Life After Death: l’intervista ad Era, consorte di Zeus e regina di tutti gli dei dell’Olimpo

Benvenuti a tutti amici. Oggi siamo arrivati sino alle pendici del più famoso monte della mitologia classica, il Monte Olimpo.

Era – Giunone

La nostra intervistata di oggi è niente meno che la regina di tutti gli dei, Era, per i romani Giunone, sposa di Zeus.

Eccola, sta arrivando col suo bel kitone bianco, i sandali e la corona dorata. Signora Giunone, sono qui.

 

Era: Sì! Io sono Era, Giunone, (declamando) Consorte di Zeus, divina del matrimonio e protettrice delle partorienti, patrona di Argo, madre delle piogge, nutrice dei venti e terzogenita di Crono e Rea. Origine del tutto e di tutto sovrana, io sono LA Donna!… o meglio LA Signora! (attimo di pausa) Un po’ troppo pomposo forse?

A.T.: In che senso mi scusi?

Era: Tutta questa presentazione. Capisco che in questi casi bisogna mettere tutto in sintesi ma insomma, sono pur sempre una dea, un poco di ridondanza ci vuole. Come faccio a dimostrare quello che ho fatto se devo riassumere tutti gli antichi miti in una misera pagina?

A.T.: Credo di non capire cosa intenda…

Era: Oh per Artemide! Dico per il curriculum!

A.T.: Per il curriculum?

Era: Certo. Lei non è dell’ufficio di collocamento?

A.T.: Ehm… bè no. In realtà…

Era: Ma come no? Avevamo appuntamento oggi! Avevo dato ordine a quel mortale di trovarsi davanti alle porte dell’Olimpo per consegnargli il curriculum! Se avessi saputo che finiva così… voi mortali a volte siete davvero dei cialtroni!

A.T.: In quanto mortale però, posso dirle che di solito i curriculum vanno portati, non vengono a prenderli gli addetti del centro per l’impiego.

Era: E lei pretende che IO vada di persona a portare due pergamene in un ufficio pubblico? Per chi mi ha preso? Io mi occupo di matrimoni e fedeltà coniugale non di posta! Io sono consorte di Zeus, divina del matrimonio, protettrice delle partorienti, patrona di Argo, madre…

A.T.: Sì sì, l’ha già detto. Lei è Era.

Era: Appunto! Poste e telegrafi sono di competenza di Hermes, non mia! Sarebbe anche ora che quel buono a nulla facesse qualcosa! Invece no! Sempre spiaggiato sul triclinio da quando hanno inventato la porta elettronica! Prima almeno si dava da fare con lettere e cartoline. Invece adesso… dovessero fargli una statua a quel pusillanime lo rappresenterebbero con un tablet in mano… altro che calzari alati e caduceo!

A.T.: Sarebbe insolita come statua, ma certo si adatterebbe di più ai tempi che corrono. Chissà come rappresenterebbero gli altri… e lei! Magari come una donna in carriera!

Era: Non mi ci faccia pensare la prego! Io sono per la vecchia scuola! Non mi sono mai interessata dei tempi moderni! Già non mi piacciono molto gli artisti contemporanei, si figuri gli aggeggi elettronici che vi siete inventati! mp3, tablet, iphone, ipade, netbook, ebook… Ah, voi mortali non vi godete più la vita! Persino nello scrivere andate di fretta! Ormai i giovani se non scrivono il “per” con la X oppure TVB nei messaggini è come se parlassero due lingue diverse! L’ho sempre detto! Siete diventati una cultura acronima!

A.T.: Non posso negarlo. È vero che la tecnologia ci aiuta molto ma… toglie anche molte cose. Quando puoi non funziona…

Era – Giunone

Era: Infatti! Sono cose che mi mandano in bestia. L’ultima volta che ho mandato una pergamena di mio pugno, a una delle mie sorelle, lei mia ha risposta con due righe scarse e sgrammaticate, via mail con un TVB gigante in fondo! Ma per lo Stige! È troppo scrivere le parole Ti Voglio Bene per intero!

A.T.: Non potrei essere più d’accordo!

Era: Scrivere una lettera di propria mano, una cartolina è più personale è più… ma scusi… se lei non è dell’ufficio di collocamento allora chi è?

A.T.: Bè io sono un’inviata di una radio. Le avevamo mandato appunto un messaggio per avvisarla… credevo che…

Era: Una radio? Sul serio? E non avete bisogno di aiuto per caso? Non dico per me… non è proprio di mia competenza. Dopotutto io sono Era, consorte di Zeus, divina del matrimonio e protettrice…

A.T.: Sì, l’ha già fatta la presentazione.

Era: Ah… bé per l’appunto, ai miei tempi ero invitata a tutti i matrimoni della Grecia, direi che io ho più esperienza col wedding planner. E sono la dea del parto quindi potrei aggiungere anche “ostetrica” a tempo perso. Tutto fa brodo come dite voi mortali. Spero basti, ho altri due colloqui domani. E spero che si presentino o, parola mia, sapranno cosa vuol dire fare arrabbiare una dea!

A.T.: Certo, ma vede signorina… cioè signora…mi scusi sa ma, lei è così giovane che chiamarla sinora mi sembra davvero strano.

Era: Non lo dica a me! Certo… non che ci sia da vantarsi nel mio caso.

A.T.: In che senso?

Era: Guardi le dico solo questo, sarei dovuta venire qui con mio marito. La seconda pergamena è il suo curriculum! E invece… io qui e mio marito come al solito non c’è mai al momento del bisogno… degl’altri. Ma per i suoi di bisogni, ah per quelli scomoda tutto il monte Olimpo, il mare di Poseidone e persino quel povero diavolo di Ade. Tutto per tenersi su la tunica in mia presenza… e abbassata quando non guardo! Già me lo immagino il suo “impegno” urgente. Sarà a correr dietro all’ennesima mortale, una contadina con le cosce sottili, una reginetta di bellezza di turno… o a qualche oca che gli ha semplicemente sorriso facendolo credere il re del mondo! Come se io non fossi abbastanza per le sue voglie. Dico, mi guardi. Una come me non sarà mica da buttar via!

A.T.: Ma direi proprio di no! Come ho detto è ancora molto giovane, una bellissima donna.

Era: I miei secoli li ho anch’io certo, ma per gli dei miei pari, non sono mica una vecchia ciabatta! Io sono SUA moglie! Anzi io sono LA moglie! Sono Era, consorte di Zeus…

A.T.: Sì sì, l’abbiamo capito!

Era: Sì! Sono la dea del Matrimonio! Certo questo titolo ha i suoi svantaggi… specie quando hai un marito che ti tradisce ogni due per tre con dee, ninfe e mortali fregandosene della fedeltà coniugale perché “tanto c’è quella che protegge il vincolo degli sponsali”. E tu per quanti bei giovani che vedi, puoi forse toglierti giusto lo sfizio di guardare qui e là… ma niente di più perché, sa… la dea del Matrimonio e del talamo nuziale! Ma si faccia questa domanda… perché io e il “Re del mondo” abbiamo avuto pochi figli nostri e poi tutto il resto dell’Olimpo erano solo figli suoi?

A.T.: Non saprei… non ho il piacere di conoscere suo marito…

Era: Il piacere?! AH! Guardi che non si è persa niente! Ma LUI non è che sia questo grande amante come dicono i miti! Anche lui ha la sua bella età… e qualche rotolino qui e là non stanno bene neppure al re degli dei! Ecco l’amara verità!

A.T.: Ma davvero lei mi dice…?

Era: Dico, dico, anzi affermo! Ma lui invece, in giro a fare il farfallone! Che poi gli stessi miti dipingono ME come una dea malvagia, vendicativa e isterica! Bé si è vero, non lo nego, sono vendicativa e forse un poco isterica, ma malvagia? Forse il concetto di tradimento dai giorni nostri è cambiato. Ai miei tempi, in cui la Grecia era la culla della cultura, se tuo marito ti tradiva e poi portava sotto il tuo tetto i frutti del suo tradimento, non si poteva dir nulla! Come si sentirebbe lei se il suo consorte tornasse a casa un giorno e le portasse a casa un figlio illegittimo? Ai giorni vostri ci sono donne, grandi donne direi, che non fanno una piega e possono anche accettare la cosa… una volta. Ma se poi, come nel mio caso, diventa un’abitudine! Ditemi voi se una donna non ha il diritto di scatenare tempeste, piaghe e pestilenze e sconvolgere il mondo! E questa è stata la mia situazione sin dopo il mio matrimonio. Non avevo già abbastanza a fare con i miei figli Ares ed Efesto? No, mi sono vista arrivare Apollo e Artemide, due piccole pesti che non le dico, poi è arrivato Ermes con manie cleptomani, poi quella seriosa di Atena… quando poi ho saputo che mio marito era stato a letto anche con mia sorella Demetra e che aveva una figlia…

A.T.: Con sua sorella?

Era: Sì appunto! Li non ci ho visto più! L’ho preso e gli ho detto chiaro e tondo “Io di figli a carico non ne voglio più sapere! Le porte dell’Olimpo sono chiuse! Siamo già in troppi quassù” Altrimenti perché pensate che una dea del mio calibro sia qui a cercare lavoro? Tutti quegli scansafatiche sono a carico mio!

A.T.: Aaah! Mi domandavo infatti il perché avesse dei curriculum! Sta cercando lavoro!? Certo che… cercarlo proprio di questi tempi non dev’essere facile neppure per lei, immagino…

Giove e Giunone – Annibale Carracci – 1597

Era: Non me ne parli! Ma pensate che lui abbia capito il messaggio? Certo che sì… nel senso che ha avuto altri figli, ma li ha lascati alle madri. L’esempio lampante è stato Ercole! Lui ci ha provato in tutti i modi a farmi cambiare idea. Una volta il vigliacco, dopo che la madre del pupetto gli ha detto “senti è anche figlio tuo” cos’ha fatto? L’ha dato a me per allattarlo senza dirmi niente. E poi una non ha il diritto d’arrabbiarsi? Da lì in poi è nato il mito… sì, quello di dea malvagia, meschina e vendicativa. Era è un mostro, Era odia tutti mortali, Era vuole uccidere tutti i figli di Zeus, e poi la mia preferita… Era ha cercato di uccidere Ercole con dei serpenti nella culla! Ma pensateci un secondo. La madre di Ercole viveva in aperta campagna, non ti sorge il sospetto che forse il serpente non c’è l’ho messo io, ma ci è arrivato da solo? Eh no, per il mondo, la cattiva, quella morbosamente gelosa sono io. Mi dica lei se non è frustrante! Ma le sembra giusto? Insomma sono ancora IO sua moglie! Consorte e dea del matrimonio, protettrice…

A.T.: Certo certo… ed effettivamente i miti la dipingono sempre come una divinità molto… poco collaborativa diciamo. Però sentire il mito dal suo punto di vista fa comprendere meglio perché abbia agito così. Quale donna non si sentirebbe amareggiata, dopo aver fatto il grande passo…

Era: A tal proposito, qualcuno poi dice che sarei stata IO a chiedere il matrimonio. Solo chiacchiere, anzi balle! È lui quello che si è innamorato di me. E ci aveva provato più di una volta a farmi cedere, finché… è successo millenni fa. Era… non io sia chiaro, dicevo ERA in riferimento a tempo passato. Dicevo, era un giorno di neve, faceva un freddo, ero nella mia stanza che filavo al telaio quando ad un certo punto, un cucciolo mi si poggia in grembo. Che spavento! Gridai e subito il cucciolo prese le sembianze di Zeus… non in grembo, lui era sceso. Così bello, forte, alto, quella fossetta sul mento…

A.T.: Un bell’uomo insomma il padre degli dei.

Era: Già. E poi, giù con i complimenti: ma come sei bella, ma come fili bene. E io, come direste voi in quest’epoche moderne: vola basso cocorito! Sei al cospetto di una signora. E lui: sì lo so, è per questo che voglio sposarti. E io: Sì, sposarmi! Lo so che collezioni donne come trofei! E lui: con te metterò la testa a posto. Insomma le solite baggianate che dicono gli uomini. Beh, fatto sta che tira fuori un anello con un brillante, 108 carati eh! E davanti ad un anello, quale donna con del sale in zucca direbbe di no? Al padre degli dei poi. Mi sarebbe piaciuto dire che furono le nozze del secolo ma… eravamo ancora pochini lassù sull’Olimpo. Era il periodo d’oro in cui Zeus aveva almeno la cortesia di non seminare figli a destra e a manca, quindi abbiamo fatto una cosina piuttosto intima con i nostri fratelli e sorelle. Tutto l’Olimpo era addobbato. Un… come lo chiamate voi? Ah sì, un “catering” perfetto. Demetra ha curato tutto, dall’antipasto al dessert, tutta roba biologica. E i doni degli ospiti! Anche se il più bello però è stato quella di mamma, nostra madre Rea, l’unica dei nostri genitori che è stata invitata al matrimonio.

A.T.: Come mai?

Era: Come mai? Un padre che mangia vivi i suoi figli lei lo vorrebbe al suo matrimonio? Un paranoico e nevrotico che ti ingoia i figli appena nati!? Comunque dicevo, il regalo di mamma è stato un albero di mele! Lei dirà, e allora? Peccato che se gli davi un morso dovevi portare la dentiera per il resto dell’eternità. Erano mele d’oro, 24 carati, roba che neanche Cartier… Si può dire che è stato il nostro primo investimento… certo non ha “fruttato” molto nei secoli… poi è arrivata quell’infingarda grossa… matrona di Eris che, ancora oggi non so come ha fatto a prenderne una!

A.T.: Eris?

Era: Sì proprio lei, la dea della discordia. Un giorno, eravamo tutti tranquilli sui nostri triclini con l’ambrosia… facevamo l’happy hour insomma, quella si presenta con una mela d’oro e dice “La mela andrà alla più bella!” e lì… apriti cielo! Ma dico, le mele erano mie? Meritavo io di vincere! Non sembra anche a lei? Sono Era, consorte di Zeus, dea del matrimonio, protettrice…

A.T.: Sì, sì, sì! Ho afferrato il concetto!

Era: A ogni modo, dopo aver sbaragliato la concorrenza diciamo, c’è stata la finalissima con me, Atena, quella sempre vestita come un uomo, tutta saggezza, ordine, disciplina… insomma una che fa la guerra e non l’amore e quella strabica di Afrodite che faceva solo l’amore… e mi creda, il suo strabismo non era così leggero come si dice. Non parliamo poi dei suoi natali incerti e di dubbia moralità! Ma dai… nata così dalla spuma del mare e portata a riva da una conchiglia? Questa è fantascienza non mitologia! Che poi… “Mitologia” lo è per voi. Ai tempi andati noi eravamo una vera e propria religione riconosciuta da tutti gl’enti locali. Eravamo come i VIP, venerati e celebrati anche quando facevamo cretinate.

A.T.: Ma mi scusi, la faccenda della mela d’oro però non è stata proprio una stupidaggine se ben ricordo. Non è nata da lì la guerra di Troia?

Era: Ecco un’altra scemenza dei mortali! Ma provi a ragionare, dieci anni di guerra… per una mela? Ma le sembra possibile? Le spiego, quando, io Atena e Afrodite siamo arrivate in finale non se ne veniva a capo tra noi e quindi che abbiamo fatto? Chiediamo a mio marito. E quel vigliacco, pusillanime allevato da una capra… dico, sei il re degli dei? Saprai pur prendere una decisione. No, cosa fa lui? Preferisce che a giudicare sia un capraio! Certo, bellino era bellino quel Paride, chioma fluente bionda, viso grazioso, voce soave, si è poi scoperto che era pure figlio di re! Ma vatti a fidare dei mortali però! Mi scusi sa… Posso capire che uno così non se ne sarebbe fatto nulla di essere un campione di saggezza o il re dei condottieri. Andare a proporre la vita militare ad un capraio? Non è stata una grande mossa da parte di quella furba di Atena. L’ha cominciato lei il gioco del “se scegli me io ti darò…”. Ma io ero… anzi sono la regina dell’Olimpo, una nella mia posizione conosce la gente giusta per arrivare lontano. Gli ho offerto di diventare ricco, potente, ad un suo gesto interi popoli si sarebbero sottomessi e il suo nome sarebbe riecheggiato fino alle stelle da qui all’eternità. E lui: no grazie! E per cosa poi? Per avere la donna più bella del mondo!?

A.T.: Elena di Troia!

Hera – Giunone

Era: Sì lei. Carina lo ammetto ma… ossuta e un poco anoressica che non sapeva cuocere un uovo in un tegame! Comunque noi dei non centriamo con questo! Paride se la faceva già con la bella Elena, che per giunta era già sposata, Afrodite ha solo preso la mela e basta. Quale incantesimo, quali magie d’amore? Noi siamo dee mica le… le Winx! Per com’è andata a finire poi… Che te ne fai della più bella quando poi scateni una guerra che ti mette a ferro e fuoco casa tua, quella di parenti, vicini e conterranei? La più bella, sì sì… ne è proprio valsa la pena! Quell’imbratta carte poi… ci ha calunniato con questa storia! Ah ma… gli abbiamo giocato uno scherzetto niente male.

A.T.: Di chi sta parlando?

Era: Di un uomo che abbiamo condannato. Un uomo che ha denigrato la nostra grandezza come dei nei suoi scritti. Ebbene, la sua punizione è stata che, come i nostri nomi si sono persi nelle leggende, così il suo nome ha subito la medesima sorte. Che venga pure ricordati, ma che la sua reale esistenza non venga mai alla luce!

A.T.: Divina Era, sembra che il mio tempo con lei sia scaduto. Non mi resta che augurarle in bocca al lupo per i suoi futuri colloqui.

Era: Speriamo negli dei… dov’ero rimasta? Io sono Era, consorte di Zeus, divina del matrimonio e protettrice delle partorienti, patrona di Argo, madre delle piogge, nutrice dei venti e terzogenita di Crono e Rea. Origine del tutto e di tutto sovrana, io sono LA Signora!… Dati personali fatto, competenze fatto, Lingue parlate greco e latino… patente… o dei! La patente per la biga è la A o la C?

 

Written by Alister Tinker

 

Voce intervistatrice: Cristina Cominelli

Voce Era: Alister Tinker

 

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Rubrica Life After Death

 

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