“Il bambino e la Luna. Un’infanzia speciale” di Matthias Brandt: un vero e proprio caso editoriale in Germania

“Il bambino e la Luna. Un’infanzia speciale” di Matthias Brandt: un vero e proprio caso editoriale in Germania

Giu 8, 2018

“Tutto quello che racconto è inventato.

Un po’ di tutto questo l’ho vissuto.

Parte di quello che ho vissuto è avvenuto” ‒ dedica iniziale dell’autore

Il bambino e la Luna – Un’infanzia speciale

Tutti i bambini sognano il loro futuro, molti di loro si riservano un futuro radioso e che potrà essere osannato da tutti coloro che lo conoscono.

A volte, questo capita per vanità, altre volte succede per esprimere la volontà di essere qualcosa di diverso da quello che si pensa di diventare se si rimane con la propria famiglia.

Spesso, però, questa è anche un modo per attirare su di sé l’attenzione di coloro da cui ci sentiamo trascurati.

La storia di Matthias inizia a Bonn, alla fine degli anni sessanta, in una Germania divisa in due che sente ancora l’influenza di quella che fu l’eredità della seconda guerra mondiale.

A raccontarcela è Matthias Brandt nel libro: Il bambino e la Luna. Un’infanzia speciale”. Edito per Bordeaux edizioni nel 2018.

Matthias Brandt, nato a Berlino nel 1961, è il più piccolo dei figli di Rut e Willy Brandt. Attore teatrale fra i più noti presso il pubblico tedesco, lavora per il piccolo e il grande schermo interpretando il questore August Brenda nella serie tv Babylon Berlin, trasmessa in Italia da Sky. Il suo esordio letterario ha destato un notevole interesse in Germania, diventando in breve tempo un vero e proprio caso editoriale.

A trasporre le parole di Brandt per il pubblico italiano è Milvia Spadi, giornalista Rai. La Spadi cura inchieste e servizi per il settimanale Inviato Speciale e collabora con Radio3. Ha pubblicato Le parole di un uomo. Incontro con Primo Levi con Di Renzo Editore.

Il padre di Matthias è un uomo molto impegnato, ricopre la carica ci Cancelliere della Repubblica Federale di Germania.

Spesso, quindi, il ragazzino si trova a giocare solo in compagnia delle guardie che piantonano l’ingresso, della sua guardia del corpo e di un portalettere che Matthias arriva quasi a mitizzare dandogli, anche se per poco, quasi un ruolo paterno nella sua vita, come se questo uomo dovesse insegnargli ad essere l’uomo che sarà in futuro.

Matthias Brandt

Matthias ama i suo i genitori ma spesso non sa se loro, anche se sua madre è molto più presente e materna, amano lui.

Matthias sente la mancanza di suo padre, probabilmente.

I sogni di Matthias sono quelli di ogni bambino e si fa le domande che ogni bambino si pone, anche se le sue si approfondiscono sempre di più man mano che sente la sua coscienza crescere.

Forse ha paura che si dimentichino di lui…

Piansi pensando a Michael Collins, il terzo astronauta, che aveva dovuto restare da solo nella navicella spaziale ad aspettare i suoi compagni. Cosa avrà pensato durante quei momenti?

 

Written by Altea Gardini

 

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