Selfie & Told: il trio DON rodriguez racconta l’album La sostanza dei fatti

Selfie & Told: il trio DON rodriguez racconta l’album La sostanza dei fatti

Apr 5, 2018

“tutta questa ipocrisia/ non è soltanto colpa mia/ non è facile non è facile/ da dimostrare/ tutta questa malinconia/ non dico che sia colpa tua/ non è semplice così semplice/ da digerire// […]” ‒ “Leggero”

 

DON rodriguez

DON rodriguez™ è un trio indie rock formatosi nel 2012 nel Piemonte orientale, Lago Maggiore, provincia di Verbania. Alberto V Bontà canta e suona la chitarra; Frova suona il basso e Bovo la batteria.

Nel 2015 esce l’LP di esordio dal titolo “L’indimenticane”, registrato in Toscana al Sam Studio di Lari con Ivan Antonio Rossi. La risposta della critica va oltre le aspettative.

Il 16 marzo del 2018 è uscito sempre per la veneta Dischi Soviet Studio il secondo lavoro del trio: La sostanza dei fatti”, un disco più rock del precedente e nel quale la band dimostra di avere trovato una più definita identità musicale.

Questa volta viene registrato a Genova, al GreenFog Studio, ma sempre da e con Ivan Antonio Rossi. La grafica del disco si ispira al logo della discoteca “New Fashion” di Gurro. Il primo singolo estratto è “Illogico”, canzone corredata da videoclip. Dieci le canzoni incluse ne “La sostanza dei fatti”: Agosto / Astronauti / Giorni, settimane / Illogico / La primavera del ’93 / Leggero / L’oblò dell’oblio / Se tanto mi dà tanto / Una giornata come tante (asfalto basso) / Vado a vivere in Brasile.

Ed ora beccatevi questa Selfie & Told!

 

D.R.: Perché hai deciso di farti questa auto-intervista proprio di lunedì?

DON rodriguez: Perché “La sostanza dei fatti” è un disco più scuro del precedente, più introspettivo, con un’emotività della quotidianità marcata; il lunedì mattina è ottimo: offre un contatto con l’esistenza più autentico. Il venerdì sera sarebbe stato troppo facile: l’eroe moderno lo vedi il lunedì mattina.

 

D.R.: La sostanza dei fatti perché?

La sostanza dei fatti

DON rodriguez: Con questo disco si viene al dunque. E poi ci piace giocare con le parole…

 

D.R.: Disco ispirato ad una vecchia discoteca ‒ in che modo?

DON rodriguez: La grafica del digipack trae ispirazione dal logo della discoteca “New Fashion” di Gurro (VB), in Valle Cannobina; vi sono delle vere e proprie citazioni grafiche.  La “New Fashion” era un luogo del tutto particolare: noi abbiamo raccolto le testimonianze di chi ha vissuto questo posto, non avendo mai avuto l’occasione di frequentarlo perché troppo piccoli allorquando la “New Fashion” era in auge. Sul nostro sito internet www.donrodriguez.org la storia è più o meno spiegata.

 

D.R.: Illogico è il singolo estratto; perché questa scelta e cosa mi puoi (cioè mi posso) dire delle altre canzoni?

DON rodriguez: Di tutto il disco “Illogico” è una delle canzoni più dirette, immediate, semplici per arrangiamento e struttura e sembrava adatta per poter essere colta “al volo”, ovvero come singolo di lancio del disco. “Vado a vivere in Brasile” è l’unico lento del disco. Le altre canzoni sono da ascoltare e ritengo inopportuno che io mi sia chiesto di parlare delle altre canzoni del disco. Mi devo sollevare dall’incarico perché emotivamente troppo coinvolto.

 

D.R.: Prendo spunto dalla precedente risposta: vai a vivere in Brasile?

Don rodriguez: No, non è nei miei piani; ma è un po’ lo stereotipo del tizio che ad un certo punto della vita si rompe le scatole di tutto e tutti e decide di far perdere le sue tracce, fuggendo verso luoghi esotici… un desiderio di fuga che capita quasi a tutti almeno una volta nella vita. O magari è la crisi di mezza età. Insomma, un classico.  Le nostre canzoni sono biografiche, ma non autobiografiche. La creatività è anche capacità di astrazione da se stessi.

 

D.R.: Non autobiografiche, ma in “Se tanto mi dà tanto” c’è un verso che dice “… non mi chiederai/ Alberto, come stai?…”

DON rodriguez: Stava bene in metrica.

 

D.R.: Hai mai recensito un disco? Te la senti di farlo col vostro disco in pochissime righe?

Don rodriguez: Sì, lo ho fatto. E se dovessi recensire questo disco in pochissime righe, direi che a questo punto della frase le “pochissime righe” sono già esaurite. E comunque direi che messa sulla bilancia la soddisfazione che si prova nell’ascoltarlo – è bello.

 

D.R.: Vuoi dire qualcosa per convincere i lettori ad ascoltare il vostro disco e vuoi dirci perché dovrebbero?

DON rodriguez

DON rodriguez: Vorrei dire che per noi “fare un disco” significa lasciare una eredità, un documento, un segno tangibile del nostro passaggio su questo pianeta. E quindi sì, ascoltatelo, perché se lo farete, avrete aggiunto senso al nostro esistere e vita ai nostri anni. A 20 anni non ci pensi e ti senti immortale; superati i 40 il punto di vista cambia e allora, al di là dei ricordi, delle persone che ti sopravvivranno, dei figli, l’esigenza di lasciare qualcosa di tangibile in merito all’arte del creare diventa più forte – a volte una esigenza: ecco un disco (per la precisione il secondo).
Ascoltate questo disco e trovate motivi validi per farlo:
– per curiosità

– per carità
– per noia
– per fare un piacere ai DON rodriguez
– perché è bello
– perché sì
– perché desidero partire per il Brasile
– per soddisfare la pulsione narcisistica dei musicisti che me lo stanno sottoponendo

 

D.R.: Progetti per il futuro?

Don rodriguez: Ristrutturare casa.

 

D.R.: In conclusione ti chiedo: ti sei mai intervistato da solo?

Don rodriguez: No.

 

“[…] invece ti ho lasciato andare/ come fossi un mese qualunque/ 31 giorni disperati/ dentro un sogno in bianco e nero/ agosto saprai perdonare/ tutto il caldo che ho sprecato/ mentre mi guardavi andare/ sei rimasto senza fiato/ avrei bisogno di più tempo/ per pensarci su un momento/ avrei bisogno di un istante/ per guadagnare le distanze/ avrei bisogno di un’iniezione// […]” ‒ “Agosto”

 

Written by DON rodriguez

 

 

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