Selfie & Told: Mille Punti racconta “Una Stupida Follia”

Selfie & Told: Mille Punti racconta “Una Stupida Follia”

Feb 17, 2019

“Non so se dormirò/ Fammi vivere ancora/ Una stupida follia/ Una stupida follia// Non lo so, forse non avremmo dovuto vederci/ (Rivedersi) una stupida follia, una strana fantasia/ (Rivedersi) una stupida follia, colpa della nostalgia/ Una stupida follia// […]” ‒ “Una stupida follia

Mille Punti

Sono Mille Punti. Parlo da solo. Spesso.

La mattina appena sveglio, quando cammino per strada, mentre vado in bici, quando guido, quando guardo fuori dalla finestra. Suonavo in una band, i Revo Fever, e passavamo ore a parlare di un colpo di cassa da spostare di una battuta avanti o indietro.

Ora che faccio musica da solo mi interrogo giorno e notte su una parola da utilizzare nel testo oppure no, su quale sia il migliore effetto per la voce e su che tipo di set portare dal vivo.

Insomma, passo ore e ore a parlare con me stesso e quando mi arriva la proposta di farmi un’intervista da solo per Oubliette Magazine accetto con piacere, dato che è una roba che mi viene abbastanza naturale. Certo, mi sarebbe piaciuto chiacchiere con qualcuno del mio progetto (quella storia dell’ego smisurato degli artisti è vera) ma vabbè, sarà per la prossima volta.

Ed ora beccatevi la mia Selfie & Told!

 

M.P.: Partiamo dalle basi, come mai il nome “Mille Punti”?

Mille Punti: Perché gli altri mi facevano cagare.

 

M.P.: Ah… E dimmi, da dove viene questa tua passione per gli anni 70?

Mille Punti: Aspetta aspetta, ma perché voi giornalisti musicali siete fissati col significato del nome di un artista? Cosa siamo, all’anagrafe? Parliamo di musica, checazzo!

 

M.P.: Sì vabbè, è una domanda di rito, un po’ per rompere il ghiaccio…

Mille Punti: Sì ho capito, ma è come se le interviste ai calciatori iniziassero con “perché tua madre ti ha chiamato così”? Te la giro, così magari capisci l’assurdità della cosa: “perché Oubliette Magazine si chiama così?”

 

M.P.: Cosa fai, mi intervisti tu? Guarda che sono io che devo intervistare te!

Mille Punti: Che cazzo vuoi, siamo la stessa persona!

 

M.P.: Vabbè, torniamo a parlare di musica… Dicevamo, da dove viene questo tuo amore smisurato per gli anni ’70?

Una stupida follia

Mille Punti: Mmmh non lo so, forse perché sono un periodo che non ho vissuto e lo idealizzo un po’ a mio piacimento.

 

M.P.: Beh, anche gli anni 80 non li hai vissuti, perché proprio gli anni 70?

Mille Punti: Boh che cazzo ne so, è così e basta.

 

M.P.: Vabbè, cambiamo discorso… il tuo primo singolo si intitola Una Stupida Follia, cos’è per te questa stupida follia?

Mille Punti: Guarda, non mi piace spiegare alla lettera i miei testi. Le parole stanno lì, le ascolti e quello che ti evocano ti evocano, non ti devo spiegare cosa vogliono dire per me, sennò diventa una lezione di letteratura.

 

M.P.: E la domanda sul nome non va bene, e la domanda sul significato del testo non va bene… Che cosa ti si può chiedere?

Mille Punti: Non lo so, sei tu l’intervistatore no?

 

M.P.: Ammazzati. Senti, ho visto il video e mi è piaciuto molto. Come hai convinto il ragazzo a ballare così liberamente davanti alla telecamera?

Mille Punti: Gli ho semplicemente detto di ballare come si sentiva.

 

M.P.: Ah grazie, molto esaustivo. E il posto? Dove l’avete trovato? Sembra proprio uscito dagli anni ’70, come se lì si fosse fermato il tempo…

Mille Punti: Sì, è proprio così. Pare che succeda ai circoli del dopolavoro nel varesotto.

 

M.P.: E della copertina del singolo cosa ci dici?

Mille Punti: Cosa ti devo dire? Non lo so, fammi una domanda e ti rispondo…

 

M.P.: Madonna… Chi è l’autore dello scatto? Chi ha curato le grafiche? Chi è la ragazza in copertina? Robe così, non è molto difficile…

Mille Punti: La foto è di Lilia Carlone, una delle mie fotografe preferite in assoluto (posso dirlo?). Ci conosciamo da una vita – pensa che aveva girato il primissimo video della mia band, i Revo Fever – e il caso ha voluto che il mio disco sia stato prodotto da suo fratello. Ho visto questa foto dal suo Instagram e me ne sono innamorato: è misteriosa, ma allo stesso tempo super espressiva. Ogni volta che la guardi vedi qualcosa di diverso negli occhi della ragazza.

 

M.P.: Hey, ci stiamo sciogliendo finalmente!

Mille Punti: Forse mi prendo bene a non parlare di cazzate come il significato del mio nome, no?

 

M.P.: Vabbè, continua dai…

Mille Punti: Insomma, c’era questa foto che mi piaceva un sacco e ho chiesto a Lilia di utilizzarla, avevo in mente di inserirla in una cornice retrò, che richiamasse i vinili degli anni ’60/’70. Ho fatto una bozza bruttissima con Anteprima e l’ho mandata a Eduardo Stein Dechtiar, che ha fatto il resto. Fine.

 

M.P.: Ancora un piccolo sforzo: chi è la ragazza in copertina?

Mille Punti – foto di Alessandra Lanza

Mille Punti: Che importanza ha? Nel senso, la foto è bella così no? A prescindere da chi sia lei…

 

M.P.: Scommetto che non avevi riconosciuto Carlotta Antonelli, che recita in Suburra…

Mille Punti: In effetti no, perché non guardo serie TV…

 

M.P.: Ecco, infatti, ti conosco troppo bene. Dai, ultima domanda: quando ci farai ascoltare nuova musica?

Mille Punti: Presto.

 

“[…] Non lo so, non lo so, non lo so/ Cosa ci faccio qui/ Non lo so, non lo so, non lo so/ Una storia distratta, un’emozione pirata/ Non lo so, non lo so, non lo so/ Ma spero ancora che mi porti via/ Una stupida follia// […]” ‒ “Una stupida follia”

 

Written by Mille Punti

 

 

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One comment

  1. Mille Punti, basta chiedere!

    Oubliette è una prigione medioevale utilizzata in Francia ed Inghilterra a forma di pozzo. I condannati a morte venivano lanciati al suo interno, talvolta con la proposta di un’autointervista.

    Il pozzo aveva due fori (2.0), uno che portava alla cucina così da regalare ai condannati i preziosi odori del cibo, ed uno portava al salone delle feste così da allietare con il suono della musica e delle risa delle persone libere.

    Mille Punti tutto ha sempre un perché quando c’è coscienza di creazione. Come per le autointerviste Selfie & Told che a noi servono per capire chi di voi musicisti è “vero” e chi di voi è un prodotto vuoto della società, e ti assicuro che la maggior parte sono della seconda categoria che ho elencato. Questa rubrica lo mostra chiaramente.

    Ti ringraziamo per la tua collaborazione, mi auguro che la caduta sia stata piacevole ed ora… pietra dopo pietra al risalir con noi per riveder le stelle.

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