, per sfociare nel rapporto con Marco Antonio che tanto ha simboleggiato per la letteratura e il cinema mondiale.

Non lasciatevi ingannare, Cleopatra era una donna ma non un’ingenua. Era una statista, tenetelo a mente, con la responsabilità di un enorme regno, che sotto di lei raggiunse un’estensione maestosa, ricco e desiderato da tutti; un intero popolo a cui pensare e il peso di una responsabilità che le gravava addosso come erede di quel regno che Alessandro Magno aveva reso greco.

Cesare fu il suo amante, forse i suoi sentimenti furono sinceri ma le garantì la vita e il trono.

Marco Antonio fu, forse, anche qualcosa di più che un amante ma portò con sé: sicurezza e terre.

Entrambi furono padri dei suoi figli, entrambi la consegneranno alla Storia.

Ottaviano fu colui che distrusse il suo mondo ma quello che è certo è che se lei non fosse esistita nulla di quello che è successo sarebbe avvenuto. Se lei non fosse stata la Donna, unica e moderna che era, in un mondo patriarcale e comandato da uomini, nulla sarebbe come lo conosciamo.

Cleopatra tenne il mondo in pugno per 14 lunghi anni. Mentre il suo corpo veniva preparato per l’aldilà, Ottaviano di preparava a diventare Augusto e lo immagino che osserva la sua immagine allo specchio conscio che non sarebbe potuto accadere se Cleopatra, vestita con una delle sue bianche tuniche da sacerdotessa, non avesse fatto sfoggio della sua intelligenza e delle sue capacità sullo scacchiere mondiale.

Se quegli occhi, profondi come l’infinito, non avessero desiderato di vedere l’orizzonte, il mondo non sarebbe come lo conosciamo.

“Si è detto che Cleopatra ha conquistato Roma seducendo i suoi condottieri. No, lei in realtà alla fine è stata sconfitta da Roma, lo abbiamo visto. Tuttavia l’ha conquistata in un altro modo: come donna. È stata sconfitta come regina, ma ha vinto come donna.

Così la storia la ricorderà per sempre”

 

Written by Altea Gardini

 

 

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