James Craig: la storia del restauro della nave del 1874 che fece 23 giri del mondo

“I’ll tell you of the James Craig, a lovely ship of old/ An iron barque, 1000 tonnes built so long ago/ 1874, christened “Clan McCleod”/ Down the bay, that winter day, he builders were so proud” ‒ James Craig Sea Shanty, The Maritime Crew

James Craig – ship

Durante l’epopea dei velieri e dei grandi viaggi attorno al mondo, non era raro che alcune navi divenissero famose e amate dai loro equipaggi al punto tale da dedicar loro delle rime.

È il caso della James Craig, un maestoso tre alberi da 1000 tonnellate, costruito dal cantiere Bartram, Haswell & Co di Sunderland, in Inghilterra, per l’armatore T. Dunlop, di Glasgow, che l’ha armata dal 1874 al 1883.

La nave fu varata il 18 febbraio del 1874, col nome “Clan McCleod”, e nel suo viaggio inaugurale, fece vela da Glasgow sino al Perù, doppiando Cape Horn controvento, un’impresa ardua ancora oggi per le imbarcazioni a vela.

Il coro folk neozelandese The Maritime Crew, ha rimesso in musica nella raccolta di Sea shanties “Under the Southern Cross” il brano “James Craig”, le cui parole ci accompagnano nella lettura di questo articolo narrando la storia di questo veliero:

“She sailed the oceans of the world for 20 years or more/ Carried wheat, rice and coal to many a foreign shore/ Yankee notions from New York for our shops and stores/ Then back again, laden down with Kauri gum and wool”

La nave fu impiegata per il trasporto di ogni genere di merci attorno al mondo, e nei suoi primi 26 anni di vita compì ben 23 giri attorno al mondo, passando per Cape Horn. Un record difficile da battere che la rese celebre.

James Craig – ship

Nel 1900, la nave fu acquistata dall’armatore J.J. Craig, che le diede il suo nome, e nel 1905 il veliero iniziò il suo periodo di servizio tra la Nuova Zelanda e l’Australia, sino al 1911, quando la competenza dei moderni steamers (le navi propulse da macchine a vapore) divenne schiacciante, e, come molte altre navi a vela, la nave fu disarmata, passando di armatore in armatore, infine fu utilizzata come collier (da leggersi all’inglese), ossia come nave-deposito destinata al rifornimento di carbone per le navi a vapore.

Infine, nel 1932 la nave venne abbandonata a Recherche Bay, in Tasmania, dove fu affondata dai pescatori, che praticarono uno squarcio di tre metri nella sua poppa.

“With a change of owner, she had a change of name/ Now she sails the Tasman Sea as the James Craig/ The Tasman is a stormy sea as everybody knows/ James Craig revels there, weathers all the blows”

Ma la storia della nave non è finita col suo affondamento: correva l’anno 1972, quando i volontari del Lady Steamet Museum di Lady Hopetoun e Port Jackson (ora la Sydney Heritage Fleet), nonostante le condizioni disperate in cui si trovava il relitto, l’hanno riportata in galleggiamento, e rimorchiata a Hobart per le riparazioni iniziali.

Rimorchiata poi a Sydney nel 1981, il suo scafo fu posto su un bacino sommergibile per consentire il lavoro di restauro dello scafo e della chiglia.

Nell’arco di oltre venticinque anni, la nave è stata restaurata, riparata da artigiani e volontari retribuiti e varata nuovamente nel 1997. Nel 2001 i lavori di restauro sono stati completati e la James Craig ha ripreso a navigare.

La James Craig fa attualmente base presso il “Wharf 7” ( il pontile 7) di Darling Harbour, vicino all’Australian National Maritime Museum. La nave è aperta al pubblico e trasporta passeggeri a vela nel porto di Sydney e oltre. È armata e mantenuta da volontari della Sydney Heritage fleet.

James Craig – ship 1970 – abbandoned

I costi per il mantenimento del veliero si avvicinano a 1 milione di dollari australiani l’anno, e la nave si affida agli introiti provenienti dai visitatori, dai noleggi in charter, eventi e regolari uscite giornaliere e quindicinali con un massimo di 80 passeggeri.

La nave ha effettuato dal 2001 diversi viaggi storici di ritorno a Hobart (2005, 2009, 2011, 2013 e 2017) e a Port Philip (Melbourne e Williamstown) nel 2006 e nel 2008.

I viaggi a Hobart avvengono in concomitanza con il Wooden Boat Festival, uno dei più grandi raduni di imbarcazioni in legno storiche e moderne al mondo.

Nell’ottobre del 2013, la James Craig ha partecipato inoltre all’International Fleet Review 2013 a Sydney, in Australia.

La James Craig oltre a un passato da record, e alla storia del suo lungo restauro, possiede un eccezionale valore storico in quanto è uno dei quattro autentici velieri del 19° secolo al mondo che navigano regolarmente.

Ogni quindici giorni varca l’ingresso del porto di Sidney, quando non è in viaggio per Melbourne, Newcastle o Hobart.

Continuando a navigare, la nave mantiene un legame attivo con l’epoca in cui navi simili trasportavano il grosso del commercio globale nelle loro stive.

Migliaia di navi simili hanno solcato gli oceani nel XIX sino all’inizio del XX secolo collegando il vecchio mondo, il nuovo mondo, l’Asia e l’Oceania.

James Craig – ship

La nave viene condotta nella maniera tradizionale del diciannovesimo secolo, interamente dai volontari, a partire dal Comandante sino alla squadra della cambusa.

Il suo armo consiste in oltre 140 tra drizze e scotte oltre al sartiame. Molti membri dell’equipaggio conoscono ogni singolo cavo col suo nome appropriato.

Durante il viaggio di ritorno da Melbourne nel febbraio 2006, la James Craig ha raggiunto gli 11,3 nodi di velocità media, e il Comandante ha dichiarato: “she was loving every minute of it!”

“She’s a ship, a proud ship, as bonny as can be/ Pretty as a picture, plows the ocean deep/May she live forever, for all on her to see/ James Craig sailing free for all her glory”

 

Written by Claudio Fadda

 

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: