Intervista di Rebecca Mais a Gian Luca Marino ed al suo enigmatico “Sulle tracce di Majorana – Diario di Sicilia”

Intervista di Rebecca Mais a Gian Luca Marino ed al suo enigmatico “Sulle tracce di Majorana – Diario di Sicilia”

Giu 11, 2018

Estate. In terra di Trinacria un reporter sta girando con fotocamera e taccuino per fotografare, su pellicola e su carta, il paesaggio tra gli splendidi filari di viti e il vulcano Etna.

Gian Luca Marino

Poi nella piazza si imbatte in un monumento che gli rievoca un qualcosa nella mente. Si tratta del busto di Ettore Majorana, il fisico e accademico siciliano (nato a Catania i primi anni del Novecento) scomparso improvvisamente, nel 1938, in circostante misteriose.

Subito il reporter si domanda cosa ci faccia lì quel busto e il legame che intercorre tra loro (grazie a un libro profetico regalato da un galantuomo siciliano) lo porta ad indagare e compiere un affascinante viaggio in Sicilia e in una terra molto più lontana, alla ricerca dei segreti di quell’incredibile uomo del quale si sono perse le tracce senza soluzione alcuna.

Centoventotto pagine che coinvolgono il lettore in un’indagine che, come una sorta di diario, spazia dalla realtà alla fiction passando per i fatti storici e i meravigliosi scorci della Sicilia.

Gian Luca Marino, scrittore e giornalista, ma soprattutto accanito lettore, vive in simbiosi con fotocamera e taccuino. Negli anni si è specializzato in scrittura di viaggio e reportage con un interesse particolare per gli itinerari insoliti e i misteri.

Appassionato del mondo dei Blog e dei Social Media ha dedicato un po’ del suo prezioso tempo a noi, un’intervista che vi permetterà di conoscere lo scrittore, uomo appassionato e amante dei libri, che sta girando l’Italia con il suo libro che, vi accorgerete, non è propriamente un romanzo. Buona lettura!

 

R.M.: Benvenuto su Oubliette Gian Luca. “Sulle tracce di Majorana” rievoca una delle storie più misteriose della storia italiana. Per quale motivo hai scelto Ettore Majorana come protagonista del tuo romanzo?

Gian Luca Marino: Premetto. Il mio libro non è propriamente un romanzo anche se rientra nel genere narrativa ma è una “no fiction”. Ettore Majorana è un personaggio che mi ha sempre affascinato fin da bambino quando l’ho conosciuto grazie a un galantuomo siciliano che mi ha lasciato in eredità un libro. Negli anni a venire è come se Majorana mi avesse accompagnato fino ad approdare alla terra di Sicilia.

 

R.M.: Quanto ha influito il tuo mestiere di giornalista e fotografo sulla stesura del libro?

Sulle tracce di Majorana – Diario di Sicilia

Gian Luca Marino: Il mio lavoro ha avuto un ruolo fondamentale per la forma mentis che mi ha permesso di indagare e fare determinate scoperte muovendomi in un certo modo che è quello del reporter. Inoltre, grazie alla qualifica di giornalista, la gente, riconoscendo una figura professionale, è più propensa ad aprirsi e raccontare. La passione per la fotografia mi ha permesso, nel mezzo di una caldissima domenica pomeriggio di agosto, di fare una scoperta, in un piccolo borgo della Sicilia orientale, che è stata il punto cruciale da cui far partire tutta la narrazione. La fotografia mi è anche servita per tracciare negli anni una sorta di diario visuale che è stato poi tradotto in parole. Alcuni lettori, centrando in pieno il punto, mi hanno riferito che è come leggere un libro fotografico senza immagini, giusto per rendere l’idea.

 

R.M.: Quale riscontro hai avuto durante le presentazioni del libro in giro per l’Italia?

Gian Luca Marino: Per ora ho fatto poche presentazioni. Durante la prima, nella mia città a Vercelli, ho avuto un grande riscontro di interesse e di pubblico. Aspetto agosto per una serie di presentazioni in Sicilia. C’è un ottimo riscontro online dove molti lettori sono venuti a conoscenza del libro grazie alla comunicazione sul mio blog e sui Social.

 

R.M.: Un aggettivo per descrivere “Sulle tracce di Majorana”?

Gian Luca Marino: Fuori dagli schemi.

 

R.M.: Come è avvenuto l’incontro con la Undici Edizioni?

Gian Luca Marino: L’anno scorso al Salone del Libro di Torino dove ci siamo incontrati di persona. In realtà però, lo staff di Undici Edizioni mi stava già seguendo sui Social e si è interessato dal mio progetto editoriale.

 

R.M.: Quando e perché hai cominciato a scrivere?

Gian Luca Marino: La scrittura ha sempre fatto parte del mio vissuto quotidiano. Ma prima di essere uno scrittore sono da sempre stato un accanito ed appassionato lettore. Oltre ai racconti che scrivevo da bambino, oltre ai post per i blog, nel 2008 sono riuscito a trasformare la scrittura in un lavoro iniziando a collaborare con i giornali. Certo, la stesura di un articolo giornalistico è diverso dallo scrivere un libro ma è stata un’ottima scuola per imparare un metodo. In fondo per me la scrittura è sia una passione che un’esigenza.

 

R.M.: Nel tuo blog affermi di essere prima di tutto un accanito lettore. Quali sono le tue preferenze letterarie e cosa stai leggendo in questo periodo?

Gian Luca Marino

Gian Luca Marino: Come lettore sono onnivoro. Spazio dai romanzi ai saggi con una particolare predilezione per i libri che parlano di misteri e per la narrativa di viaggio. Apprezzo molto anche le biografie soprattutto quelle scritte prima persona. Non di rado mi capita di leggere più libri in contemporanea.

 

R.M.: Progetti per il futuro? Ci sono nuove presentazioni in vista e/o qualche nuovo scritto?

Gian Luca Marino: Le prossime presentazioni saranno ad agosto in Sicilia. Come progetti editoriali sto portando avanti Vercelli misteriosa 2 che è il seguito del mio primo libro e che devo consegnare entro luglio. E poi sto terminando la raccolta di materiale per scrivere Ibiza misteriosa ma questo è ancora un cantiere aperto.

 

Written by Rebecca Mais

 

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