iSole aMare: Emma Fenu intervista Paola Cassano alla ricerca dei sogni delle donne

iSole aMare: Emma Fenu intervista Paola Cassano alla ricerca dei sogni delle donne

Nov 14, 2018

La rubrica “iSole aMare si propone di intervistare isolani che della propria condizione reale e metaforica abbiano fatto cultura, arte e storia ponendosi in comunicazione con il mondo: nessun uomo è un’isola o forse lo siamo tutti, usando ponti levatoi?

Paola Cassano

Sono l’Isola. Ma sono magica e infinita: non mi puoi cingere tutta.

Non mi puoi spostare, non mi puoi unire alla terraferma, non puoi possedermi. Puoi solo essere accolto, sederti alla mensa del mio corpo di sabbia e granito, mangiare dalla mia bocca le bacche del piacere e della nostalgia, fino a inebriarti, fino ad essere anche tu me. Ed allora ti fermerai per sempre, mi guarderai nelle pupille di basalto immerse nel cielo degli occhi e diverrai pietra.

Sarò la tua Medusa, con filamenti trasparenti danzerò per te negli abissi, ti brucerò di passione e non sarai più libero, nemmeno quando te ne sarai andato lontano, remando fino allo sfinimento, e il mare fra noi sarà un siero diluito con sangue di memoria e con lacrime di speranza.

Tu mi hai toccato, ora ti tendo le mani io.

Tu mi hai baciato, ora cerco il tuo sapore su di me.

Tu mi hai guardato: ora scruto l’orizzonte come una Didone abbandonata.

Tu mi hai annusato: ora raccolgo dalle fauci del maestrale il tuo polline per i miei favi.

Tu mi hai seguito: ora calo un ponte levatoio solo per te.

Tu mi hai atteso, ora ti attendo io.”  Emma Fenu ‒ “L’isola della passione”

 

Isole Amare.

Terre Femmine dispensatrici di miele e fiele, con un cuore di granito e basalto e capelli bianchi di sabbia che si spandono nel mare come le serpi di Medusa che, secondo la leggenda, un tempo della Sardegna fu sovrana.

Isole da Amare.

Terre Madri e Spose che squarciano il cuore di nostalgia, tirando il ventre dei propri figli con un cordone ombelicale intrecciato di mito, memoria e identità.

iSole aMare.

Sole che scalda e dà vita oppure che brucia e secca, negando l’acqua.

Mare che culla e nutre oppure che disperde e inghiotte, imponendo l’acqua.

 

La rubrica “iSole aMare” si propone di intervistare isolani che della propria condizione reale e metaforica abbiano fatto cultura, arte e storia ponendosi in comunicazione con il mondo: nessun uomo è un’isola o forse lo siamo tutti, usando ponti levatoi? A questa domanda implicita i nostri ospiti, attraverso parole, note e colori, saranno invitati a rispondere.

La rubrica è stata inaugurata da Paolo Fresu, hanno seguito Claudia Zedda, le fondatrici di LibriamociPier Bruno CossoGrazia FresuCristina Caboni, Maria Antonietta Macciocu, le sorelle Francesca e Marcella BongiornoFranca Adelaide Amico, Anna MarcedduSilvestra Sorbera, Nadia ImperioAnna SantoroSalvina VilardiMarina Litrico, Tatiana PaganoGavino PuggioniGabriella Raimondi, Giuseppina Torregrossa, Francesca Mereu, Francesca Guerrini e Claudia Musio.

Oggi è il turno di Paola Cassano, sarda, illustratrice e imprenditrice del brand intitolato “Le Sognatrici”, che include T-shirt, mug e prodotti di cartoleria che ritraggono donne con gli occhi chiusi, nell’atto di sognare, appunto.

 

E.F.: Le tue creazioni ritraggono donne. Da cosa nasce tale interesse per il mondo femminile?

Emma Fenu – Photo by Francesca Guerrini

Paola Cassano: Fin da bambina, ho sempre disegnato tanto, addirittura mentre mangiavo: era per me un bisogno impellente di creare mondi immaginari; la mia curiosità, però, era rivolta soprattutto verso l’universo femminile. Osservavo mia mamma e stavo attenta a come muoveva le mani e i piedi… ogni giorno disegnavo corpi femminili e non ho mai smesso, spaziando dalle illustrazioni alle creazioni di vestiti. È qualcosa che mi nasce dentro, qualcosa di “antico” che prende spunto dai racconti ascoltati e dalle persone incontrate. Io sono fortunata perché, nella mia vita, le donne, eccetto rari casi, sono sempre state compagne e alleate e quindi ho sempre desiderato raccontarle.

 

E.F.: Come il tuo mondo creativo, dedicato alle donne, incontra la tradizione artigianale sarda?

Paola Cassano: Una volta cresciuta, sono diventata sempre più consapevole del pregio della tradizione e ho imparato ad apprezzare, per esempio, i raffinati lavori all’uncinetto eseguiti da mia madre, costati anni di lavoro intenso, come nel caso di una coperta. La passione per il lavoro manuale e artigianale è comune a tutte le donne della mia famiglia, quindi le decorazioni e i ricami degli abiti tradizionali io li ho sempre avuti dentro di me, come eredità trasmessa di generazione in generazione.

 

E.F.: Raccontaci le origini del tuo progetto, a partire dal titolo “Le Sognatrici”.

Paola Cassano: Nel 2011 ho cominciato a realizzare alcune “faccine” per una collezione. Il nome è venuto da solo, perché io mi sono sempre definita una sognatrice. Non sono una con la testa fra le nuvole, esattamente il contrario: voglio realizzare mille cose nella vita! Il sogno per me è concreto, è una meta da raggiungere.

 

E.F.: Fra le figure che ritrai ci sono donne in costume sardo, ma non solo. Come scegli i personaggi a cui ispirarti?

Paola Cassano: Scelgo donne con identità, con consapevolezza, con storia e futuro. Maria Carta, per esempio, pur essendo sarda, non è ritratta in costume. Lei aveva ben chiare le sue radici e io la ammiro perché credo che, una volta che sai chi sei, puoi andare dovunque nel mondo e sei pronta ad affrontare qualunque cosa.

 

E.F.: Le donne sono più sognatrici o hanno, invece, più bisogno di credere nella forza dei propri sogni?

Paola Cassano

Paola Cassano: Noi donne abbiamo bisogno di riconoscere i nostri talenti e di credere nelle nostre infinite risorse. Ognuna ha le proprie speciali prerogative: nel momento in cui lo capiamo, diventiamo consapevoli che la vita è nelle nostre mani e non dobbiamo aspettare che qualcuno ci dica che siamo brave, dobbiamo solo decidere.

 

E.F.: Cosa vedono le tue creature mentre chiudono gli occhi?

Paola Cassano: Vedono ciò che vogliono essere. Una volta, durante una mia esposizione, due bambine si sono avvicinate a me; una mi ha chiesto perché le mie donne avessero gli occhi chiusi e l’altra, prontamente, ha risposto: “Stanno pensando a cosa faranno da grandi!”. È esattamente così. Le mie creature sono colte in un momento di introspezione che precede il futuro che loro stesse andranno a creare.

 

Written by Emma Fenu

 

Info

Sito Le Sognatrici

Rubrica iSole aMare

 

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