Selfie & Told: Tarantino racconta “Una vita al Var”

Selfie & Told: Tarantino racconta “Una vita al Var”

Mar 31, 2019

“Per la strada cerco un bar/ è già l’una e non ho vogli di pranzare/ per la strada cerco un cane/ che si segga al tavolino per parlare/ poi c’è Peppino al Var/ sempre a contestare la terna arbitrale// […]” ‒ “Una vita al Var”

 

Tarantino

Il progetto Tarantino rappresenta una vera e propria svolta all’interno del mio percorso musicale.

Finora, infatti, ho sempre rivestito i panni di chitarrista, sia solista che ritmico, all’interno di varie band, muovendomi sempre nell’universo rock, spaziando dal pop-punk all’elettro-rock.

Come qualsiasi punto di rottura, la decisione di intraprendere questa nuova esperienza arriva in un momento molto delicato della mia vita, che mi ha portato ad una lunga introspezione e al desiderio di trovare la mia identità, riscoprendo così l’amore per sonorità e artisti che tanto mi avevano influenzato nella mia infanzia ma che nel tempo erano rimasti silenti in me, come gran parte del cantautorato classico italiano.

Trovare me stesso mi ha quasi obbligato ad esternare le mie sensazioni e l’unico mezzo con il quale sono riuscito a farlo è stato appunto la scrittura.

Quasi fosse la sola terapia possibile, ho iniziato a buttar giù su un quaderno dei pensieri ed improvvisamente mi sono ritrovato con delle canzoni in mano e la voglia di condividerle con le persone.

Ed ora beccatevi questa auto-intervista per la rubrica Selfie & Told!

 

T.: “Una vita al Var” è il tuo primo singolo. Di cosa parla?

Tarantino – Una vita al Var

Tarantino: “Una vita al Var” è un esempio perfetto della mia esigenza di liberarmi di tutta la negatività che mi affliggeva. È stata scritta quasi di getto in un momento di forte rabbia, in cui sentivo tutti gli occhi puntati su di me, pronti a regalare giudizi gratuiti e mai costruttivi. Proprio a questa sensazione, si deve la metafora del Var, strumento che analizza a rallenta tutti gli errori commessi, e il riferimento all’emisfero calcistico, sempre pronto a giudicare per il minimo errore. L’assenza dell’Italia dai mondiali di calcio, inoltre, diventa bandiera della sensazione di totale privazione e smarrimento che ho vissuto.

 

T.: È uscito anche il videoclip di “Una vita al Var”. Cosa ci racconti al riguardo?

Tarantino: Il videoclip di “Una vita al Var” è stato girato da Duilio Scalici, che ha perfettamente colto il senso profondo del brano. Nel video, si mette in scena la difficoltà continua della vita, sempre pronta a prenderti a pugni come un pugile sul ring e l’unica cosa che riesci a fare è restare inerme come un portiere fermo al centro della porta e bersagliato da mille palloni. C’è anche l’isolamento provocato dal vivere una situazione difficile, che ti fa sentire come in una bolla sia quando sei in mezzo alla gente che in momenti privati, come quelli che puoi trascorrere con la persona che ami.

 

T.: Quali sono le tue influenze musicali? Con quale artista ti piacerebbe collaborare?

Tarantino: Sicuramente, nella mia musica, gioca un ruolo fondamentale il cantautorato classico italiano, in particolare artisti come Battisti, Rino Gaetano e Niccolò Fabi. Dopo essermi immerso per tanti anni nel mondo del rock internazionale, ho sentito l’esigenza di tornare a casa, riscoprire le mie radici, ascoltare la musica che è impressa nel DNA di noi italiani. Grande importanza hanno avuto anche artisti della scena internazionale, come Jack Johnson e i Kings Of Convenience per la delicatezza e la semplicità delle loro sonorità, che sono allo stesso tempo di grande impatto. Ed è per questo che, all’interno del panorama italiano, mi piacerebbe molto poter fare una collaborazione con Galeffi, un artista che, nonostante si sia affacciato da poco alla scena musicale, mi ha subito colpito per la semplicità e la dolce efficacia delle sue parole e melodie.

 

T.: Quali sono i tuoi prossimi progetti?

Tarantino

Tarantino: Sto lavorando alla stesura e alla realizzazione del mio primo album, che spero possa vedere la luce entro la fine di quest’anno; e ovviamente tanti concerti, perché per me resta fondamentale il contatto con le persone e potere condividere con loro la mia musica in un reciproco scambio di emozioni, che i regala l’energia e l’ispirazione per continuare a comporre nuovi brani.

 

“[…] Ti prego smetti di parlare/ non c’è rimasto neanche il mondiale/ non c’è rimasto neanche da tifare// e sento le preoccupazioni della gente/ cado a terra e sono trasparente/ mi rincuora questo perbenismo/ che da sempre ci contraddistingue// […]” ‒ “Un vita al Var”

 

Written by Tarantino

 

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