FEFF 2019: Sezione Competition – “A Home with a View” di Herman Yau

FEFF 2019: Sezione Competition – “A Home with a View” di Herman Yau

Mag 5, 2019

L’ultimo film selezionato da Oubliette Magazine in questa 21esima edizione del Far East Film Festival di Udine, la quarta consecutiva in orgogliosa web media partnership, è una première festivaliera internazionale firmata da uno dei registi più prolifici del cinema sino-hongkonghese, quell’Herman Yau che i nostri lettori hanno avuto modo di conoscere due anni or sono grazie all’energetico “Shock Wave”.

A Home with a View di Herman Yau

Profondamente diverso nei toni e nella tematica è A Home with a View, in cui nessun eroe propriamente detto si schiera contro le forze del male: nondimeno l’opposizione esiste e vede coinvolta una famiglia come tante, chiassosa e spassosa, costretta in un appartamento troppo piccolo per garantire un buon grado di riservatezza ad ognuno, tanto meno al nonno claudicante, unico superstite della generazione precedente che pur di non pesare sulle deboli finanze dei parenti si butterebbe giù da un ponte.

Bisticci insulsi, gelosie infondate e predicozzi consuetudinari sono all’ordine del giorno, fino al momento in cui, d’un tratto, si ritrovano tutti uniti ad affrontare una comune minaccia: lo scorcio sul placido mare che regalava la finestra dell’abitacolo, sola consolazione certa di un’esistenza tollerata pelo pelo, è stato oscurato dall’ingombrante presenza di un cartellone pubblicitario eretto sul cornicione del tetto antistante.

L’intero arco narrativo è quindi devoluto alla semplice e pura descrizione dei molti piani, via via sempre più improbabili, attuati dai protagonisti sia con le buone che con le cattive al fine di rimuovere l’ostacolo, peraltro responsabile di una pesante svalutazione subita dalla loro dimora; il querelato dal canto suo si difende in maniera altrettanto fantasiosa (ora appellandosi banalmente alla pop art di Andy Warhol, ora dimostrando consapevolezza di quale sia l’arbitrio garantito dalla legge) e mantiene a lungo un atteggiamento fiero, mai sopra le righe.

Non si può dire altrettanto dei bizzarri dialoghi messi in bocca ai vari personaggi, ciascuno distinto da precisi tratti esasperati (il passo dalla sit-com si direbbe breve): dialettiche che riescono certo, e non di rado, a strappare la risata, in alcuni casi dando forma a intuizioni quasi sofisticate, di sicuro le più godibili, ma per la maggiore rischiano di suonare troppo forzate anche per un genere così disimpegnato e al tempo stesso non dichiaratamente demenziale.

A Home with a View di Herman Yau

Perlomeno è questa l’impressione, dettata da un gusto occidentale duro a scalfirsi, che si ha di una commedia virata sul nero solo negli ultimi esilaranti minuti: quando le battute non sconfinano nel risibile tanto da assorbire (e non ripagare davvero) l’attenzione accordata, è pure possibile avvedersi di come l’origine teatrale del soggetto permetta uno sfruttamento intelligente degli spazi del profilmico, coi quali riesce spontaneo e piacevole familiarizzare.

 

Voto al film

 

 

 

Written by Raffaele Lazzaroni

 

 

Info

Rubrica Far East Film Festival

Recensione “Shock Wave”

 

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