“Prima che te lo dicano altri” di Marino Magliani: dalla Liguria all’Argentina in cerca di risposte

“Prima che te lo dicano altri” di Marino Magliani: dalla Liguria all’Argentina in cerca di risposte

Nov 2, 2018

“Il primo fragore l’aveva scambiato per l’eco di un tuono. Il secondo lo riconobbe, proveniva dal basso, quattro o cinque detonazioni in tutto. Non s’era entusiasmato. Segnali che non lo riguardavano, qualche cacciatore di tordi in tempo di passaggio: i voli arrivavano esausti dal mare e riposavano negli uliveti…”

Prima che te lo dicano altri

Sviluppato su piani temporali diversi, Prima che te lo dicano altri, romanzo di Marino Magliani, pubblicato da Chiarelettere editore nel 2018, sembra anticipare, fin dal titolo, un segreto serbato nella vita di Leo Valletti, protagonista del percorso narrativo del libro.

In quelle poche parole sta un qualcosa di non detto che tocca nel profondo l’uomo.

Leo ha circa sessant’anni, e da sempre è vissuto in un piccolo centro Liguria; ed è attraverso la memoria legata al suo passato, soprattutto al suo periodo infantile e adolescenziale, che Leo si racconta e racconta del paese in cui ha trascorso gran parte delle sue giornate.

Sorba è un piccolo centro situato nell’entroterra ligure, in prossimità di Ventimiglia, lì dove il territorio aspro e pietroso che si affaccia sul mare, circondato da colli e colline, assume nella narrazione il ruolo di coprotagonista, in quanto elemento ricorrente in tutta la narrazione.

“Un giorno, trovandosi da quelle parti a caccia, aveva voluto vedere la nuova Liguria del futuro, un paese tornato a vivere, con quel gusto forzato della decadenza, come un marchio. Gliel’aveva spiegato un impiegato dell’ufficio vendite, ben sapendo che un indigeno non avrebbe comprato nulla. Ma vigeva la politica dell’informazione e tutti quanti i residenti in vallata dovevano sapere che non c’erano trucchi…”

Grazie a un ampio lavoro introspettivo Leo rintraccia in sé l’eco antico dei luoghi che l’hanno visto prima bambino e poi giovinetto, luoghi a cui è visceralmente legato, e strettamente connessi con una figura maschile di cui ha sporadici ricordi.

Ricordi di un uomo, il quale su suggerimento della madre di Leo, è stato per lui un riferimento importante; fin da quando era ragazzino ne ha seguito le tracce, offrendogli insegnamenti che sono andati oltre al percorso scolastico che il ragazzo doveva recuperare.

Dopo aver elaborato a lungo una sua ipotesi sulla figura paterna, Leo fa una scelta, senza dubbio coraggiosa, e che lo porta all’altro capo del mondo.

Ben determinato e armato di forza di volontà raggiunge l’Argentina, e lì si mette alla ricerca delle proprie origini. E, in ugual misura, va forse alla ricerca della propria identità, in parte frammentata. O almeno non ben delineata come necessiterebbe a un uomo maturo.

Ed è fra numerose peripezie che si protrae il soggiorno di Leo in America Latina, terra a lui sconosciuta ma nella quale riesce ad ambientarsi, anche perché spinto dall’impellente bisogno di sapere.

“A casa ricontrollò i dollari che gli avevano dato in banca e che teneva in una busta. Per i traveller’s cheque s’era fatto spiegare bene come funzionavano. Non erano troppo diversi dagli assegni che in cassavano i contadini quando pagava loro le olive per conto del mulino…”

Alla ricerca delle proprie radici s’imbatte in pericolose situazioni, accompagnato dallo spettro del drammatico fenomeno dei desaparecidos, il quale getta sul racconto un’ombra funesta, che aleggia con prepotenza sugli avvenimenti, insinuandosi a forza nei pensieri di Leo. Pensieri frastagliati, che prendono in considerazione la più terribile delle ipotesi: la persona su cui ha fantasticato a lungo potrebbe essere finito nel gorgo infernale della dittatura argentina? Si chiede Leo, e con lui il lettore.

In spagnolo, desaparecido è termine traducibile in italiano con la parola scomparso. Fenomeno avvenuto in alcuni paesi dell’America latina a cavallo degli anni 1970 e 1980, si riferisce a un momento storico terribile, il quale ha visto oltre trentamila persone, dissidenti politici o presunti tali, svanire nel nulla.

Le forze di polizia, al soldo dei governanti dell’epoca operavano in maniera del tutto misteriosa per far sparire gente innocente. L’elemento che più di altri caratterizzava il triste evento era la modalità, in assoluta segretezza, con cui venivano arrestati uomini e donne non graditi alle autorità.

Marino Magliani

La sparizione solitamente avveniva di notte e senza testimoni, e segreto era pure il momento che seguiva l’arresto. Ai familiari non veniva comunicata né la natura del fermo, né i capi d’imputazione che accusavano i loro congiunti. Nella maggior parte dei casi, in seguito non si seppe nulla dei desaparecidos. Soltanto all’indomani della caduta dei regimi autoritari, e in seguito al ritorno della democrazia fu possibile, anche se solo in parte, conoscere lo svolgersi dei fatti.

Si seppe allora che i prigionieri furono torturati e detenuti in campi di concentramento. In alcuni casi le salme furono occultate in fosse comuni, le quali impedirono di risalire all’identità delle vittime. Si raccontò inoltre, che persone ancora in vita furono gettate nel Rio de la Plata, attraverso i cosiddetti ‘voli della morte’.

“L’autobus lo lasciò a un paio di fermate dalla piazza centrale, quella con la chiesa, le panchine e la gioventù. Non aveva più piovuto, si stava bene, e sotto le piante si respirava un altro odore. Mangiò un panino, un sandwich, come li chiamavano laggiù. Poi camminò lentamente sotto gli alberi verso Avenida Sarmiento…”

Il romanzo di Marino Magliani è romanzo di formazione, in quanto racconta, non solo di Leo e delle sue difficoltà nell’affrontare i suoi coetanei in un piccolo centro dove tutti sanno tutto dei loro compaesani, ma partecipa il lettore alla fatica dei lavoratori della terra, i quali devono confrontarsi continuamente con le avversità di un territorio che a volte si manifesta in tutta la sua durezza e complessità.

Prima che te lo dicano altri è racconto evocativo, scritto con registro colloquiale e originale e arricchito da descrizioni gergali, con riferimenti dialettici inequivocabili, ed espressioni che danno al romanzo una connotazione ben precisa, ovvero quella dell’immediatezza e della spontaneità.

Aspetti che coinvolgono il lettore pronto a condividere insieme a Leo l’avventura della vita.

Prima che te lo dicano gli altri è narrazione che attrae il lettore in una lettura suggestiva e appassionata, anche per le rappresentazioni paesaggistiche inserite in un contesto bucolico, che si fa parte integrante della più vera essenza del protagonista; contesto che diventa tramite per raccontare i moti emozionali che si annidano nell’animo semplice di un uomo di provincia.

“I rumori della pampa rimbalzavano sull’erba, e quelli vicini – le scarpe sullo sterrato fangoso e il verso di una bestia – contribuivano a un’impressione di spazi silenziosi. Erano rumori strani, toglievano la paura e rimettevano in gioco la vita nel giro di pochi istanti. Poi vinceva di nuovo la paura…”

 

Written by Carolina Colombi

 

Commenta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: