Pavia, città simbolo della Lombardia

Pavia, città simbolo della Lombardia

Giu 30, 2018

“Bella quant’altra mai” Francesco Petrarca

 

Pavia

Inoltrandosi al suo interno, o passeggiando lungo il suo naviglio, il visitatore che si prepara a visitare Pavia è avvolto dalla singolare sensazione di essere sospeso nel tempo. Un tempo che appartiene a una città adagiata fra distese di pioppi, risaie e le lanche del Ticino che la bagna.

Città a misura d’uomo, Pavia, che vive in sintonia con la natura e con i propri trascorsi storici, i quali le conferiscono il fascino antico della tradizione, combinato a quello di città d’arte e di cultura.

Il suo centro storico rispetta l’impianto del castrum romano, pressoché intatto da un punto di vista urbanistico, tale da permettere un’esplorazione a piedi fra le stradine medievali e raggiungere i cortili porticati dell’università, uno degli atenei più antichi d’Europa.

In bicicletta, invece, si può pedalare lungo la via delle acque, costeggiando la riva erbosa del naviglio e spingendosi verso la Certosa, insieme armonico di arte e spiritualità.

Ma, per raccontare di una città che affonda le sue radici in un passato importante, è opportuno cominciare con un po’ di storia.

I primi gruppi stanziali di Pavia sono da attribuirsi ad antiche popolazioni della Gallia transpadana, quasi sicuramente gli Insubri. Nell’89 a. C. è colonia romana con il nome di Ticinum, che nell’alto medioevo si trasformerà in Papia. Da Teodorico, re dei Goti, Pavia viene eletta a centro previlegiato della sua corte; la stessa cosa accade con Alboino che ne fa la capitale del Regno Longobardo; quindi, Carlo Magno le consegna un ruolo centrale del Regno Italico.

Oggi, è testimone dei suoi gloriosi trascorsi tramite edifici religiosi e non, nonostante alcuni di questi siano crollati nell’incendio che nel 924 devasta la città durante l’assedio degli Ungari prima, e poi nel 1117, a seguito di un violento terremoto.

Ricostruita in forme romaniche tra il XII e XIII secolo, la città è dotata di una nuova cinta muraria e di nuove chiese, oltre che di celebri palazzi e torri che tutt’oggi ne descrivono il profilo.

“Tutta la struttura della città, che guarda a sud a causa del letto del Ticino, verso il quale discende declinando, può essere agevolmente vista da lontano da ogni parte, tuttavia da sud presenta un aspetto mirabile … non solo per l’altezza delle innumerevoli torri, ma anche per l’imponenza dei palazzi e chiese, tre delle quali – quelle di San Michele, di San Giovanni in borgo, e di San Pietro in Ciel d’oro – per le loro dimensioni superano molte cattedrali; senza contare quelle due chiese che costituiscono la cattedrale e superano tutte le altre”.  ‒ Opicino de Canistris, 1330, dall’esilio in Avignone.

Sita lungo l’itinerario della via Francigena, durante il Medioevo, Pavia è passaggio obbligato per i pellegrini diretti a Roma o in Terra Santa, che qui sostano per onorare le reliquie di Sant’Agostino, custodite nella Basilica di San Pietro in Ciel d’Oro. Nel 1360 è annessa al Ducato di Milano, allora sotto il dominio dei Visconti.

In età viscontea viene ripristinato in parte l’impianto urbano romano, con il rettilineo della strada nuova, al cui limite si innalza il Castello visconteo; a sud invece, si costruisce il ponte sul Ticino con il caratteristico tetto.

Pavia – Parco Visconteo

Alle spalle della raffinata residenza ducale, in direzione di Milano, secondo un piano urbanistico originale e innovativo, i Visconti fanno realizzare un grande parco, celebre per la sua flora e fauna, al cui limite settentrionale viene edificata la Certosa, definita un ‘luogo per la devozione e per la sepoltura’.

Il parco è già noto per essere stato teatro della battaglia tra Francesco I e Carlo V nel 1525, in uno scontro che cambia gli equilibri dell’Europa e segna la storia del territorio, sottoposto al dominio spagnolo per i due secoli successivi.

Definita dal Pariniinsubre Atene’, per la presenza, tra Settecento e Ottocento, di letterati e scienziati di fama, a Pavia trovano dimora il poeta Vincenzo Monti, Ugo Foscolo, il fisico Alessandro Volta, il naturalista Spallanzani e altri nomi eccellenti.

In epoca napoleonica vengono ripresi i lavori presso il canale del naviglio, che segnano l’inizio dell’attività commerciale che si svilupperà poi nell’Ottocento.

Quindi, nel 1859, entra a far parte, insieme a tutta la Lombardia, del Regno di Sardegna.

Pavia è inoltre città decorata con medaglia d’oro qual benemerita del ‘risorgimento nazionale’ per le azioni altamente patriottiche compiute dalla città nel periodo del Risorgimento.

“In ricompensa delle benemerenze patriottiche acquistate… durante il periodo del Risorgimento nazionale. Oltre al coinvolgimento nelle fasi più importanti della Prima e Seconda guerra d’indipendenza, Pavia ha svolto, grazie alla sua prestigiosa università, un ruolo fondamentale per la formazione politica dei patrioti e il radicamento di una coscienza civile italiana”.

Infine, per dare completezza di una città dalle molteplici e sorprendenti sfaccettature, occorre ricordare alcuni fra gli edifici religiosi, che ancora oggi sono testimonianza di un luogo, protagonista di un notevole fermento culturale.

È a partire dal XI secolo e sino ai primi del XIII che si poté assistere alla fioritura dell’espressione artistica che va sotto il nome di romanico padano.

La Basilica di San Pietro in Ciel d’Oro, per esempio; così nominata per la presenza in origine di un soffitto ligneo dorato.

Sorta sui resti della precedente chiesa dove, nel 711, il re longobardo Liutprando aveva trasferito il corpo di Sant’Agostino, traslato dalla Sardegna, fu poi consacrata nel 1132.

Restaurato nel XIX secolo, l’attuale edificio romanico è testimone, nei capitelli della navata sinistra, dell’avvio della scultura romanica pavese. Facciata, cupola e pavimento a mosaico sono simili a quelli della chiesa di San Michele Maggiore senza però le caratteristiche sculture di quest’ultima.

Nella Basilica sono conservate nell’Arca di Sant’Agostino, visibile sull’altare maggiore, le reliquie di Sant’Agostino. All’esterno una lapide, nella quale si riporta la terzina dantesca, inglobata nel X canto del Paradiso, in cui si menziona la Basilica per la sepoltura di Severino Boezio.

“Lo corpo ond’ella fu cacciata giace, guiso in Ciel d’Auro, ed essa da martirio e da essillio venne in questa pace”. Dante Alighieri, Divina Commedia

Severino Boezio – tomba nella Basilica di Pavia

Con queste parole Dante Alighieri si è espresso a proposito di Severino Boezio, fatto giustiziare dal re ostrogoto Teodorico, perché accusato di tradimento.

Il suo corpo è conservato nella Basilica, e precisamente nella cripta.

San Michele Maggiore, altro capolavoro del romanico lombardo, è il più famoso e imponente monumento religioso medievale in città.

È testimonianza del periodo in cui Pavia è stata la capitale del Regno Italico. Originariamente fu costruita nel periodo longobardo, distrutta poi dal terremoto del 1117.

Modello delle chiese medievali pavesi, si differenzia dagli altri edifici sia per struttura come per decorazioni.

Edificata tra l’XI e XII secolo in pietra arenaria, beneficia di un impianto a croce latina a tre navate, con cripta e matronei, oltre ad essere ricca di un’importante decorazione scultorea estesa ai capitelli dell’interno, ai portali, alla facciata principale, intagliata in fasce sovrapposte a rilievo con motivi zoomorfi.

Mentre l’elegante campanile è considerato il più bello d’Italia. Sul presbiterio, frammenti del notevole mosaico pavimentale e un crocifisso in lamina d’argento. Da non dimenticare che San Michele ospitò l’incoronazione di Federico Barbarossa nel 1155.

Santa Maria del Carmine è eccellente opera del gotico lombardo, ed esempio fra i più noti dell’architettura gotica a mattoni del nord Italia.

Dopo la cattedrale è la più vasta chiesa a struttura a croce latina presente in città. Sorta a partire dal 1374, in seguito alla demolizione del precedente insediamento carmelitano, abbattuto per consentire la costruzione del Castello Visconti che, costruito per volere di Gian Galeazzo II, nel 1360, è attualmente sede dei Musei Civici.

Santa Maria del Carmine presenta una struttura proporzionata su un modulo quadrato di base, che stabilisce i rapporti delle campate, delle navate e delle cappelle laterali. Ed è caratteristica per il grande rosone e le sette guglie che le conferiscono un singolare attrattiva.

Costruito sul finire del XV secolo, al posto delle due precedenti cattedrali, il Duomo di Pavia ha un impianto a croce greca e una cupola centrale. Alla progettazione parteciparono Donato Bramante, Antonio Amadeo, Leonardo da Vinci e Francesco di Giorgio Martini. Davanti al Duomo è collocato il Regisole, scultura distrutta nel 1796 dai giacobini e reinterpretata da Francesco Messina nel 1937.

Pavia – Ponte coperto

Il ponte coperto è una singolarità architettonica propria di Pavia. Realizzato nella forma attuale dopo i bombardamenti della Seconda guerra mondiale, il ponte mostra stratificazioni della struttura originaria: piloni del ponte romano, testate trecentesche ed altri elementi reimpiegati nella ricostruzione.

Ancora qualche parola da spendere per raccontare dell’Università. È già stato ricordato che è una delle più antiche d’Europa.

Da aggiungere, quindi, che è stata fondata nel 1361 da Gian Galeazzo II; da allora ha conosciuto uno sviluppo notevole con profonde trasformazioni sino ad assumere le attuali forme architettoniche.

Nel XX secolo, in essa fu inglobato il quattrocentesco ospedale di San Matteo. A lato, la scultura che raffigura Camillo Golgi, premio Nobel per la medicina, che insegnò a Pavia.

Un’istituzione da non dimenticare è il Collegio Borromeo, voluto da San Carlo Borromeo per garantire gli studi ai giovani bisognosi e meritevoli. Istituito da Pio IV e costruito a partire dal 1564, il collegio è citato anche dal Manzoni nei Promessi Sposi. Nel 2009 il Collegio ha inaugurato anche una sezione femminile.

Da non trascurare i palazzi settecenteschi presenti sul territorio: Palazzo Olevano, Palazzo Mezzabarba, Castello di Belgioioso, edifici storici, un tempo abitazioni di importanti famiglie.

Oltre agli edifici monumentali e ai luoghi naturalistici, sono le tradizioni popolari e il dialetto che, insieme alla cultura enogastronomica, ricca di sapori del territorio, a rappresentare l’anima di Pavia.

La tradizione gastronomica ricopre infatti un posto di tutto rispetto nell’economia cittadina, con i suoi prodotti dell’Oltrepò pavese e della Lomellina.

Da non dimenticare la bonarda che ha contribuito a fare della zona un luogo di eccellente tradizione vinicola.

 

Written by Carolina Colombi

 

 

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