Selfie & Told: il cantautore Qualunque racconta “Il Primo Lunedì dell’Anno”

Selfie & Told: il cantautore Qualunque racconta “Il Primo Lunedì dell’Anno”

Set 16, 2018

“Avevamo le idee ma se ne sono andate con l’età/ tra un attacco di panico e un altro, una poco spontanea felicità/ ti avevo promesso che ne saremmo usciti/ ma non so come fare a tirarcene fuori/ Guarda non riesco a dormire mi manca il respiro ti scrivo su whatsapp/ […]” ‒ “Panico”

Qualunque

Ciao, sono Qualunque e faccio musica per persone tristi o aspiranti tali.

Ricercare la forma perfetta di tristezza è un compito arduo che viene troppo spesso preso sotto gamba.

Vi assicuro che quando raggiungerò l’ultimo livello di Emo Super Sayan ve ne accorgerete tutti e prenderete in seria considerazione la possibilità di assumere degli psicofarmaci.

Non so bene che altro dirvi di serio per introdurre quest’intervista quindi lascio la parola a Luca, il mio intervistatore d’eccezione per oggi.

Beccatevi la mia Selfie & Told!

 

Q.: Ciao Qualunque. Come stai? Bene. Partiamo subito con la prima domanda: come mai hai lasciato il call center nonostante fosse la tua principale fonte d’ispirazione?

Qualunque: Ciao Luca, guarda, il call center è una gigantesca routine di cose automatiche, le stesse risposte, le stesse frasi scriptate giorno dopo giorno. Ad una certa mi sono reso conto che erano passati 2 anni e che il mio livello di tristezza era decisamente troppo basso in quel luogo lavorativo che mi aveva portato all’apatia più totale. Ho quindi deciso di dare una bella sberla alle piccole certezze che mi ero faticosamente costruito per incasinare ancora una volta tutta la mia vita.

 

Q.: Cosa ha pensato Mafalda quando ha letto il titolo della tua seconda pubblicazione discografica? (mi riferisco al disco d’esordio di Qualunque, appunto, Mafalda, il meteo e tutto il resto)

Il Primo Lunedì Dell’Anno

Qualunque: Non ne ho idea. È una di quelle cose che restano incognite fino al letto di morte. Oppure potrei chiederglielo prima ma questo vorrebbe dire uscire dal proprio guscio, scoprire un sacco di cose felici e smettere di ascoltare i Fine Before You Came. Non ne vale la pena.

 

[…] Nelle giornate atomiche/ le coincidenze fanno credere/ in dio e derivati/ o ci si fa/ nelle notti sul divano/ nelle migliori serie/ alla fine resta il vuoto di non/ esser la/ a combattere il male/ a salvar le persone/ a lasciarti a bocca aperta ogni/ fine stagione/ e invece siamo/ dentro in una stanza/ a non parlarci perché manco/ mi ricordo più// […] – “Caffè con il Cynar”

 

Q.: Che ruolo hanno avuto gli attacchi di panico nella stesura del tuo più recente lavoro Il primo lunedì dell’anno?

Qualunque: Beh. Mi stupisci, proprio tu dovresti saperlo bene Luca. Il mio ultimo lavoro parla di ansia e panico ma in realtà parla anche di quella sensazione di riuscire ad uscirne. Tipo la luce alla fine del tunnel no? Però in realtà era una bugia, ci sono ancora dentro. Come direbbero artisti decisamente migliori di me:

La mia ambizione è vicina allo zero/ E di questo posso andarne fiero/ Io non esco dal tunnel/ Io questo tunnel lo arredo‒ (cit. Voina).

 

Q.: Domanda seria. Ti sei da un po’ di tempo trasferito a Milano: come influisce sulla tua scrittura una metropoli dispersiva ma al contempo iperstimolante come Il capoluogo lombardo? C’è qualcosa che ti manca della periferia?

Qualunque

Qualunque: La cosa bella di Milano è che la gente non ti caga di striscio. Di contro c’è che qui non sono più quello figo e diverso dagli altri. Sono un povero disgraziato come tanti. In realtà il casino è che ho cambiato la mia vita di colpo in tutte le macroaree che la componevano. Ho aperto P.Iva, mi sono trasferito a Milano e vivo una relazione sentimentale fallimentare dopo l’altra. Una persona sveglia penserebbe che forse c’è qualcosa che non va. Io penso che scriverò un sacco di canzoni grazie a questo essere disfunzionale.

 

Una pillola non basta/ a riempire il vuoto che/ abbiamo scavato/ fin sotto al costato/ dilaniandoci il petto/ per riconoscerci/ quando/ ci incontreremo qui al binario// […]‒ “Binario”

 

Written by Qualunque

 

 

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