Selfie & Told: il duo Yes/se:f racconta il singolo “Provare”

“Ci vuole una voce bella per essere all’altezza/ ci vuole una voce nuova per la mia insicurezza/ e cosa sono adesso se ti parlo di quello/ che non può cambiare/ ci provo un’altra volta giuro che poi smetto/ perché non voglio più provare da zero ripartire/ e stare attento se posso farmi male/ io non ci voglio più provare/ lo hai sempre detto tu che è quasi meglio quello che non so fare non lo so fare//[…]” “Provare”

Yes/se:f

Yes/se:f è il duo Synth-Pop italiano attivo dal 2015 formato dai palermitani Salvo Cascio e Fabrizio Fortunato.

Salvo e Fabrizio sono due musicisti molto conosciuti nell’”ambiente” palermitano. Fabrizio ha fatto parte di due gruppi molto importanti per la scena post rock palermitana, i “Fiuel” e successivamente i “Cum Moenia” questi ultimi attivi fino al 2014. Fabrizio è un “Maestro di Musica” laureato con 110 e lode al conservatorio “Vincenzo Bellini” di Palermo.

Salvo è invece un polistrumentista noto in città per il suo lavoro di Tecnico del suono e Recording Artist. La sua passione è l’audio in tutte le varie sfumature. Dal 2000 al 2013 vive a Milano, studia alla SAE lavorando in alcuni studi di registrazione come Fonico e successivamente in alcuni dei più importanti studi di doppiaggio del panorama milanese. Nel 2013 decide di trasferirsi a New York dove rimane 3 anni al servizio di prestigiosi studi di registrazione come il “Blast Off” e viene poi assunto come fonico residente dal “Blue Note” per alcuni locali del circuito come “Subrosa”, Caffè wha? e altri locali come “The Parkside lounge” e “Piano’s”.

Salvo è noto anche per il suo lavoro di Mastering engineer con più di 50 dischi masterizzati nel corso degli anni compreso “Prima del Sonno” l’album d’esordio di Yes/se:f.

Salvo e Fabrizio si incontrano nel 2014 durante il mastering del disco dei “Cum Moenia” e decidono di mettersi insieme, inizialmente per comporre canzoni strumentali.

È stato un caso che si provasse la voce, io ero al Ruderec (vedi nostro studio di produzione musicale) e Salvo a NY e aspettavo ogni giorno le mie 3 del pomeriggio (da lui le 9 am) per parlare su Skype di come procedeva la produzione e una volta gli mandai la prova della voce che avevo fatto su una base appena scritta, era “rima del sonno” è nato tutto cosìdice Fabrizio sul momento in cui ha iniziato a usare la voce come strumento.

Oggi per l’occasione della rubrica Selfie & Told Salvo ha raggiunto telefonicamente Fabrizio che si trova ad Amsterdam e gli ha fatto 10 domande: Signore e signori questi sono gli Yes/se:f.

 

Y.: Ciao Fabbry come stai?

Yes/se:f: Ciao Salvo, sto benone e sono ad Amsterdam, così, tanto per dire…

 

Y.: Come procede il lavoro?

Yes/se:f: Il lavoro procede bene, abbiamo pronto un altro disco, altre 10 canzoni. Ancora non sappiamo esattamente quando uscirà e stiamo valutando alcune proposte. Sarà un lavoro leggermente diverso da “Prima del Sonno” dove la direzione era forse più “intimistica”. Abbiamo voluto alleggerire un po’ i temi in questo nuovo disco a beneficio di una maggiore immediatezza. “Provare” in questo senso rappresenta a grandi linee la direzione del nuovo lavoro.

 

Y.:Provare” dunque è una “finestra” sul nuovo lavoro discografico?

Provare Yes/se:f

Yes/se:f: Provare è il singolo!!! Un brano che scorre veloce ma che allo stesso tempo innesca una riflessione. Personalmente credo che rappresenti un nuovo inizio, il momento in cui ci si rende conto che si può cambiare pur rimanendo fortemente se stessi.

 

Y.: Cosa pensi della musica italiana?

Yes/se:f: La musica italiana… a volte è bella, a volte un po’ meno ed è sempre una questione di gusti. Mi piace l’idea che l’Indie e quel tipo di sonorità stiano in un certo senso diventando “attitudine”. Ultimamente sto ascoltando molto i Coma_Cose: mi piace molto l’incontro del Rap con melodie e liriche un po’ più distaccate dall’idea del rap stesso.

 

Y.: Cosa pensi della scena palermitana?

Yes/se:f: La scena Palermitana è davvero interessantissima. Palermo non dà la percezione di essere in una metropoli, per cui i vari progetti musicali lì senti più o meno vicini e ad alcuni ti affezioni, cogli le speranze, la voglia di poter dire la propria, l’appartenenza a qualcosa che può esistere soltanto se si continua a correre lungo il viaggio.

 

Y.: Di cosa parli nelle tue canzoni?

Yes/se:f: Parlo di me, di noi e spero anche degli altri. Scrivo le canzoni per dare un’immagine concreta e perché no magari anche migliore delle inquietudini, paure, speranze e consapevolezze che ogni giorno ci passano per la testa.

 

Y.: Come nascono le vostre canzoni?

Yes/se:f: Le canzoni nascono generalmente da un giro al piano o da un giro alla chitarra, le scrivo su un piccolo taccuino dove annoto pensieri e accordi.

 

Y.: Quali sono le tue canzoni preferite?

Yes/se:f: Le mie canzoni preferite sono troppe, ma tra tutte me ne viene in mente spesso una dei Depeche Mode, come se volesse dirmi qualcosa di importante: “Walking in my shoes”.

 

Y.: Come nasce il vostro nome?

Yes/se:f

Yes/se:f: Quando abbiamo iniziato a suonare insieme non volevamo perdere tempo a cercare il nome giusto per le canzoni che componevamo. Eravamo arrivati già a quota 13 canzoni ed erano tutte chiamate SF dunque da SF1 a SF13. In più inizialmente le composizioni erano per lo più strumentali con evidente fatica da parte di Salvo a ricordare con precisione i “temi” delle varie composizioni. Dicevo eravamo arrivati dunque a SF13 e a quel punto ci è venuto il dubbio del “come ci chiamiamo?”. Abbiamo optato per continuare a usare quella dicitura e quindi abbiamo cercato un modo per fare entrare SF anche nel nome del progetto. La risposta a questa domanda è in realtà una formula matematica che però senza questa premessa sarebbe risultata difficile da “dimostrare”. Dunque ecco a voi “Gli S F”, ossia GLI ESSEEFFE, quindi Y ES/SE: F, all’italiana “SI S(alvo)eF(abrizio)”.  

 

Y.: Dimmi perché devo ascoltare gli Yes/se:f.

Yes/se:f: Yes/se:f nasce dall’esigenza di comunicare bellezza. In questo momento storico dove alcune canzoni hanno come testo parole di deglutizione o di risate o addirittura parole di scherno e violenza o peggio ancora si appellano al mondo femminile con epiteti terrificanti, noi crediamo ancora nella bellezza e nell’utilizzo dell’italiano come miglior linguaggio per esprimere i nostri sentimenti.

Yes/se:f lo puoi cantare in faccia alla tua amata ridendo.

Yes/se:f lo puoi ballare, ma soprattutto lo puoi “sentire”.

Lavoriamo costantemente sulla scelta della parola giusta per dare un significato ancora più profondo alle migliaia di ore passate davanti ai nostri sentimenti. Cerchiamo di dire qualcosa che possa essere uno spunto di riflessione per tutti. Ora tocca a te!

 

“[…] Ci vogliono le storie nuove ed essere costante/ ci vuole chi ci inganna ancora per non vedere niente/ e cosa siamo adesso se parliamo di quello che non può cambiare/ è meglio un aereo per dimenticare perché non voglio più provare da zero ripartire e stare/ attento se posso farmi male io non ci voglio più provare/ lo hai sempre detto tu che è quasi meglio quello che non so fare non lo so fare più.” “Provare”

 

Written by Yes/se:f

 

 

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