Selfie & Told: Carlo Skizzo Biglioli racconta l’album “La scomparsa dell’Uomo Invisibile”

Selfie & Told: Carlo Skizzo Biglioli racconta l’album “La scomparsa dell’Uomo Invisibile”

Nov 18, 2018

“Lasciando una scia sopra il mare,/ un’ape regina volava felice,/ sciamando sul pelo dell’acqua…// Lavando al ruscello, beata,/ la Wanda cresceva nei prati,/ emanando un profumo di serenità…// Ma, nel deserto, Sara/ si sarà perduta o si salverà?// […]” ‒ “Sciamare (mistici enigmi)”

Carlo Skizzo Biglioli – Valerio Baggio

Sono nato a Bergamo troppi anni fa (nel ’64!). Ho iniziato molto presto a suonare, da solo e con band, a scrivere canzoni e a registrarle. Questo mi ha portato a pubblicare un disco per una major (“Stoffa” – Sugar 1989), ma l’esperienza non è stata particolarmente felice… Ho continuato ad autoprodurmi ed ho sfornato un secondo album (“I figli del rock’n’roll” – Dirigibile 1993).

Poi, sempre nei ’90s, ho fondato due band una (Bandanuova) che raccoglieva il testimone del mio lavoro da cantautore, e l’altra, nata soprattutto per divertimento e gozzoviglia, che ha avuto da subito un certo successo, perciò ho continuato per 20 e più anni a suonare e a cantare ne La Famiglia Rossi, facendo concerti in tutta Italia e producendo 6 dischi.

Negli ultimi anni, diradandosi gli impegni con la Famiglia, mi sono dedicato alla scrittura di canzoni basate su giochi di parole ed enigmi, e da queste è nato il mio ultimo album “La scomparsa dell’Uomo Invisibile, prodotto ed arrangiato con Valerio Baggio.

Siccome i calembour, le sciarade e i palindromi, per molte persone sono un po’ faticosi, abbiamo costruito (con lo stesso titolo) uno spettacolo molto pimpante, progettato per coinvolgere nel gioco chi viene a vederlo.

Ed eccovi la mia Selfie & Told!

 

C.S.B.: “La scomparsa dell’Uomo Invisibile” è un disco di canzoni umoristiche?

Carlo Skizzo Biglioli: In parte sì, ma solo in parte. Alcune canzoni sono appositamente costruite attorno ad una sciarada, per creare un effetto comico, con finale a sorpresa, ma altre puntano piuttosto a produrre uno straniamento in chi ascolta, un po’ come nei rebus, dove oggetti e personaggi non congrui convivono in un disegno, creando un surrealismo plausibile solo dal punto di vista grafico. A volte sembrano normali pezzi pop, ad esempio, canzoni d’amore, ma, seguendo i testi, si scopre che sotto c’è un altro gioco, (o più di uno!).

 

C.S.B.: La tua creatura più fortunata (La famiglia Rossi) è famosa per la musica festosa e la voglia di divertire, ma si è sempre occupata di temi sociali. “La scomparsa…” invece sembra un lavoro un po’ astratto dai tempi che viviamo. Perché?

Carlo Skizzo Biglioli: Purtroppo in questi anni i peggiori politicanti (ed i reazionari i n genere) si sono appropriati del linguaggio che prima competeva alla satira, per cui passano le giornate a scrivere battute sui social (ma non lavorano mai?). Questa moda del lazzo, della dichiarazione tranchant, dell’invettiva biliosa e della semplificazione a me ripugna, quindi mi è venuto naturale fare un altro tipo di lavoro sul linguaggio, cercando di giocare con le parole, lasciandole libere a scorrazzare sull’aia insieme al proverbiale cane, perché si trovino da sé uno o più significati. Forse la mia è una scelta rinunciataria, ma per me era questa la nuova frontiera da esplorare.

 

C.S.B.: Ma allora perché, invece di inventarti l’Uomo Invisibile, non sei tornato a scrivere canzoni un po’ intimiste, come quelle dei tuoi dischi precedenti?

La scomparsa dell’Uomo Invisibile

Carlo Skizzo Biglioli: Perché, più passano gli anni, e meno ho voglia di interpretare me stesso nelle canzoni. Non credo più all’idea romantica dell’artista che crea per l’urgenza di raccontarsi o di comunicare un messaggio… Mi interessa di più lavorare ad un progetto come un onesto artigiano, magari per accontentare qualcun altro. In questo senso, l’Uomo Invisibile è stata una sfida con me stesso. Mi sono dato un “canone” da seguire, un po’ come se mi fossi commissionato un’opera da solo.

 

C.S.B.: Nella tua discografia ci sono anche musiche per bambini. Come mai?

Carlo Skizzo Biglioli: Da diversi anni mi guadagno il pane facendo il maestro d’asilo, quindi, trovandomi a lavorare con i bambini mi è venuto abbastanza naturale mettere a disposizione quello che sapevo fare. Di solito, con i miei alunni, conduco laboratori di composizione collettiva, cioè li aiuto a scrivere le loro canzoni (e poi registriamo dei dischi!). I bambini spesso hanno idee davvero folgoranti!

 

C.S.B.: La scomparsa dell’Uomo Invisibile” è un disco ben strano, fuori dai formati usuali. A chi dovrebbe interessare?

Carlo Skizzo Biglioli: Onestamente non saprei. Principalmente interessava a me, infatti inizialmente pensavo ad un cd-demo da realizzare alla svelta e da dare agli amici, ma poi, man mano che scrivevo le canzoni, mi veniva voglia di lavorale bene anche dal punto di vista sonoro… Alla fine è stato Valerio (mio amico e socio in questa operazione) a convincermi a fare un disco vero!

 

C.S.B.: Musicalmente il disco è molto eclettico, come definiresti il suo genere musicale?

Carlo Skizzo Biglioli: Credo che, bene o male, si tratti di canzone d’autore, nel senso che quasi tuti i pezzi nascono da un’idea testuale, e le scelte sonore sono soprattutto finalizzate a rendere comprensibili e plausibili le gag, i paradossi e le suggestioni dei testi. Comunque io ho sempre spaziato tra diversi generi (odio la monotonia!), anche se la mia formazione musicale è fondamentalmente rock.

 

C.S.B.: Quanto ha influito la produzione di Valerio Baggio?

Carlo Skizzo Biglioli: Direi molto. Ha aggiunto spessore e musicalità al mio modo, solitamente abbastanza sempliciotto, di arrangiare, perché è un musicista molto preparato e ha sempre voglia di sperimentare. Spesso mi faceva proposte che mi disorientavano, ma il più delle volte, passato il disorientamento, mi sono trovato d’accordo con lui. Penso che, per quanto difficile, non tenere sempre in mano il boccino sia molto produttivo.

 

C.S.B.: Guardando la tua pagina Facebook, si vede che stai festeggiando 33 anni di carriera, a partire dal tuo primo lavoro autoprodotto. Eppure coincidono con il trentennale di “Stoffa”. Non sarebbe stato più semplice celebrare quello?

Carlo Skizzo Biglioli

Carlo Skizzo Biglioli: Forse sì, ma onestamente non avevo voglia di festeggiare l’unico disco del quale non sono proprietario. Dopo quel lavoro ho fatto tante cose, tutte più interessanti, almeno secondo me, e non volevo creare l’effetto nostalgia. E poi il 33 è un numero molto intrigante, soprattutto ora che pubblico il mio terzo disco, perciò ho scelto di realizzare 6 concerti (3+3), collaborando con diversi artisti e band della scena di Bergamo (che da sempre è molto interessante e viva). Ognuno di loro mi regala un po’ del suo tempo e del suo talento, per creare insieme degli eventi sempre diversi ed irripetibili!

 

C.S.B.: Dai l’impressione di divertirti ancora molto…

Carlo Skizzo Biglioli: Poco ma sicuro! L’unico problema è fare i conti con le energie fisiche, che non tendono ad aumentare col tempo… Onestamente un po’ mi incazzo quando sento tessere le lodi di grandi rockstar, che tengono botta malgrado l’età. Cos’altro hanno da fare? Al di là del valore artistico, i veri fenomeni sono quelli come me, che riescono a far convivere il rock’n’roll con l’esigenza di alzarsi la mattina presto!

 

Incredibile! È scomparso l’uomo invisibile!/ Tutti i particolari in cronaca/ Interviste a pagina sei// La salma è lì, nella camera ardente,/ il vestito elegante, che sembra riempito di niente/ Al funerale, qualcuno, sgomento,/ sussurra “Ma pensa che strano!/ L’ultima volta che non l’ho visto,/ era perfettamente sano!”‒ “La scomparsa dell’Uomo Invisibile”

 

Written by Carlo Skizzo Biglioli

 

 

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