Intervista di Emma Fenu ad Annalisa Allegri: una donna espatriata che ha deciso di fare rete raccontando storie sotto il segno della maternità

Intervista di Emma Fenu ad Annalisa Allegri: una donna espatriata che ha deciso di fare rete raccontando storie sotto il segno della maternità

Dic 26, 2018

La vita da espatriata è come una maratona: o ti sfianca o ti fortifica. Di certo non è facile. Potrà sembrarti avvincente al fischio di inizio, perché quando si parte si è sempre carichi. Di tutto: coraggio, speranza, energia, positività. Non è detto che quella carica duri fino alla fine. Ogni percorso è lastricato di sfide. Se si vincono ci rendono più forti, se si perdono ci mettono alla prova.” Mamme italiane nel mondo

Annalisa Allegri

Annalisa Allegri è una donna dolce e volitiva, ironica e romantica, brava più di quanto crede che vive in Francia con il proprio marito e il proprio figlio, ormai alle porte dell’adolescenza.

Oggi ho il piacere di intervistarla per Oubliette Magazine in quanto, fra le varie sue attività, ha aderito a un progetto ideato e curato da Stella Colonna, intitolato “Mamme italiane nel mondo e edito da Prospettiva Editrice nel 2018, che coinvolge 19 mamme italiane espatriate nei cinque continenti le quali, di cuore e di pancia, si raccontano senza filtri, facendoci sorridere ed emozionare.

Un testo non rivolto solo alle mamme espatriate e neppure solo alle mamme, ma a tutti coloro che vivono la vita come un’avventura, sanno mettersi in gioco, consapevoli delle difficoltà e dei successi, e non rinunciano a restare se stessi, imperfettamente adorabili, pur aprendosi all’accoglienza dell’altro e di ogni forma arricchente di differenza.

Tutto il ricavato della vendita sarà devoluto alla fondazione “Time4Life” che si occupa della sopravvivenza dei bambini che vivono nei paesi in guerra o colpiti da calamità naturali o sottoposti a negazioni dei diritti umani.

 

E.F.: Raccontaci del progetto. Come è nato e si è sviluppato?

Annalisa Allegri: Il 2 febbraio 2018 su una pagina FB di mamme espatriate appariva un post che recitava su per giù così: “Proposta alle mamme scrittrici. So che ci siete, non nascondetevi! Leggo spesso post fantastici e ho pensato: perché non scrivere un libro tutte insieme?”. Avevo letto altri post di Stella Colonna, la curatrice del libro: il suo stile fresco e spontaneo mi piaceva e mi ispirava fiducia, la proposta mi allettava e così l’ho contata per darle la mia disponibilità. Stella ha ricevuto molto messaggi, a tutte noi ha spiegato il progetto, dato le linee giuda e una data per la consegna. È stata un’esperienza bellissima, abbiamo collaborato e abbiamo preso tutte le decisioni insieme: dalla scelta del contratto da firmare alla copertina, dall’ente benefico al quale devolvere la nostra percentuale d’introito (Time4life international) alla fondazione del gruppo facebook (Mamme italiane nel mondo). Un esempio vincente di collaborazione tra donne. Un’esperienza emozionante in tutti i passaggi. Non ti dico la gioia quando sono iniziate ad arrivare le prime risposte positive delle case editrici. Abbiamo ricevuto diversi contratti, li abbiamo studiati, ci siamo interrogate e alla fine la scelta è caduta su Prospettiva editrice, gestita anch’essa da una donna.

 

E.F.: Di cosa tratta, nello specifico, il vostro libro?

Mamme Italiane nel Mondo

Annalisa Allegri: Il libro vuole raccontare l’espatrio dal punto di vista dell’essere mamma. Partire, lasciare la propria famiglia, le proprie abitudini è sempre difficile, ma quando nelle tue decisioni, e negli eventuali insuccessi, sono coinvolti i figli le paure ti attanagliano e ti divorano. Il libro racconta quali sono le principali difficoltà che ognuna di noi ha incontrato e come le ha risolte. Una sorta di piccolo vademecum per la vita all’estero. L’insieme delle nostre storie, così diverse da ogni punto di vista, crea l’effetto finale di un’esplosione di emozioni e sentimenti. Devo confessar che, malgrado avessi letto le storie nei vari andirivieni che ci sono stati tra noi e Stella, quando ho avuto il libro tra le mani e ho potuto leggerlo tutto di seguito mi sono davvero commossa e, a detta di chi l’ha letto, sembra essere una reazione diffusa. Ovviamente speravamo che piacesse, ma la gioia che stiamo provando alla lettura dei messaggi che ci arrivano è inenarrabile. Le lettrici si riconoscono nei nostri racconti, si emozionano e vogliono condividere questi sentimenti con noi. Approfitto per ringraziare pubblicamente Stella Colonna che ha creato tutto questo e ci ha rese partecipi ed attrici di un progetto fatto di emozioni e significati condivisi.

 

E.F.: Quali sono le principali problematiche di una mamma espatriata?

Annalisa Allegri: Uno dei primi pensieri che ci colpisce è la paura che la lontananza dagli affetti possa ferire i nostri figli o che comunque possa essere vissuto come una mancanza incolmabile. Il secondo è il pensiero della lingua. Immaginiamo i nostri cuccioli sperduti e spaesati, immersi in un mondo di suoni incomprensibili. La realtà è molto più rosea di come la immaginiamo. Il rapporto con i nonni, almeno nel nostro caso, è molto più intenso oggi che viviamo lontani. I giorni che passiamo insieme li sfruttiamo al massimo cosa, questa, che prima non avveniva. La vicinanza, a volte, ci fa dare per scontati alcuni rapporti. Per quanto riguarda la lingua, i bambini l’apprendono alla velocità della luce. I problemi maggiori sono soprattutto di ordine culturale. Tutte le piccole regole non scritte del vivere quotidiano che non conosciamo e dobbiamo imparare a codificare. Ad esempio, una cosa sciocca, è completamente differente il modo di fare le feste di compleanno dei bambini. In Francia si invitano pochi amichetti si fa una merendina e poi si gioca. La torta è spesso una torta al cioccolato o un ciambellone. Una grande differenza si nota nel modo di vestire i bambini: qui hanno molti meno strati dei nostri. In generale è molto diverso l’approccio alla genitorialità, i genitori sono più autoritari e, passatemi il termine, meno “vittime” dei figli.

 

E.F.: Quali sono gli aspetti più ironici che contraddistinguono le mamme italiane contemporanee, lontane dallo stereotipo?

Annalisa Allegri: Credo che per ambientarsi serva una bella dose di ironia e autocritica che permetta di metterti in discussione e di uscire dallo stereotipo, perché, diciamolo, un po’ di stereotipo è in tutte noi, soprattutto per quanto riguarda il modo di allevare i figli e l’alimentazione. Mi rendo conto che, al giorno d’oggi, grazie alla globalizzazione e alla iper connessione, siamo molto più avvezzi alle differenze culturali e molto più facilmente riusciamo a prendere le distanze dal cliché che ci vuole mangiaspaghetti e mamme chiocce. Una gran percentuale di noi espatriati parte con la consapevolezza che troverà un mondo diverso. Nonostante ciò, ci vuole molta ironia e senso dello humor la prima volta che, in tuo onore, cucinano la pasta alla carbonara, i cui soli ingredienti sono panna e pancetta, e tu devi dire: “Ottima, la migliore che abbia mai mangiato” e intanto pensi: “Ma perché non mi hai preparato una quiche o un gratin?”. Battute a parte, a me è piaciuta davvero… forse, però, non faccio testo, io ho mangiato anche, per mia libera scelta non sotto minaccia, i ravioli in scatola e, tutto sommato, non li ho trovati proprio orribili… ok la dico tutta ed esco allo scoperto, uso anche l’emmental rapé al posto del parmigiano in alcune preparazioni e… oddio questa è un po’ troppo, non so se posso dirla… ho scoperto che si sopravvive anche senza bidè in casa. Ecco l’ho detto!!!

 

E.F.: Cosa si impara dal confronto con altre culture relativamente all’educazione dei propri figli?

Annalisa Allegri

Annalisa Allegri: Il confronto con le altre madri è un must dal giorno in cui, insicura e dubbiosa, prendi in braccio per la prima volta tuo figlio e inizi a guardarti intorno per vedere come fanno le altre. Arrivati in un paese straniero questo confronto, in un primo momento, è durissimo perché ti mancano i riferimenti per capire alcuni atteggiamenti. Cosa ho imparato in questi quattro anni da mamma expat? Credo di aver imparato molto. Prima cosa che con i figli servono autorità e regole ben precise. Può sembrare un’ovvietà, ma il modo in cui questo principio viene applicato in Francia è veramente diverso. Le mamme italiane tendono ad alzare la voce, per esempio, cercando di essere autoritarie; alla mamma francese non serve, lei sussurra un comando e i figli obbediscono. In Italia ero un’aliena perché mio figlio andava a letto presto, qui sono rientrata nella normalità perché “i bambini devono andare a dormire presto”. Ho imparato a vestire mio figlio più leggero a non inorridire quando esce dal calcio in pieno inverno con i capelli bagnati, ma ho impiegato un po’ di tempo ad accettare questa cosa. Diciamo che ho imparato ad essere più “zen” o, almeno, ci provo. La cosa che apprezzo di più delle mamme francesi, che in realtà è una caratteristica che si estende a tutto lo stile di vita, nessuna mamma ti dice cosa fare con tuo figlio a meno che non chiedi un parere e anche in quel caso restano spesso sul vago. L’insegnamento che vale su tutti è uno: cambiano le modalità con cui si manifesta l’amore, ma non c’è dubbio che una mamma è sempre una mamma a prescindere dalla latitudine in cui si trova.

 

E.F.: Che mondo desideri per le nuove generazioni?

Annalisa Allegri: Può sembrare banale, ma mi piace credere che un giorno esisterà un mondo senza barriere, senza confini e senza colori giusti. Un mondo dove l’alterità non crei pregiudizio, ma genuina curiosità di conoscere ciò che è nuovo, ciò che è altro da noi. Vorrei credere in un futuro dove gli uomini, quando vedono qualcosa che non gli piace, siano in grado di distogliere lo sguardo e pensare ad altro anziché far la guerra; vorrei semplicemente vivere in un mondo dove mio figlio possa essere ciò che vuole, sposare chi ama e andare dove desidera.

 

Written by Emma Fenu

 

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