“Il nichilismo europeo” di Friedrich Nietzsche: ovvero il frammento di Lenzerheide

“Il nichilismo europeo” di Friedrich Nietzsche: ovvero il frammento di Lenzerheide

Apr 12, 2019

“Come penserebbe un tale uomo all’eterno ritorno?” – Friedrich Nietzsche

 

Il nichilismo europeo di Friedrich Nietzsche

Giugno 1887, il nostro Friedrich Nietzsche (Röcken, 15 ottobre 1844 – Weimar, 25 agosto 1900) si trova nella località svizzera Lenzerheide ‒ ivi resterà per quattro giorni ‒ e nella solitudine di un villaggio di montagna scrive su un taccuino sedici punti che portano avanti interrogazioni sull’uomo, sull’Europa e sul nichilismo.

Il frammento di Lenzerheide è stato trovato in uno dei tanti quaderni di appunti, isolato tra annotazioni occasionali ma apparve subito di fondamentalmente importanza per concepire i temi principali della filosofia matura del grande filosofo.

Il testo ha dato prova delle svariate manipolazioni che nel corso degli anni si sono fatte. Martin Heidegger, infatti, si lamentava su come i testi di Nietzsche fosseroaccozzati e mescolati l’uno con l’altro, in maniera arbitraria e sconsiderata, ragionamenti di periodi completamente diversi e che stanno su piani e prospettive diversi del domandare”.

“Il nichilismo europeo” arriva in un momento in cui lo stesso Nietzsche, in una lettera del 20 maggio 1887 al compositore tedesco Heinrich Köselitz (conosciuto con lo pseudonimo Peter Gast, conferitogli dallo stesso Nietzsche), è in uno stato d’animo pregno di sconforto. Infatti scrive:Sono tanto instabile che una tempesta notturna potrebbe facilmente portarmi via. Mi sono inerpicato molto in alto, e sempre in prossimità del pericolo ‒ ma senza risposta alla domanda: in che direzione?”

Peter Gast è ricordato anche come destinatario di un “biglietto della follia”, propriamente una lettera di una serie inviate dalla Posta centrale di Torino a partire dal 3 gennaio 1889 (due anni dopo la stesura de “Il nichilismo europeo) in cui grafia, abbreviazioni e salti di lettere compromettono la facile comprensione. La data è indicativa della prima crisi in pubblico mentre si trovava in piazza Carignano (abbracciò piangendo un cavallo fustigato a sangue dal cocchiere). Taluni la chiamano “crisi di follia”, altri “connessione con il tutto”, “compassione”.

Una discesa agli inferi della décadence e del nichilismo europeo che vede come guida lo scrittore e saggista francese Paul Bourget (Amiens, 2 settembre 1852 – Parigi, 25 dicembre 1935) e lo scritto del 1883 “Essais de psychologie contemporaine” nel quale si difendeva dalla sterile accusa di pessimismo la corrente della décadence (mal du siècle), dipinge la società del tempo come priva di un credo, e dunque illustra la “bancarotta della scienza”, il cosmopolitismo, il dilettantismo, la diffusione del buddhismo.

Nietzsche ha subito il fascino del confronto tra il nichilismo occidentale ed il nichilismo russo nonché il domandarsi di Bourget ‒ considerando i tormenti dell’agonia metafisica di autori come Baudelaire, Renan, Flaubert, Stendhal, Taine ‒: “Quali germi di morte errano invisibili nell’atmosfera della nostra civiltà perché i migliori tra noi presentino il fenomeno di un appetito del niente pari a quello dei seguaci delle più cupe dottrine dell’Estremo Oriente?

Si è deciso di presentarvi “Il nichilismo europeo” selezionando alcune parti dei sedici punti, ma si consiglia vivamente di leggere l’intero frammento su edizione Adelphi che presenta, oltre ad un’ottima traduzione di Sossio Giametta e parte critica di Giuliano Campioni, la riproduzione dell’autografo e la trascrizione.

 

Lenzerheide ‒ 10 giugno 1887

1.

Quali vantaggi offriva l’ipotesi della morale cristiana?

1. conferiva all’uomo un valore assoluto, in contrasto con la sua piccolezza e casualità nella corrente del divenire e dello scomparire;

2. serviva agli avvocati di Dio, in quanto lasciava al mondo, nonostante il dolore e il male, il carattere della perfezione ‒ compresa quella libertà ‒ il male appariva pieno di senso;

3. stabiliva nell’uomo un sapere intorno ai valori assoluti, dandogli così, proprio per le cose più importanti, conoscenza adeguata;

impediva all’uomo di disprezzarsi in quanto uomo, di prendere partito contro la vita, di disperare del conoscere: era un mezzo di conservazione; insomma: la morale era il grande antidoto contro il nichilismo teorico e pratico.

 

4.

Friedrich Nietzsche

Ma le posizioni estreme non vengono scalzate da posizioni moderate, bensì da altre a loro volta estreme, ma opposte. E così la credenza nell’assoluta immoralità della natura, nella mancanza di scopo e di senso è la passione psicologicamente necessaria quando non si può più sostenere la fede in Dio e in un ordine essenzialmente morale. Il nichilismo appare ora non perché il disgusto per l’esistenza sia maggiore di prima, ma perché si è diventati riluttanti a vedere un senso nel male e nell’esistenza stessa. Una interpretazione è tramontata; ma poiché vigeva come la interpretazione, sembra che l’esistenza non abbia alcun senso, che tutto sia invano.

 

5.

Che questo invano sia il carattere dell’attuale nichilismo rimane da dimostrare. La diffidenza per i nostri precedenti giudizi di valore si rafforza fino a esprimersi nell’interrogativo: Non sono forse tutti i valori allettamenti con cui la commedia si prolunga, senza però avvicinarsi in alcun modo a una soluzione?

La durata, con un invano, senza fine e scopo, è il pensiero più paralizzante, in particolare quando si capisce che si viene presi in giro senza avere la forza di non farsi prendere in giro.

 

9.

La morale ha dunque protetto la vita dalla disperazione e dal salto nel nulla presso quegli uomini e quelle classi che sono stati violentati e oppressi da altri uomini: giacché è l’impotenza nei confronti degli uomini, e non l’impotenza nei confronti della natura, che genera la più disperata amarezza nei riguardi dell’esistenza.

La morale ha trattato come nemici coloro che detenevano il potere, i violenti, i signori in genere, dai quali l’uomo comune doveva essere protetto, cioè anzitutto incoraggiato, rafforzato.

La morale ha quindi insegnato a odiare e a disprezzare nel modo più profondo quella che è la caratteristica fondamentale dei dominatori: la loro volontà di potenza.

Abolire, negare, dissolvere questa morale: ciò significherebbe conferire all’istinto più odiato un sentimento e una valutazione opposti. Se il sofferente, l’oppresso perdesse la fede nell’aver il diritto di disprezzare la volontà di potenza, entrerebbe nello stadio della più nera disperazione.

Ciò avverrebbe se questo carattere fosse essenziale alla vita, se risultasse che anche in quella volontà di morale è camuffata solo questa volontà di potenza, che anche quell’odio e quel disprezzo è ancora una volontà di potenza.

L’oppresso si renderebbe conto di stare sullo stesso piano dell’oppressore, e di non aver alcun privilegio né rango superiore rispetto all’altro.

 

12.

Il nichilismo come sintomo del fatto che i disgraziati non hanno più nessuna consolazione; che distruggono per essere distrutti; che, svincolati dalla morale, non hanno più nessuna ragione per rassegnarsi ‒ che si pongono sul piano del principio opposto, e a loro volta vogliono la potenza, costringendo i potenti a essere i loro carnefici. È la forma europea del buddhismo, il far no, dopo che ogni esistenza ha perduto il suo senso.

 

15.

Quali uomini si riveleranno allora i più forti?

I più moderati, quelli che non hanno bisogno di articoli di fede estremi, quelli che non solo ammettono, ma amano buona parte di caso, di assurdità, quelli che sanno pensare all’uomo con una notevole riduzione del suo valore, senza per questo diventare piccoli e deboli: i più ricchi di salute, quelli che sono all’altezza della maggior parte delle disgrazie, e che quindi non hanno tanta paura delle disgrazie ‒ gli uomini che sono sicuri della loro potenza, e che rappresentano con consapevole orgoglio la forza raggiunta dall’uomo.

 

16.

Come penserebbe un tale uomo all’eterno ritorno?

 

 

Bibliografia

“Il nichilismo europeo ‒ Frammento di Lenzerheide” di Friedrich Nietzsche, Adelphi, 2006 (curato da Giuliano Campioni, traduzione di Sossio Giametta)

 

Commenta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: