Intervista di Antonella Quaglia ad Antonello Loreto, autore di “Regina Blues”

Intervista di Antonella Quaglia ad Antonello Loreto, autore di “Regina Blues”

Ott 11, 2018

Antonello Loreto è uno scrittore e consulente marketing in campo editoriale.

 

Antonello Loreto

A queste attività affianca anche quella di direttore artistico di rassegne letterarie.

Esordisce nel 2014 con il romanzo auto pubblicato La favola di Syd, per poi proseguire nel 2016 con Un’Altra Scelta e nel 2018 con Regina Blues, entrambi per Edizioni Progetto Cultura.

La sua ultima fatica letteraria è una storia ambientata in una cittadina immaginaria in cui si racconta con delicatezza e profondità di ciò che accade poco prima di un evento catastrofico, e le sue ripercussioni sulle vite dei protagonisti negli anni seguenti.

 

A.Q.: La città di Regina ha una storia molto simile a quella dell’Aquila, in cui sei nato. Cosa ha significato per te scrivere il romanzo Regina Blues? La letteratura può essere terapeutica e aiutare a processare i traumi che ci portiamo dentro?

Antonello Loreto: Scrivere Regina Blues è stata una sfida e una grandiosa esperienza. La struttura del romanzo è complessa ed è la prima volta che mi confronto con un racconto non lineare. Ho dovuto ricostruire una città con le sue strade, le sue piazze, le sue chiese e farla vivere attraverso le vicende di molti protagonisti che rincorrono le loro esistenze adolescenti in una domenica mattina particolare. Poi c’è l’aspetto del coinvolgimento emotivo, sia per la storia che narro sia per alcuni riferimenti aderenti alla realtà. Posso parlare a titolo personale, ma aver riportato su carta una storia che nasce da un trauma, seppur vissuto indirettamente, aiuta senz’altro a metabolizzarlo.

 

A.Q.: Ciò che più colpisce del tuo romanzo è l’attenta caratterizzazione dei personaggi, e l’accuratezza con cui hai costruito le loro storie in modo che il lettore potesse sentire un legame con ognuno di loro. Quali sono state le fonti di ispirazione per la delineazione dei giovani protagonisti di Regina Blues?

Antonello Loreto: Mi fa molto piacere questa “lettura”, perché l’intento era proprio quello di legare con un nodo stretto la vita di ogni protagonista del romanzo alle emozioni del lettore. Per cui credo che questi adolescenti diventino immediatamente familiari, al punto da inseguire ognuno di loro con passione partecipata, fino al singolo destino finale. Mi sono divertito a “mischiare” i tratti fisici e caratteriali di tante figure della mia adolescenza e della mia gioventù, stando attento a non calcare la mano su caratteristiche personali che rendessero riconoscibili alcuni di loro. Credo che tuttavia molti lettori aquilani si divertiranno a riconoscere o a riconoscersi in alcuni profili. Ovviamente parlo di semplici spunti, perché in verità ogni singola vicenda narrata è frutto della mia fantasia, senza alcun preciso riferimento alla realtà dei singoli protagonisti.

 

A.Q.: Che scrittore è Antonello Loreto? Dove ama lavorare, ha dei riti particolari, segue uno schema deciso in partenza o si fa trasportare dall’ispirazione del momento?

Regina Blues

Antonello Loreto: Credo di essere soprattutto uno scrittore di “pancia”. Mi piace senz’altro scrivere di getto, lasciando la testa libera di muoversi in mondi fantastici e paralleli senza ingabbiarla in schemi preconfezionati. Poi c’è la tecnica narrativa e, per un romanzo di genere, non ho potuto prescindere dalla costruzione di un soggetto originale che poi ho sviluppato nel tempo. Non sono il tipo isterico che si alza di notte in preda al delirio creativo, anche perché credo che scrivere un romanzo richieda al contrario una disciplina ferrea ed una continuità nell’applicazione. Preferisco scrivere al mattino, nel mio piccolo studio, tra le mie cose che mi danno sicurezza e conforto, ascoltando la mia musica, e col mio bassotto che mi fa da assistente personale.

 

A.Q.: In Regina Blues ci sono tante citazioni musicali, specialmente di brani e gruppi degli anni ottanta. Ci suggerisci una colonna sonora da tenere di sottofondo mentre si legge il tuo romanzo?

Antonello Loreto: La scelta di questa particolare playlist è stata dettata certamente dal riferimento temporale della vicenda che racconto. Per esigenze di struttura del romanzo, volevo che Syd, la voce narrante, raccontasse questa storia sulla soglia dei cinquanta anni, riferendo di fatti avvenuti durante la sua adolescenza, quindi circa trent’anni prima. Siccome la racconta ai giorni nostri, i fatti narrati si svolgono tra la fine degli anni ottanta e gli inizi dei novanta. Ed allora la scelta musicale, a parte alcune eccezioni, è ricaduta su determinati brani del periodo che mi parevano adatti. Quindi, per chi ne avesse piacere, consiglio di appuntarsi quei riferimenti musicali e ne verrà fuori una compilation molto rappresentativa dell’epoca.

 

A.Q.: Uno dei personaggi minori di Regina Blues, zia Benedetta, lascia una lettera ai nipoti in cui chiede loro di non sprecare neanche un giorno della vita. C’è uno scontro forte nel romanzo tra la devastazione del terremoto che sconvolge la città e il desiderio dei protagonisti di non arrendersi e di ricostruire la propria vita, nonostante le macerie, interiori ed esteriori. Se dovessi descrivere il tuo romanzo in poche parole, come lo definiresti?

Antonello Loreto: Zia Benedetta è uno dei miei personaggi preferiti. Anche se è un protagonista secondario, scrivere la sua storia è stato un mix violento di emozioni che hanno spaziato dalla comicità indubbia dei suoi comportamenti fino alla malinconia per la sua sorte e per il suo rapporto affettuoso con i nipoti. Quanto alla dicotomia della quale parli, credo sia un fil rouge del romanzo; attraverso le vicende dei singoli liceali ho provato a scrivere una storia che fosse un inno all’ottimismo, un tributo alla città con l’augurio che possa essere un piccolo contributo alla ricostruzione “morale” di una comunità così duramente colpita.

 

A.Q.: Ci racconti qualcosa del personaggio di Syd, la voce narrante e il cuore pulsante di Regina Blues?

Antonello Loreto

Antonello Loreto: Syd ormai è una sorta di alter ego letterario, visto che è il protagonista del mio romanzo d’esordio. Nella favola di Syd, tra le righe, avevo promesso di raccontare un giorno la tragica vicenda di Syd e di Nico, il suo ragazzo che vive male la sua condizione omosessuale. Per cui ho pensato che questa di Regina Blues fosse l’occasione per farlo. Syd è un ragazzo come lo sono i calciatori delle due squadre dei Santi e degli Eroi, ma essendo poco dotato con la palla al piede, diventa un arbitro ed è selezionato per dirigere la finale del torneo delle scuole. È la voce narrante del romanzo, per cui ci racconterà la vita dei suoi amici in quella domenica mattina che precede il pomeriggio della finale, ci porterà in campo durante la partita, e ci svelerà sotto forma di referto arbitrale i singoli destini dei protagonisti a tanti anni di distanza da quel giorno.

 

A.Q.: Che progetti ci sono nel tuo futuro di scrittore?

Antonello Loreto: Non lo so ancora. Sono concentrato sull’inizio della promozione e sono molto curioso delle reazioni di chi vorrà leggerlo. In realtà Regina Blues mi ha “prosciugato” in questi tre anni di gioie, dolori, traguardi raggiunti, altri sfiorati e rincorse emotive. Ho scritto tre romanzi in cinque anni, tanto forte era la voglia di raccontare alcune cose e di spingerle fuori. Ora sono un po’ stanco mentalmente. Ho in testa un paio di idee, embrionali, una molto seria e l’altra apparentemente ludica. Ma devono ancora formarsi per bene, devono ancora maturare. Io per adesso parteggio per la seconda, ma vedremo più avanti.

 

Written by Antonella Quaglia

 

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Sito Progetto Cultura

 

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