Donne contro il Femminicidio #54: le parole che cambiano il mondo con Mariarosaria Conte

Le parole cambiano il mondo. Attraversano spazio e tempo, sedimentandosi e divenendo cemento sterile o campo arato e fertile.

 

Femminicidio

Per dare loro il massimo della potenza espressiva e comunicativa, ho scelto di contattare, per una serie di interviste, varie Donne che si sono distinte nella lotta contro la discriminazione e la violenza di genere e nella promozione della parità fra i sessi.

Ho chiesto loro, semplicemente, di commentare poche parole, che qui seguono, nel modo in cui, liberamente, ritenevano opportuno farlo. Non sono intervenuta chiedendo ulteriori specificazioni né offrendo un canovaccio.

Alcune hanno scritto molto, raccontando e raccontandosi; altre sono state sintetiche e precise; altre hanno cavalcato la pagina con piglio narrativo, creando un discorso senza soluzione di continuità.

Non tutte hanno espresso opinioni univoche, contribuendo, così, in modo personale alla “ricerca sul campo”, ma tutti si sono dimostrati concordi nell’esigenza di un’educazione sentimentale e di una presa di coscienza in merito a un fenomeno orribile contro le donne, che necessita di un impegno collettivo.

Oggi è il turno, per Donne contro il Femminicidio, di Mariarosaria Conte, scrittrice napoletana che insegna nella Scuola Primaria dopo aver abbandonato la carriera in ambito legale.

Ha partecipato alla raccolta “Il dolore del Silenzio”, contest letterario organizzato dalla casa editrice Edizioni Mea, con la collaborazione del giornale SenzaLinea e di Graficaservice.it, dedicato alla violenza, fisica, psichica, ossessiva.

 

Femmina

Sono una donna, le mie due figlie sono donne, mia madre, cuore della nostra casa, è una donna. Il termine femmina nel mio vocabolario personale è stato sempre associato alla specie animale. Per quasi tutta la mia vita, ho pensato alla parola femmina come all’essere vivente che produce gameti femminili di animali: la femmina del cane, del merlo, della capra… Poi, dopo la nascita del mio terzo figlio, mentre giacevo distrutta e semiaddormentata nel letto d’ospedale, sentii il mio ginecologo parlare con un tirocinante riferendosi a me e alle donne come me, quindi in particolare alle gestanti, come a delle femmine. Lui elogiava se stesso perché, a differenza di altri dottori, era disposto ad aspettare una femmina durante il travaglio. Cito testualmente: “Nessuno più è disposto ad aspettare una femmina che partorisce. Con il cesareo si risolve subito tutto. Per un parto spontaneo ci vuole pazienza, devi sentire quella che urla e si dimena, attendere la dilatazione… Ti consiglio sempre un po’ di ossitocina, la femmina soffre un po’ in più, c’è il rischio di una lacerazione, ma sempre meglio dell’operazione e ti sbrighi molto prima». A trentacinque anni mi resi conto che, molto probabilmente, quasi la metà del mondo, l’altra metà, non mi vedeva come una donna, ma come una femmina, un individuo da riproduzione.

 

Femminismo

Mariarosaria Conte

Il Femminismo è un movimento di rivendicazione dei diritti economici, civili e politici delle donne, questa la definizione del vocabolario Treccani. Nel mio vocabolario personale il femminismo è coraggio: quello che ogni giorno dimostrano le donne facendo il doppio, a volte il triplo del lavoro degli uomini, senza mai lamentarsi, mai!

 

Femminicidio

Con la mia scuola abbiamo partecipato ad un progetto dal nome “La Panchina rossa”: è un percorso di sensibilizzazione e di informazione lanciato dagli Stati Generali delle Donne e rivolto ai Comuni, alle Associazioni, alle Scuole e alle Imprese di tutta Italia. la richiesta è quella di installare una panchina rossa in ogni Comune, come monito contro la violenza sulle donne e in favore di una cultura di parità. Tale progetto è stato lanciato proprio in vista del 25 novembre, giornata internazionale contro la violenza sulla donna. Ai Comuni italiani si chiedeva di trovare una location significativa, magari centrale oppure con un senso speciale per il Comune di riferimento, dove mettere una panchina verniciata di rosso, colore che ormai si riferisce pienamente ad ogni campagna di sensibilizzazione contro i femminicidi e in favore delle pari opportunità. Per poter partecipare a tale progetto ho dovuto, inevitabilmente, spiegare ai miei alunni la parola femminicidio. La verità è che questa parola, come altre che indicano orrori inenarrabili della storia dell’umanità, non si può spiegare, quindi, nel mio vocabolario personale la parola femminicidio non può esistere.

 

Educazione sentimentale

Sono un’insegnate che scrive per lo più per giovani e bambini. I miei lavori sono improntati principalmente ad un approccio all’educazione sentimentale dei ragazzi. Parto sempre dalla storia per parlare di sentimenti: amore, amicizia, speranze, delusioni, voglia d’emancipazione, voglia di riconoscere la propria identità, presa di coscienza di sé e dei propri mezzi, difficoltà d’integrazione nel gruppo dei pari, difficoltà di comunicazione adolescente/ adulto, distacco naturale dalla famiglia d’origine, amore familiare. L’educazione sentimentale, quindi, a mio avviso, è fondamentale per uno sviluppo sano e credibile del cucciolo d’uomo. Tuttavia, devo dire che spesso i miei testi non sono definiti “universali”. Nelle scuole, dove sarebbe il loro habitat naturale, fatico a proporli, perché li definiscono troppo femminili, quasi come se l’educazione sentimentale fosse una faccenda unicamente da donne. Vorrei, in conclusione, riportare l’incipit di Lucia, racconto tratto dall’antologia Il dolore del silenzio.

Sono solo due, forse tre, o forse quattro. Quattro sì, quattro, quattro, solo quattro segni. Questa volta è andata bene, con un po’ di correttore posso coprire tutto. Non devo preoccuparmi di dire nulla. Non dovrò dare spiegazioni. Solo due sul viso e due sull’addome. Accidenti, sento sangue e saliva uscire a fiotti, devo sputare, ma non riesco a muovermi da questo pavimento. Dio che dolore! Non piangere, non piangere, non piangere, non piangere. Non devo piangere. Non un solo lamento. Zitta. Zitta. Zitta.

 

Written by Emma Fenu

 

Info

Edizioni Mea

Rubrica Donne contro il Femminicidio

Rubrica Uomini contro il Femminicidio

 

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