“Lettere da Berlino” di Vincent Perez: un insolito atto di rivolta al regime nazista

“Lettere da Berlino” di Vincent Perez: un insolito atto di rivolta al regime nazista

Mar 19, 2019

“Ognuno muore da solo è uno dei libri più belli della resistenza al nazismo…” Primo Levi

 

Lettere da Berlino di Vincent Perez

Anche questa volta, come in altre pellicole, Lettere da Berlino è stato ispirato da una storia vera.

Tratto dal romanzo di Hans Fallada, pubblicato in Italia con il titolo Ognuno muore da solo, il film è stato realizzato nel 2016 da Vincent Perez, regista e attore noto al pubblico per aver partecipato accanto a Gerard Depardieu a un film su Cyrano de Bergerac.

“Sto scrivendo. A chi? Non lo so… Scrivo lettere che dicano la verità…” ‒ Otto Quangel

Ambientato nella Berlino del 1940, Lettere da Berlino narra le vicende di una coppia berlinese appartenente alla classe operaia.

Otto Quangel (Brendan Gleeson) e sua moglie Anna (Emma Thompson) non partecipano alla vita politica professata dal nazismo. A rafforzare il loro sentimento di ostilità verso il regime è un terribile episodio che tocca i due nel profondo: la morte del loro unico e amato figlio caduto in territorio francese.

Ed è a questo punto che la coppia prende una decisione che può anche apparire stravagante, ma soprattutto è una scelta molto rischiosa per entrambi. È una reazione dettata dall’afflizione da cui i protagonisti sono dilaniati ma, convinti della giustezza della loro decisione, mettono in atto un piano che, grazie a una propaganda negativa, faccia cadere il regime. Regime che, con il suo insano delirio di onnipotenza, li ha privati dell’affetto che nutrivano per il loro ragazzo.

“Voglio sapere chi è il responsabile…” ‒ Otto Quangel

Con l’intento di far precipitare il sistema i due spediscono una gran quantità di cartoline, circa trecento, nelle quali invitano la popolazione a ribellarsi al Fuhrer e a coloro che lo sostengono. È uno straordinario e singolare atto di rivolta quello messo in atto dalla coppia, uno strumento, l’unico che possiedono, per manifestare una loro forma di ribellione civile.

Lettere da Berlino di Vincent Perez

Nonostante sia enorme il rischio di essere individuati, imperterriti, i due continuano nella loro ‘missione’ per denunciare le aberrazioni del nazismo. Un gesto che, con la sola forza delle parole, vuole toccare la coscienza dei molti berlinesi sopraffatti dalla miseria e dalla fame, in nome di una supposta quanto assurda ideologia.

Provvisto di guanti, per non lasciare impronte, munito solo di carta e penna, instancabilmente Otto deposita le cartoline in luoghi strategici, affinché in molti vengano a conoscenza dell’orrore che si nasconde dietro a un credo politico che non è altro che propaganda della follia hitleriana.

“Tutto questo lo abbiamo creato insieme. Non ci fermeremo…” ‒ Otto e Anna Quangel

In seguito a una distrazione di Otto, in una serrata caccia all’uomo, s’inserisce un ispettore della Gestapo, tale Escherich (Daniel Brühl) che segue i due che, in una forma di resistenza silenziosa, agiscono per veder franare la dittatura.

Interpretato in maniera eccellente dai due protagonisti, Lettere da Berlino è solo uno dei numerosi film dedicati agli aberranti episodi investiti dal nazismo. Ma è un film singolare, il quale tocca nel profondo lo spettatore che, in trepidazione, partecipa alle vicende di gente comune ma dal coraggio sorprendente.

“Può un uomo donare qualcosa che valga più di un figlio?” ‒ Otto Quangel

Lettere da Berlino di Vincent Perez

Quello messo in atto dai due è un gesto eclatante che, forse, in misura marginale ha contribuito a far crollare un regime, il quale ha cercato di assoggettare a sé non solo nazioni avversarie, ma che è stato artefice della morte di numerosi connazionali, giovani e meno giovani.

Lettere da Berlino non è un film spettacolare, ma descrive con sequenze comuni la quotidianità di una coppia ordinaria che, spinta dalla perdita dell’unico figlio, reagisce in maniera del tutto insolita.

“Ho letto tutte le tue cartoline uomo ombra, le tue e quelle di tua moglie. Sono l’unica persona che le ha lette tutte, tutte tranne 18…”

 

Written by Carolina Colombi

 

 

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