Selfie & Told: la rock band Vintage Violence racconta il disco acustico “Senza Barré”

Selfie & Told: la rock band Vintage Violence racconta il disco acustico “Senza Barré”

Ago 12, 2018

“Un mio amico macellaio con un divaricatore/ Una sera mi ha insegnato il Do minore/ È da usare con  cautela solo per canzoni tristi/ Da cantare alla statale contro i postumi del whisky/ Noi non siamo  frequentanti/ Della società di classe/ Venti esami per finire a lamentarsi delle tasse/ Preferiamo gli  ubriachi/ Davanti  all’orizzonte/ […]” ‒ “I non frequentanti”

Vintage Violence

Siamo i Vintage Violence, gruppo rock originario della provincia di Lecco.

Suoniamo insieme da ormai 18 anni, abbiamo una storia fatta di 5 dischi e oltre 350 concerti in tutta Italia: la formazione è composta da Nico (voce), Rocco (chitarra, cori, testi), Ivan (chitarra e synth), Roby (basso) e Ben (batteria).

La nostra musica è caratterizzata da una forte attitudine punk, un muro di chitarre e ritmi incalzanti che danno ai nostri live un impatto devastante.

In attesa del nuovo disco elettrico, abbiamo deciso di metterci in gioco con qualcosa di nuovo, sfruttando il lato più poetico e cantautorale dei nostri testi.

Ed ora beccatevi la nostra Selfie & Told!

 

V.V.: I Vintage Violence sono una rock band caratterizzata da chitarre distorte e ritmi serrati. Come nasce l’idea di un disco acustico come “Senza Barré”?

Vintage Violence: L’idea nasce dalla voglia di cimentarsi in qualcosa di diverso, dal desiderio di abbandonare la nostra “comfort zone” per provare a scoprire un lato diverso della nostra musica. Allo stesso tempo è stato un percorso naturale, dettato dal fatto che le canzoni hanno da sempre avuto una forte impronta cantautoriale essendo nate con chitarra acustica e voce. A questo connubio abbiamo poi aggiunto una chitarra elettrica che si occupa di riempire le armonie con effetti e riverberi. E’ stato un lavoro certosino, di ricerca di nuove idee all’interno di canzoni già impresse nella mente del nostro pubblico; la sfida è stata non snaturare i brani e allo stesso tempo non fare delle copie identiche limitandoci a sostituire le chitarre acustiche alle elettriche.

 

V.V.: Il disco contiene anche un inedito, “Finale”. Come è nato il pezzo e l’idea di registrarlo aggiungendo anche un pianoforte?

Senza Barré – Vintage Violence

Vintage Violence: La genesi di Finale risale a molti anni fa, e sin dalle sue origini presentava un arrangiamento con piano e voce, atipico rispetto alle nostre composizioni. Proprio per questo motivo il brano era perfetto per “Senza Barré”, ci è da subito sembrato il naturale completamento della rivisitazione in chiave acustica degli altri pezzi e un’occasione per inserire un inedito nel disco, come antipasto di quello che sta nascendo in questi mesi in sala prove e che speriamo di dare presto alla luce.

 

V.V.: Cosa si prova a suonare live accompagnati solo da due chitarre?

Vintage Violence: È una sensazione molto diversa. Nei live con la band al completo siamo abituati a fulminare il nostro pubblico, a scatenare poghi. Vogliamo vedere i nostri fans sdraiati per terra alla fine del concerto. In acustico il live acquista una dimensione più intima e ciò richiede molta concentrazione e molta preparazione. Ci sediamo su tre sedie e siamo nudi di fronte ai nostri ascoltatori, che ci guardano incuriositi di vederci in questi panni ma che al termine del concerto apprezzano molto la veste nuova che le canzoni acquistano, cosa che per noi non era affatto scontata quando abbiamo deciso di registrare “Senza Barré”. L’acustico è anche un’occasione per apprezzare in maniera diversa i nostri testi, scanditi dalla voce di Nico in primo piano e cullati da un sottofondo musicale che li metta il più possibile in risalto. Considerando ciò a cui sono abituati i nostri fans, vederli cantare le canzoni alla stessa maniera in cui le cantano durante i live elettrici è bellissimo, così come lo è aspettarli dopo il concerto per farci spiegare le loro impressioni ed il loro punto di vista. Questo credo sia il momento più significativo.

 

V.V.: Cosa ci dovremo aspettare dai Vintage Violence nei prossimi mesi?

Vintage Violence: In questo periodo siamo concentrati nella scrittura dei brani per il nuovo disco di inediti. Il nostro obiettivo è mantenere lo stile che seguiamo da oltre quindici anni, ma allo stesso tempo vogliamo evitare di ripeterci. Per questo motivo stiamo lavorando molto sul suono oltre che sulla composizione dei brani sia nei testi che negli arrangiamenti, cercando di far coesistere differenti sonorità ma rimanendo riconoscibili dopo poche note, cosa che ci ha sempre caratterizzato. Per cui ci risentiremo presto!

 

Vintage Violence

Nella seconda metà di ottobre si concentravano i funerali/ In mezzo alla nebbia mi sorridevi come in estate i  temporali/ Alla fine della funzione ti nascondevi nelle utopie/ Fino a sparire anche dagli specchi, dalle migliori  fotografie/ Nella ferita fra le tue gambe ho tolto il proiettile e messo il dito/ L’anima nel bicchiere il tuo sedere  nell’infinito/ Scegli il tuo polmone preferito/ Che c’è un inverno da passare a sigarette e Joy Division/ E suonando  canzoni per chi muore/ Come una bomba fatta esplodere nel sole/ […]‒ “I funerali”

 

Written by Vintage Violence

 

 

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