“Certi Segreti” di Kim Van Kooten: il caso editoriale olandese ispirato ad una storia vera

“Certi Segreti” di Kim Van Kooten: il caso editoriale olandese ispirato ad una storia vera

Giu 15, 2018

“La Puck dentro vuole uscire, e la Puck fuori vuole entrare. E la Puck dentro diventa sempre più forte, mentre quella fuori si regge in piedi a malapena per colpa di tutte le bugie che dice.”

Certi Segreti

Mi piacerebbe poter lanciare una sfida al lettore.

Ma prima di farlo, ho la premura di dirvi che ho letto un libro che, in situazioni diverse, probabilmente non avrei letto. È stato un incontro fortuito, quasi involontario.

Questo libro si intitola Certi Segreti”, scritto da Kim Van Kooten al suo esordio letterario ed è stato pubblicato per la DeA Planeta nel 2018.

Kim Van Kooten è un’attrice e sceneggiatrice olandese e, come vi dicevo, questo è il suo esordio nella narrativa.

Questo volume è ispirato ad una storia vera, qualcuno a cui l’autrice è molto legata: la sua amica Pauline Barengregt, ed è diventato subito un caso editoriale già all’indomani della sua pubblicazione.

Queste solo le informazioni che troverete quando vi interesserete a questo libro, poi poserete gli occhi sulla quarta di copertina e leggerete la sinossi.

Come me, avrete sottovalutato un’informazione importante. Sono sicura che lo avete fatto o, almeno, quasi certa. Molti di noi affermano di guardare le copertine ma il più delle volte è solo un’osservazione generica.

Facciamolo insieme. Osserviamo quello che abbiamo davanti agli occhi.

Certi Segreti” ha una copertina di una tonalità celeste che ricorda la carta da zucchero, qualcosa di molto innocente, di rassicurante e accogliente.

Al centro di essa troviamo la testa di un coniglietto di peluche che, se non prestiamo sufficiente attenzione, non farà che rimarcare l’impressione di spensieratezza ma quel piccolo animaletto ha qualcosa che non va, lo avete notato, vero?

La storia di Puck è come quella di questo coniglietto: un’infanzia rubata da un cacciatore di innocenza.

Puck…

Puck è sola.

Certo, ha una madre che è più bambina di lei. Una di quelle donne che pensa che, nella vita, basti “incastrare” un uomo ricco per aver trovato il proprio posto nel mondo: al di sopra di tutto e tutti.

Sua figlia ha un padre, ora. Un padre che le dona tutto quello che desidera e dato che c’è anche quello che non desidera. Ma alla madre questo non interessa, lei può avere tutto quello che è più costoso e si può atteggiare ad essere la regina di ogni dramma.

Kim Van Kooten

La mia rabbia è salita quando mi sono resa conto che nemmeno il resto della famiglia è lontanamente degna di quella ragazzina sola ed impaurita: accattoni, arrivisti e disagiati sociali a cui nessuno ha insegnato come il sole sorge e tramonta.

C’è un’altra cosa che vorrei osservaste nella copertina. Guardate il carattere della scrittura, non vi ricordano le scritte sul muro nel film Seven? Sì, quello sui sette peccati capitali.

Sappiate che qui li troverete tutti.

L’unica a farne le spese è Puck.

Probabilmente sono l’unica al mondo che a dieci anni viene ancora accompagnata a scuola tutti i giorni. Di sicuro sono l’unica in tutta Zwijndrecht. E sono anche l’unica ad avere un cavallo suo (lo so). Sono l’unica che non si può lavare i capelli da sola (sono sicura, l’ho chiesto in giro con discrezione poco tempo fa). L’unica a possedere una tavola da surf (anche questo l’ho verificato). L’unica ad avere sogni talmente spaventosi da non voler dormire (di questo sono quasi certa, perché negli incubi c’è sempre il papà, e non riesco ad immaginare che altre persone se lo sognino di notte).

 

Written by Altea Gardini

 

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