“La danza dell’orologio” di Anne Tyler: un’umanità al di fuori degli schemi consueti

“Quando le aprì la porta, suo padre aveva un’espressione addolorata. Gli occhi, dietro gli occhialini con la montatura a giorno, sembravano di un azzurro più pallido, prima del consueto scintillio, e si passava il palmo della mano sulla testa calva con quel gesto lento e incerto tipico di quando qualcosa l’aveva deluso…”

La danza dell’orologio

Sviluppato su piani temporali diversi La danza dell’orologio di Anne Tyler è stato pubblicato nel 2018 da Guanda editore. Ed è romanzo incentrato sulle dinamiche interne alla famiglia come su quelle interpersonali; speculazioni care alla scrittrice americana, fra le più apprezzate del panorama letterario americano, e non solo.

“Per cena ci furono toast al formaggio e piselli. Willa mangiò in silenzio, con lo sguardo nel piatto, mentre Elaine e il padre parlarono per tutto il tempo con voci decisamente troppo allegre…”

Willa ed Elaine sono due bimbe che fanno parte di un nucleo familiare un po’ bizzarro. Soprattutto è la loro mamma a dare segni di non completa stabilità, concentrata sulle frivolezze della vita più che sulle cose importanti, e pronta a lasciare le figliolette in custodia del marito ogni qualvolta senta il desiderio di allontanarsi da casa. Per farvi però ritorno nell’immediatezza dei giorni successivi.

Completamente all’opposto è il padre, uomo buono e pronto a perdonare alla moglie ogni tipo di sciocchezza, e a nascondere la complessa realtà famigliare alle ragazzine.

La narrazione prosegue presentando le ragazzine dieci anni dopo, già cresciute e con progetti futuri ben delineati, pronti a farsi realtà.

Willa, che denota una evidente stabilità emotiva è inserita in un contesto scolastico proficuo, ed è fidanzata con Derek; mentre Elaine è una ragazza ancora alla ricerca di se stessa. Si veste in modo stravagante come stravaganti sono i suoi atteggiamenti anticonformisti che la sorella non riesce a comprendere. È inevitabile, quindi, un loro allontanamento.

La scelta di Derek di sposare Willa sarà precipitosa, e la giovane si vedrà costretta ad abbandonare gli studi e una promettente carriera accademica, perché impegnata con due maternità. Anche in questo caso, come spesse volte le è accaduto, Willa ha permesso ad altri di decidere al posto suo.

“La madre non li accompagnò all’aeroporto. Elaine sì, stranamente, ma non fece molta differenza, dato che non aprì bocca per tutto il tragitto e rimase stravaccata sul sedile anteriore, ancora in pigiama e maglione oversize, a guardare fuori dal finestrino. Solo quando si fermarono davanti al terminal disse: ciao ragazzi…”

Raggiunta la maturità, a Willa il modello di donna affidabile e perfetta che gli altri le hanno cucito addosso, diverso da quello appartenuto alla propria madre, le va stretto. Non le corrisponde più. E finalmente ha l’occasione, alquanto imprevista, di fare una scelta propria, anche contraddicendo il secondo marito che non vorrebbe gettarsi in una occasionale avventura.

Willa decide di aprirsi a nuovi legami capitati per caso, e si trova, ben contenta di ciò, a relazionarsi e a convivere con gente di cui, fino a poco prima, non conosceva neppure l’esistenza.

“A volte Willa aveva la sensazione di aver passato metà della sua vita a chiedere scusa per il comportamento di un uomo. Più di metà della sua vita, in realtà. Prima Derek e poi Peter, sempre avanti a spada tratta, con lei al seguito a raccogliere i pezzi, chiedere scusa, spiegare…”

Quella che Willa si trova a vivere è una realtà nuova, sconosciuta, ma che la appassiona, così affezionata alle persone con cui condivide per un certo periodo la sua vita.

La donna si trova a suo agio con gente che le è estranea, perché entra a far parte di un mondo pittoresco, eccentrico, diverso da quello con cui è abituata a confrontarsi.

Willa apprezza e non giudica quei personaggi estrosi e bizzarri che popolano la trama del romanzo, anzi si inserisce con facilità fra loro, forse, per il suo desiderio recondito di rimanere lì a lungo.

La realtà vissuta da Willa è così ben descritta che cattura l’attenzione del lettore dalla prima all’ultima parola del romanzo. Perché quella di Willa è senz’altro un’esperienza preziosa, ricca di nuove amicizie, e sollecitata dal fatto di essere utile ai bisogni degli altri. D’altra parte l’altruismo è sempre stata la sua caratteristica più manifesta.

Anne Tyler

Anche in questo libro Anne Tyler non smentisce di essere la scrittrice di talento che ha sempre dimostrato essere. Le sue descrizioni, a volte fin troppo minuziose, hanno una loro funzione nel contesto del canovaccio tracciato dall’autrice. Mettono in luce un universo particolare, anomalo, dove ogni cosa trova poi il giusto incastro.

Con la sua consueta abilità Anne Tyler descrive un’umanità al di fuori degli schemi consueti, una quotidianità da definirsi ai limiti della cosiddetta normalità. Semmai si possa dare una definizione di cosa sia o non sia la normalità.

“In un modo o nell’altro la permanenza di Willa a Baltimora si era protratta senza che lei se ne accorgesse. La stanza degli ospiti aveva assunto quell’aspetto definitivo, vagamente trasandato, che sa di casa; le persone che incontrava durante la passeggiata del mattino la salutavano con un sorriso; l’uomo che passava davanti alla casa due volte al giorno trascinato dai suoi tre cagnolini Westies aveva cominciato a fare commenti sul tempo e il coniglio di pezza all’incrocio finalmente era stato recuperato dal proprietario, o altrimenti eliminato con discrezione…”

Eccellente il tratteggio dei personaggi che, con i loro tic e le loro idiosincrasie, sono raccontati con una verosimiglianza tale da offrire al lettore uno spaccato di una famiglia americana sui generis.

Da aggiungere il contesto ambientale dello sviluppo narrativo, significativo, pur nella semplicità delle rappresentazioni, tale da partecipare il lettore alla realtà che appartiene ai personaggi del romanzo.

Raccontato con un’ironia di fondo, così tipica dell’autrice, il finale è intriso però da una sorta di amarezza. Soprattutto in occasione del commiato, quando Willa avverte solitudine e nostalgia per tutto ciò che inaspettatamente ha avuto in dono.

 

Written by Carolina Colombi

 

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