“In Limine” album della band Exspectans Ver: radici hardcore e vena pop

“In Limine” album della band Exspectans Ver: radici hardcore e vena pop

Lug 9, 2018

Una giovanissima band toscana che gioca a decostruire il rock mischiando diverse influenze e stili, figli di un suono globale che può unire il gruppo del paese più sperduto alla band di LA o New York e che ormai, grazie alla rete, non esiste più nessun posto in cui sia possibile rimanere indietro rispetto alle proposte musicali di questo specifico periodo storico.

In Limine

C’è il post-rock, con chitarre dilatate e batterie nervose nell’iniziale “Overture” dell’album “In Limine, un’intro allungata che però contiene in sé già diversi elementi del suono degli Exspectans Ver e la loro scelta di evitare le soluzioni musicali più semplici.

Di particolare qualità la sezione ritmica, di cui però sappiamo poco… di questo batterista in possesso di un notevole tasso tecnico messo però solo al servizio della composizione.

I brani sono introspettivi, come nella migliore tradizione Emo Core, con una tendenza alla cripticità, almeno nei titoli di cui “Empfindsamkeit” è un bel esempio.

Si colgono invece maggiori parti nel cantato, come il ritornello “I swear it never belongs to me”, comprensibile ad ogni latitudine del mondo, urlato al cielo con rabbia e convinzione.

“How I Ate My Brother” è invece più esplicita nel titolo, non so se sia un inno vegano ma potrebbe diventarlo, ne ha le stesse caratteristiche tra i migliori Youth Of Today e gli Shelter, rivisti in chiave contemporanea, con una predilezione per i mid-tempo ma senza la velocità dell’hardcore più classico.

“Dry Tongue” è un momento di pausa dopo la tempesta, con influenze new wave e una particolare attenzione alla scrittura, ai crescendo, come se ci trovassimo di fronte ad una versione contemporanea dei The Cure.

Exspectans Ver

“Wide – Awake” è ancora una volta un brano vincente, con caratteristiche di potenziale singolo. Così come si presentano al momento gli Exspectans Ver.

Non si possono considerare soltanto una band pop in quanto, hanno mantenuto le loro radici hardcore punk, cosa che i gruppi Emo di seconda generazione avevano abbandonato a favore dell’airplay ed MTV.

Ora che su questi media passa tutta altra musica è possibile apprezzare e scoprire che questo genere può ancora avere qualcosa da dire e non essere etichettato come un semplice fenomeno adolescenziale di passaggio e c’è ancora spazio per le innovazioni, sia che si punti sulla scrittura e sulle canzoni sia che si punti sull’energia o su strutture meno dirette e più “progressive”.

 

Written by Luca Dainese

 

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