Life After Death: l’intervista a Wolfgang Amadeus Mozart

Life After Death: l’intervista a Wolfgang Amadeus Mozart

Dic 8, 2018

(musica di sottofondo) Amici quest’oggi siamo tornati nel periodo barocco, nell’aprile del 1786.

 

Wolfgang Amadeus Mozart

Siamo nel Burgtheatre, il teatro nazionale austriaco di Vienna, in attesa del nostro ospite, un compositore che ha lasciato il segno nella storia della musica.

Sembra però che in questo momento il maestro sia molto preso e…

 

Wolfgang Amadeus Mozart: Ssssh! (Zittisce la giornalista. Musica del finale) Gut! Perfekte! Ora ricominciamola da capo. Partiamo dal duettino del primo atto. Mi raccomando un po’ più di brio! Violini, dovete far sentire il ritornello quanto i fiati. Herr Benucci, si ricordi… cinque, dieci, venti e trenta sul battere! Non prima e non dopo o seguiterà ad esser tardivo in tutto il primo atto. Frau Storace… voi siete perfecta come sempre. Ai vostri posti. E eine, zwei, drei… (Musica) Perfekte! Oh mi scusi meine Dame, in ver aveo obliato la presenza vostra. Stavam discorrendo in merito…?

A.T.: Bè ecco, non potremmo appartarci per alcuni minuti? Come le dicevo io sono venuta qui per…

Wolfgang Amadeus Mozart: Meine liebe Dame, altro non soggiunga. Damen und Herren! Debbo testé allontanarmi per qualche minuto, voi seguitate con le prove. Mi raccomando i violini soprattutto, che stiano ben d’appresso ai fiati! Gut, da codesta parte, meine Dame. (attendi qualche secondo) Siam soli ora. Ho notato che siete italiana. Dicevate?

A.T.: Sì ecco, come le avevo già detto in precedenza, io sono venuta qui oggi per potere intervistare voi, Wolfgang Amadeus Mozart.

Wolfgang Amadeus Mozart: Intervistare?

A.T.: Sì, Herr Mozart, porle alcune domande sulla vostra vita. Sia come compositore che come uomo diciamo.

Wolfgang Amadeus Mozart: Dunque voi… siete una di quelle donzelle che vol saper di me. Meine liebe Dame, son servo vostro. Ma debbo altresì avvertirvi ch’io sono felicemente maritato. Non di meno, se ciò per voi non è ostacolo, potremm approfondire la nostra… conoscenza.

A.T.: Herr Mozart vi prego! Vi informo che anche io sono felicemente sposata! E il mio interesse per voi è puramente a scopo informativo. Io sono qui oggi solo per porvi qualche domanda!

Wolfgang Amadeus Mozart: Oh! In cotal caso, Meine Dame, chiedo venia e porgo le mie più sentite scuse. E vi prego… potete nomarmi Mozartus. Dopotutto, così fan tutte.

A.T.: Mozartus? Perché?

Wolfgang Amadeus Mozart: Oh è solo un giuoco, una burla che dir si voglia, che intrattengo con li amici mei e belle dame, dovuta al meine name… al mio nome. Pochi in ver lo conoscono, il che è per me un bene più che gradito. Non mi mai piaciuto molto. Dovete infatti saper che lo mio nome completo è Joannes Chrysostomus Wolfgangus Theophilus Mozart.

A.T.: Un nome ben più lungo rispetto a quello che tutti conosciamo.

Wolfgang Amadeus Mozart: Ja! S’immagini quando le circostanze obbligano la mia persona a firmare per esteso (risatina). Ma se lei ha ben prestato l’orecchio suo, ChrysostomUS, WolfgangUS, TheophilUS. Un sacco di US. Così ho preso a volte l’abitudine e l’ardire di firmarmi MozartUS. (risatina) Komisch… divertente, non trovate?

A.T.: Sì… certo, contento voi. Comunque preferisco il più comune Mozart se non vi spiace. Ma… scusate, allora Amadeus?

Wolfgang Amadeus Mozart: Elementare traduzione latina di Theophilus. “Amato da Dio” o “Colui che ama Dio”. Certo lo mio talento presso la musica è una bella dimostrazione d’affetto da parte dell’altissimo nei mei riguardi, ma… meine Dame le assicuro che io non amo solo Dio.

A.T.: Herr Mozart per favore, volete smettetela di fare il Don Giovanni della situazione?! Vi ho già detto che sono sposata!

Wolfgang Amadeus Mozart: Don Giovanni? Kvesto nome m’ispira. Oh, ma via, non abbia a temer la mea persona. Gl’approcci mei non son altro che semplici giuochi innocenti. Mi definiscono già fin troppo “Wüstling” troppo libertino, ma non mi permetterei mai di scendere così in basso da disonorare lo sacro vincolo degli sponsali. Anche se ammetto che non è la prima volta che una simil situazione mi s’appressa.

A.T.: Quale? Adescare altre donne?

Wolfgang Amadeus Mozart: No, ma che altre damen mi si propongano per… approfondite conoscenze, quello sì. Io cerco ovviamente di misurami. Dopotutto il matrimonio con la mia Constance non ha nulla ad invidiar con quello dell’opera che stavo poc’anzi orchestrano.

A.T.: Le nozze di Figaro.

Wolfgang Amadeus Mozart: Ja, Gut! Siete ben informata. E pensate che kvesta è la mia prima opera in italiano sapete? Ma non tema, non sarà l’ultima. Ho già diverse idee.

A.T.: Però… non è un’opera inedita.

Wolfgang Amadeus Mozart: Che volete dire?

A.T.: Intendo dire che, non l’avete scritta di vostro pugno quest’opera. È basata su una commedia francese, non è vero?

Wolfgang Amadeus Mozart

Wolfgang Amadeus Mozart: Meine Dame voi siete molto più che erudita. Comunque… quella è tutt’altra storia! L’ho revisionata, corretta e riscritta in men di sei settimane. Quelle che porto in scena io sono le vere nozze di Figaro, un racconto di intrighi, sospetti ed equivoci d’un’unica giornata, trasformati in un’opera perfekta! Tutto per braccare questo pazzo sentimento che tutti chiamano liebe… amore. E in amore, come in musica, io ho una certa conoscenza.

A.T.: Ha dovuto riscrivere l’opera molte volte?

Wolfgang Amadeus Mozart: Nein! La prima stesura era già perfekta così come la mia mente l’avea musicata. Era come se le note fluissero dai mei pensieri alla mia mano, dalla penna allo spartito.

A.T.: Ma ha anche detto che l’ha riscritta e corretta.

Wolfgang Amadeus Mozart: Non per mio fallo. Ho dovuto si portar rimedio poiché lo tema affrontato era schwer, troppo forte per il mio mecenate. Si trattava di opera proibita sa? Non avrei nemmeno dovuto scrivere una nota a riguardo. Eppure la musica mi chiamava, come quando Dio chiama a se uomini e donne per farne preti e monache, così la musica chiama me. Come potevo dunque rifiutare lo dono che Dio stesso m’ha fatto?

A.T.: Mi scusi Herr Mozart, ha detto che l’opera era proibita? Come mai?

Wolfgang Amadeus Mozart: Bigottismo potremmo dire. Ma questo mio giudizio resti entro le teatrali mura. Vede, la commedia in Francia ebbe a ridire sull’istituzione sociale costituita, insinuando polemiche tra le classi sociali in favore del ceto borghese. Quindi la nobiltà francese ha, possiamo dire, visto i propri difetti palesarsi dinnanzi agl’occhi e non ne è stata affatto contenta. Ovviamente i potenti sono sempre in contatto gl’uni con gl’altri, capirà, sono quasi tutti parenti tra loro (risatina), così quando i reali di Francia hanno abbaiato “allo scandalo”, il mio mecenate ha subito proibito che la commedia venisse più attuata nei teatri dell’impero.

A.T.: Perché il vostro attuale mecenate, ricordiamolo, è l’imperatore Giuseppe II d’Austria.

Wolfgang Amadeus Mozart: L’imperatore Giuseppe II d’Asburgo-Lorena. Un uomo ch’io reputo già di più ampia mentalità. Se non altro perché vol disfarsi del giuogo che la chiesa ha ancora sullo stato. Io, non ho mai avuto buoni rapporti con gli ecclesiastici. Il mio ultimo datore di lavoro poi… un povero saugnapf, un babbeo che di musica non capiva nulla. O almeno non capiva la mia musica.

A.T.: Vi riferite al principe-vescovo di Salisburgo, Hyeronimus von Colloredo immagino.

Wolfgang Amadeus Mozart: Ja! Das ist wahr. Proprio lui. Un uomo veramente detestabile ed insofferente alla mia persona. Non trovava svago massimo se non nell’insultarmi, nel definirmi un immaturo, un giovane depravato. E perché poi? Solo perché ogni tanto qualche dama mi si avvicinava per conoscermi o perché ero tardivo nei miei impegni presso la sua corte? M’avea nominato suo organista ma in realtà lui voleva solo uno Spaßvogel, un giullare di corte. Ho avuto a che ridir di lui più d’una volta. E alla fine, quando m’ha licenziato ha pure avuto l’ardire di pronunziar codeste parole “Lasciatelo andare, non ho bisogno di lui!”. Quel… quel vecchio trombone intonacato!

A.T.: Strano. A quanto mi risulta, sua eccellenza il vescovo Collordo è una persona di aperta mentalità. È stato definito come un personaggio molto attivo nell’ambito artistico e letterario, oltre a quello ecclesiastico. Non è lui che ha voluto circondarsi di musicisti, che lui stesso paga, per intrattenere la corte di Salisburgo? Musicisti che per altro hanno anche occasione di poter studiare grazie a lui.

Wolfgang Amadeus Mozart: Ja, recht! E poi licenzia me, il migliore di loro. La mia musica vale cento volte più di quei miseri musicanti, che dovrebbero limitarsi a suonar degl’organetti di strada. Ma no, lui si accontentava d’esibizioni musicali scadenti, fintanto che chi le musicava gli si prostrava a leccargli…

A.T.: ER Mozart! La prego!

Wolfgang Amadeus Mozart: I piedi! Meine liebe Dame, siete un tantino maliziosetta sapete? E poi, lo stesso, denigrava la mia musica, denigrava la perfezione! No, quell’asino non ci capiva niente di musica. È stata una fortuna per me aver lasciato la sua corte. E quando son giunto a Vienna…

A.T.: Ha iniziato a lavorare per l’Imperatore Giuseppe II.

Wolfgang Amadeus Mozart: Ja! Un uomo illuminato non c’è che dire. Finalmente un uomo che non porrà freno al mio genio musicale, ho pensato. Per tale motivo, Ich war überrascht, sono rimasto sorpreso nell’apprender l’ostacolo che l’imperiale suo editto mi poneva. Quando gl’è giunta voce, da gentaglia ch’era invisa alla mia musica, ch’io stavo mettendo in opera Le Mariage de Figaro m’ha subito convocato dinnanzi alla maestà sua per chiedermi cagioni.

A.T.: E non ha avuto conseguenze per questo? Disobbedire ad un imperatore non è certo cosa da poco.

Wolfgang Amadeus Mozart: All’inizio l’imperatore era altresì contrariato. Non volea cedere in maniera alcuna a quello che considerava solo un capriccio d’artista. E grazie al cielo lo considerava tale, perché se avesse mai pensato che fosse atto di tradimento in favor dei ceti borghesi, a quest’ora sarei rinchiuso da qualche parte e avrebbero gettato via la chiave. Di sicuro Rosenberg o il gran ciambellano di corte avran fatto male lingua di me e delle mie intenzioni, portando l’imperatore a dubitar de lo mio intento principale.

A.T.: Che sarebbe?

Wolfgang Amadeus Mozart: Meine Dame… Ich spreche von Liebe. Io parlo d’amore. Solo questo è l’intento dell’opera mia. Io Mozart, ho intenzione di mettere l’amore in musica così che il pubblico possa inebriarsi d’esso con tutti li sensi. Non certo fare politica e proseliti sulla… sulla… (sente la musica in sottofondo e non gli piace) Das ist unerträglich! Vogliate scusarmi. Stoppen die Musik! Dico, quante volte ancora dovrò ripetervelo! Schnell, più veloce kvesto punto! È una scena di riso e di tensione, le parole van di fretta, non vanno affettate! Rifate dall’inizio dell’aria! Frau Storace, Frau Bussani anche voi, con più foga (musica). Oh! Così si fa! Così seguitate, orsù! Perdonatemi ma… a volte è terribile avere a che fare con persone che lo genio mio non comprendono a pieno! E si che codesta parte l’abbiam provata più d’una volta. È tremendo avere un dono così grande e non avere nessuno con cui condividerlo. Anche se…

A.T.: Anche se?

Wolfgang Amadeus Mozart: In verità ci sono solo due persone che han compreso il mio talento sin da principio.

A.T.: Chi?

Wolfgang Amadeus Mozart – Illustration by Mental Floss

Wolfgang Amadeus Mozart: Mio padre Leopold e mia sorella Nannerl. Nostro padre ci ha allevato subito all’arte musicale, quale compositore rinomato a Salisburgo. Ci ha fatto suonare ogni strumento e in ogni loco ove la musica imperava in Europa, coltivando il nostro talento sin dalla tenera età.

A.T.: Ho sentito infatti che la vostra prima composizione musicale l’avete scritta a soli sei anni d’età, non è vero Herr Mozart?

Wolfgang Amadeus Mozart: Nien! Ciò è falso.

A.T.: Ah ecco, mi pareva strano un bambino così piccolo potesse…

Wolfgang Amadeus Mozart: L’ho composta a cinque anni! Dai sei anni in poi ho viaggiato con mio padre und mia sorella per l’Europa, soprattutto in Italia. Non mi fraintenda, è servito a entrambi ma… ammetto che a volte nostro padre esagerava nel metterci alla prova. A più riprese infatti, pur di dimostrare il nostro talento alle alte corti o ai grandi musicisti suoi pari, io e mia sorella abbiamo suonato malati.

A.T.: A tal punto vi spronava?

Wolfgang Amadeus Mozart: Nostro padre era così fiero di noi, che a volte dimenticava che io e mia sorella eravamo Kinder, degl’infanti, soggetti quindi a gravi affezioni molto più di altri. Da piccolo mal sopportavo questo continuo viaggiare solo perché mio padre potesse pavoneggiarsi dei suoi figli prodigio. Ma oggi, anche se non lo vedo da molto, capisco i motivi per cui ha voluto da me un simile impegno.

A.T.: Non vede spesso suo padre?

Wolfgang Amadeus Mozart: Purtroppo no. Ci scambiamo una leggera corrispondenza. Abbiamo avuto diversi Rauferei… ehm dei tafferugli negli anni. Dal mio licenziamento da Colloredo, alle mie nozze con Costance che lui non vedeva di buon occhio. La medesima opinione l’avea mia sorella. Secondo loro ho un comportamento troppo dissoluto.

A.T.: Bè, certo non siete modesto devo dire.

Wolfgang Amadeus Mozart: Meine Dame, se ho imparato qualcosa in questi anni è che la vita è una sola, ed io la sto vivendo! Con la mia musica! E la mia musica mi fa essere grande! Come posso dunque essere modesto in ogni mia altra scelta? E poi andiamo… ho ventinove anni e lavoro per l’imperatore d’Austria. Che può succedermi?

A.T.: Se la pensate così. Ma ditemi ora, com’è lavorare per l’imperatore.

Wolfgang Amadeus Mozart: A volte facile, a volte difficile. Benché io l’apprezzi, ammetto che ha un difetto che purtroppo fatico a sopportare.

A.T.: Cioè?

Wolfgang Amadeus Mozart: Non ha orecchio! Io e Salieri ci dilettiamo a volte a fargli sonar qualche pezzo al clavicembalo ma… Schrecklich, è terribile! Ma in fondo che cosa si può mai dirgli? Che non è capace di distinguere le note? È pur sempre l’imperatore dopotutto.

A.T.: E con Salieri? Avete un buon rapporto con lui? Oppure bisogna dar credito a certe voci che vi dicono nemici?

Wolfgang Amadeus Mozart: Perché mai dovrei essere nemico di Salieri? E perché mai lui dovrebbe esserlo per me? Abbiamo un semplice rapporto tra colleghi. Gute Gott. È uno dei pochi con cui possa discorrere di vera musica! Certo non è un talento nello scrivere opere ma, almeno ho qualcuno a corte con cui potermi sfogare quando Rosemberg, o altri suoi pari, mi rendono la vita impossibile. E poi ha trovato la mia opera wunderbar, meravigliosa. Come potrebbe mai costui essermi nemico?

A.T.: Salieri vi ha aiutato a scrivere l’opera?

Wolfgang Amadeus Mozart: Nein! Salieri certo non mi è nemico ma, non volevo che altri musici ci mettessero le mani. Le nozze di Figaro sono una mia creazione! E una volta creata, io e Lorenzo abbiam giuocato bene le nostre carte e, anche se abbiam avuto osteggiatori in ogni loco, al fin abbiamo trionfato sulla mental clausura dell’intera corte imperiale.

A.T.: Questo Lorenzo di cui parla è Lorenzo Da Ponte, giusto? Il vostro amico librettista che ha scritto e tradotto per voi l’opera in italiano e che ha messo in parole la vostra musica?

Wolfgang Amadeus Mozart: Recht, meine dame.

A.T.: E non è qui con voi oggi?

Wolfgang Amadeus Mozart: Ja! Partecipa alle prove ogni qual volta li impegni soi non gli recano disagio. Il nostro è stato un greve duetto. Io ho avuto l’idea, scritto la musica, trasformato una commedia satirica in qualcosa di maestoso e… lui ha scritto le parole. Una piccola parte rispetto a tutto il lavoro ma l’ha fatta bene direi. Bisogna, come si sol dire in italico, dare a Cesare quel ch’è di Cesare. E poi non sono una persona che ama vantarsi, so anche condividere la gloria. Si aggiunga a ciò, che mi sta ancora aiutando a superare kvello che spero sia l’ultimo ostacolo imperiale.

A.T.: Avete avuto altri problemi nella messa in opera?

Wolfgang Amadeus Mozart: Immagino sappiate che l’imperatore Giuseppe II ha proibito il balletto nei suoi teatri. Ebbene, io e Lorenzo abbiamo inserito un balletto alla fine del terzo atto.

A.T.: Oh sì, quando Figaro e Susanna finalmente possono convolare a giuste nozze poco prima del quarto atto.

Wolfgang Amadeus Mozart: Wunderbar, meine Dame! Voi mi sorprendete sempre più.

A.T.: Però mi scusi Herr Mozart, non le sembra di tirare un po’ troppo la corda? Insomma mi sembra che l’imperatore le abbia dato abbastanza spago dandole il permesso di mettere in opera le nozze di Figaro. Adesso vuole nuovamente sfidare la sua autorità per un balletto? Non farebbe meglio a lasciar perdere?

Wolfgang Amadeus Mozart: Meine liebe Dame! Voi non capite. La mia opera è perfekta! Come posso io riscrivere la perfezione? È come chiedere a Dio di rifare il creato!

A.T.: Siete un po’ presuntuoso lo sapete? Paragonarvi in questo modo a Dio.

Wolfgang Amadeus Mozart: Aspetti di ascoltare tutta l’opera dall’inizio alla fine prima di giudicarmi. E solo se le sarà sgradita, potrà darmi del presuntuoso! E poi, io non intendo sfidare l’autorità imperiale. L’imperatore cambierà idea non appena assisterà alle prove. La scena del balletto resterà invariata ma… ohne Musik, senza la musica!

A.T.: Un balletto senza la musica?

Wolfgang Amadeus Mozart: Ja! Lo vede? Persino lei lo trova assurdo! E come potrebbe pensarla un imperatore?

A.T.: Quindi voi lo avete invitato qui oggi a presenziare alle prove, con l’intento di mostrargli un balletto incompleto, in modo che sia l’imperatore a chiedere che la musica venga utilizzata?

Wolfgang Amadeus Mozart: Ja! Gut! Recht! Capisce? Non c’è nessuna sfida all’autorità dell’imperatore.

A.T.: Herr Mozart, è uno stratagemma molto sottile e psicologico questo. Siete certo che cadrà nel vostro tranello?

Wolfgang Amadeus Mozart: Senza fallo Miene Liebe Dame. Credetemi, quell’uomo è molto facile da capire e… anche da manipolare. E poi, cosa mai potrebbe andare storto? (sussurra e bisbigli Herr Director) Vogliate scusarmi (l’imperatore sta arrivando). Meine dame, vi prego di perdonar la scortesia ma urge novamente la mia presenza come direttore dell’orchestra. Sembra che l’Imperatore sia giunto.

A.T.: Sì anche io devo andare adesso Herr Mozart.

Wolfgang Amadeus Mozart: Avrò occasione di vedervi alla prima?

A.T.: Purtroppo non mi tratterrò a Vienna ma credetemi, sono certa che l’intera opera sarà un successo, Herr Mozart. Vi faccio tanti auguri e…

Wolfgang Amadeus Mozart: Ssssh! Siete matta?! Mai fare gli auguri a teatro! Es ist verboten! O volete la mia rovina?! Tutt’al più si augura buona fortuna! Ma perché scomodare la dea bandata? Non mi serve la fortuna, dopotutto io sono Mozart. (Attendi qualche secondo) Vostra Maestà benvenuto. Spero che questa prova possa farvi cosa gradita. Meine Damen und Herren, lassen Sie uns beginnen! Eine, zwei, drei… (musica)

 

Written by Alister Tinker

 

Voce intervistatore: Alessandra Agostini

Voce Mozart: Alister Tinker

 

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Rubrica Life After Death

 

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