“Gli anni della leggerezza” di Elizabeth Jane Howard: la saga dei Cazalet, mercanti di legname di Londra

I Cazalet sono un’agiata dinastia di mercanti di legname.

 

Gli anni della leggerezza

I tre figli, Hugh, Edward e Rupert vivono a Londra con le loro famiglie mentre l’unica femmina, Rachel, si occupa degli anziani genitori, chiamati affettuosamente il Generale e la Duchessa. Questi ultimi abitano in campagna, a Home Place, dove la famiglia si accinge a riunirsi per trascorrere insieme le vacanze estive.

È il 1937. Nella grande casa fervono i preparativi in vista dell’arrivo degli ospiti, sotto l’attenta supervisione della Duchessa, vera matriarca.

Gli anni della leggerezza (Fazi Editore, 2015, pp. 606, trad. di Manuela Francescon) di Elizabeth Jane Howard è il primo volume della saga dei Cazalet.

Sono lievi le estati che essi trascorrono in campagna. Sono belle; sanno di fieno e rugiada, di erba tagliata e delle torte cucinate da Mrs. Cripps. Sanno di speranze e attese. Tre generazioni si trovano a convivere sotto lo stesso tetto, la tradizione incontra la modernità.

In effetti in questo romanzo troviamo tre famiglie nucleari ‒ che incarnano il modello moderno di famiglia ‒ e quella vecchia di tipo patriarcale, sia pure ricostituita provvisoriamente in occasione delle vacanze. D’altra parte il Generale e la Duchessa rappresentano in pieno i baluardi della mentalità vittoriana che si sta ormai estinguendo.

Discrezione, moderazione e senso della misura erano i fari stessi della vita dei Cazalet, nonché i segni dell’affetto reciproco e della buona educazione.”

Le vicende coniugali dei tre fratelli Cazalet costituiscono uno dei cardini del romanzo.

Se il matrimonio non è l’unica carriera della moglie, non può essere un buon matrimonio.”

Le nuore Cazalet, Sybil, Villy e Zoë, hanno modellato la propria vita su questo principio. Ma dietro la facciata di matrimoni perfettamente riusciti, si celano ansie e insoddisfazioni, delusioni e rimpianti.

La Howard mette a nudo i reali rapporti che legano i tre rampolli alle consorti e lo fa con sguardo critico. Le tre coppie rappresentano altrettante tipologie di matrimonio.

Hugh, il figlio maggiore, ha combattuto nella prima guerra mondiale. Oltre alle ferite psicologiche non ancora rimarginate, porta un segno fisico dell’esperienza che ha vissuto: un moncherino gli ricorda continuamente ‒ se mai ce ne fosse bisogno ‒ tutto l’orrore cui ha assistito. Sybil, sua moglie, è una sposa devota e totalmente dedita ai tre figli.

Un matrimonio impeccabile, se non fosse che la reciproca condiscendenza e sollecitudine dei coniugi appare come un involucro di formalismo dentro cui ognuno dei due è solo con i propri desideri e pensieri. Hugh e Sybil incarnano la coppia fedele ma spenta e senza slanci.

Edward ha un fascino quasi decadente; edonista, attento al proprio aspetto, si concede numerose relazioni extraconiugali. La moglie Villy ha abbandonato la carriera di ballerina per sposarlo ma si è resa conto che quel matrimonio inappagante non valeva tale rinuncia.

La sua emotività, mai rivelata, era diventata una serra piena di specie esotiche sotto cui campeggiavano etichette come tragedia, sacrificio, cuore spezzato e altre non meno drammatiche, ingredienti riuniti a comporre il suo martirio segreto.”

Edward e Villy rappresentano il matrimonio infedele.

Elizabeth Jane Howard

Rupert è il terzo maschio; ha velleità di pittore ma non riesce ad affermarsi. Vedovo, ha sposato la giovane Zoë, attrice mancata, la cui unica dote è una bellezza straordinaria. Frivola, maturerà in seguito a un evento che la sconvolge. Il loro è un matrimonio turbolento, con frequenti alti e bassi e in cui è forte l’attrazione fisica.

Rachel custodisce un segreto per cui ha scelto di non sposarsi. Altruista, non si risparmia nell’aiutare gli altri e mette se stessa all’ultimo posto.

I bambini sono otto. Home Place è il teatro dei loro giochi, dei litigi e delle riconciliazioni, dei loro piccoli drammi.

Una nube oscura si addensa a turbare la leggerezza dell’estate 1938: è la minaccia della guerra che risveglia i fantasmi di chi l’ha vissuta e appare come un mostro famelico ai più piccoli, che ne hanno sentito parlare ma ignorano cosa essa sia realmente.

Home Place è un microcosmo che funziona alla perfezione grazie all’efficienza dei domestici e all’occhio vigile della Duchessa, un’oasi di pace lontano dal clamore di Londra. Eppure la Storia irrompe in quel mondo e ne sconvolge ritmi ed equilibri.

La prosa della Howard è di grande potenza descrittiva e restituisce un nitido ritratto di famiglia in cui trova spazio anche il più piccolo dettaglio psicofisico. È una scrittura che mette il lettore a proprio agio, lo fa accomodare nel salotto di casa e lo coinvolge nelle dinamiche familiari. E crea dipendenza. Sì, questa spontaneità è il motivo per cui, arrivati all’ultima pagina, sembra di dover salutare personaggi ormai di famiglia. O magari è il lettore a essere diventato parte della grande e variegata dinastia dei Cazalet, tanto è stato assorbito nella vicenda.

In ogni caso, una volta chiuso il libro, non si può fare a meno di correre ad acquistare il successivo che, viste le premesse, siamo certi non deluderà!

 

Written by Tiziana Topa

Photo Gli anni della leggerezza by Tiziana Topa

 

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