Meditazioni Metafisiche #8: Riflessione sul Potere in quattro note

Posso dirtelo in quattro modi differenti, il Potere.

 

 

Quaternio series, Moses – Shadow – Paradise – Lapis Quaternio

I quattro lati del quaternio[1], le diverse angolazioni di un concetto.

Faccio quattro passi nella varietà, verso quattro gocce di inchiostro dalla punta della penna per scrivere adesso, qui e ora: che cos’è il Potere?

 

Uno – te lo dico con il dio Hermes

Il Potere del riconoscere nell’essere te stessa il tuo stesso essere “una-in-te-stessa”.

È il potere del ritrovamento, la sorpresa nella questua: guarda, sul fondo della scatola è rimasto il pezzo più prezioso, la perla dura. “Era già in dotazione, era un dono dalla nascita!” dichiara il tuo fragile “Io”, e ha di certo ragione. Non la fase del Potere, bensì il poter fare di se stesse quel che il Sé profondamente farebbe qualora ne avesse facoltà (e ne avrebbe, se non possedesse la capacità di porsi a privilegio delle profondità psichiche, lasciando a Io le incombenze quotidiane) e volesse – qualcuno ha detto “volere è potere?” – assurgere al “Sì” della sposa, elevarsi ad alchemica congiunzione, innalzarsi a controparte divina del nostro comune muoverci, fango e latte, sulla terra.

Sulla terra andiamo, io e te, verso dove e fino a quando. Siamo donne sempre e comunque zoppicanti. “Claudicanti quanto vuoi, ma con la perla ritrovata” conclude Io “sarà di certo un’altra storia! Potrò venderla a qualche matto per non morir di fame. Potrò indossarla nelle occasioni dubbie e risplendere per un attimo del Potere di chi sa ciò che può essere il Sé.”.

 

Due – te lo dico in poesia

Tra pochi mesi o tra qualche anno

non potrò più rimanere incinta

non avrò più il potere del Vaso

che in sé trasforma materie prime

per far della vita un nuovo caso.

 

Tra qualche anno avrò meno pausa

e più attività d’anima pregna

che la bellezza è folgore e terra

d’autunno, d’inverno in apparenza

seme nascosto d’appartenenza.

 

Tra qualche anno è adesso preghiera

mattina e sera, profondamente

vissute all’ultimo sorso – carpe

d’acqua dolce – carpe diem – io posso.

 

Tre – te lo dico direttamente

Meditazioni Metafisiche 8

Il Potere non mi interessa. Non più di tanto, direi. Te lo dico, perché da quando ho cominciato a danzare liberamente, io di Potere ne ho da regalare. Oggi lo regalo alla mia amica Franca, quella bella bionda che dice sempre ciò che pensa, in barba ai benpensanti, ma poi, chissà come e chissà perché, si ritrova a leccare i baffi al capo e le ferite sulla schiena ai figli. Domani lo impacchetterò e ne farò dono sotto forma di caramelle alla mia vicina Patrizia, lei che di Nobile ha solo il vino, lei che lo spirito le duole dalla testa ai piedi quando il fidanzato numero trecentosettantadue finisce a gambe all’aria nel cassonetto dell’umido. Patrizia piange sulla mia spalla, piove lacrime di sale – quello che le manca sempre, ché se lo dimentica alla cassa dopo averlo pagato.

Il Potere non mi interessa. Non più di tanto, non più di poco, perché poi, se mi ritrovo senza Potere, mi abbatto a muro, mi scompongo mattone dopo mattone, e apro una finestra, e dico a me stessa “come sei forte, hai risorse, hai il Potere”, e penso a quella parola noiosa che noi psicologi usiamo spesso – “resilienza” – Dio, non me la nominate – ma perché no? È una parola bella, è una parola moderna. Ausilio sono di me a me stessa, grazie agli altri perché mi richiamano dall’esilio a gran voce, e allora resisto e rimedio, ed ecco: dietro ogni curva incontro un arcobaleno.

Cos’è il Potere, se non quel Po’ di Te che c’è nel governo di un Io cosciente, quello che temporaneamente, nel regno dell’immaginale è, finché morte non lo colga, il nuovo Re?

 

Quattro – (te lo dico con una ricetta)

Prendi

  • un poco di polvere di puro potere
  • da porre in pentola con i potei e i potrò
  • che possa portare potenzialmente
  • poche polemiche, piuttosto un porrò
  • il ponte del possibile tra un po’ e un po’
  • di potenza pigra, di potenza potenziale
  • (ma pochissimo prepotente io ti parrò).
  • Poi, passa con precisione ponderata
  • passo dopo passo

(e impotenza passò).

 

Written by Valeria Bianchi Mian

 

Info

Rubrica Meditazioni Metafisiche

 

Note

[1] Quaternio (3+1) = Sito Stottilien; ogni immagine del Sé si riflette nella molteplicità dello stesso, ed è aspetto di un elemento composto da quattro parti; il quattro come totalità; le quattro funzioni psichiche per Carl Gustav Jung (pensiero, sentimento, intuizione, sensazione).

 

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